Fontana di via Palestro, il crollo dopo decenni di incuria. Quei ganci nel muro raccontano come è crollata l'opera "In onore dei Caduti per la libertà".
Sul muro resta la sagoma di quella che per più di 60 anni è stata un punto di riferimento per tutta la città, su un tratto di strada tra i più frequentati e trafficati. Da ieri non c'è più: era la statua in onore dei caduti della resitenza, realizzata nel 1962 dallo scultore cremonese Dante Ruffini, crollata drammaticamente ieri durante il temporale che si è abbattuto sulla città.
“In onore dei caduti per la libertà e di quanti sono parimenti sdegnosi di essere oppressi e di farsi oppressori”. Così recita la targa apposta sulla fontana di Via Palestro, dove la statua in bronzo era stata collocata nel 1962. "Crollata a causa del maltempo" si è affrettato a commentare qualcuno, anche se il citato maltempo sembra più un "alibi perfetto", che il vero colpevole di quel fragoroso crollo. Fragoroso non solo per il rumore che ha causato, piuttosto perchè in quella sagoma finita a terra sulla fontana spenta da anni e ridotta a latrina e discarica, in quel crollo, si legge tutta l'incuria e l'abbandono che la grande opera scultorea di Ruffini ha dovuto subire nel tempo. Basta infatti guardare i ganci che la trattenevano ancorata al muro per capire che il vento e la pioggia di ieri poco hanno a che vedere col crollo: è evidente il loro stato di degrado e forse il temporale è stato solo la "goccia che ha fatto traboccare il vaso".
Proprio nel 120esimo anniversario della nascita di Ruffini, dopo 63 anni dalla sua posa, questa sua opera è crollata a terra suscitando un forte sdegno nei cremonesi, che si sono espressi anche via social riportando un palese biasimo per l'incuria in cui questa opera, così come tante altre parti della città, versano da tempo.
In mattinata sono già intervenuti gli addetti dell'Amministrazione Provinciale, titolare dello stabile che ospita l'attuale IIS "A. Ghisleri" e quindi responsabile della manutenzione dell'opera stessa, che hanno provveduto ai controlli e alle misurazioni prima di rimuovere l'opera e probabilmente provvedere alle sua sistemazione. Anche i nipoti stessi di Ruffini hanno fatto sapere, tramite le pagine social, che si attiveranno per ripristinare la scultura. Un'opera che ha un valore intrinseco in quanto, oltre all'innegabile pregio artistico, è commemorativa del sacrificio di tutti gli uomini e le donne morti durante la resistenza per la libertà del nostro Paese: salvaguardare quest'opera era ed è dunque anche un dovere morale, civile e culturale, significa preservare i valori su cui è stata fondata l'Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Invece per decenni è rimasta lì, finchè è riuscita a resistere, finchè quei ganci marci hanno retto il peso della memoria di cui era portatrice.
Infine un'ultima considerazione: tra un paio di settimane inizieranno le scuole e come sempre quell'angolo di via Palestro sarà popolato da centinaia di studenti ogni giorno: se fosse successo in quel contesto? Fortunatamente la statua è crollata in un monento in cui non c'era molta gente in giro a causa del temporale, finendo nella vasca stessa. Ma se ci fosse invece stato qualcuno lì vicino? Un ragazzo appoggiato alla recinzione come accade ogni mattina nel periodo di scuola?
Fotoservizio Francesco Sessa Ventura
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commenti
Chicca
29 agosto 2025 11:54
Caro sindaco continui pure a buttare soldi inutilmente, e lasci andare in malora cremona!👏👏👏