Giornate primaverili del Fai, In tanti per le visita agli ambienti di Palazzo Magio Grasselli e a Sant'Ambrogio
Viaggio alla scoperta di Palazzo Magio Grasselli in via 20 settembre 37 e della Chiesa di Sant'Ambrogio, capolavoro razionalista di Giovanni Muzio con le opere dello scultore Dante Ruffini con la delegazione cremonese del Fai. In tanti nella mattinata hanno visitato le due mete delle Giornate Fai di Primavera (e sarà possibile fino alle 18 di oggi) mentre solo ieri sono stati aperti al pubblico in piazza Lodi alcuni ambienti di Palazzo Lodi Mora Zaccaria, antica dimora nobiliare cremonese che custodisce importanti decorazioni pittoriche di Francesco Boccaccino e Giuseppe Natali.
A Palazzo Magio Grasselli, con l’apertura eccezionale delle sale affacciate su corso XX Settembre recentemente recuperate in occasione del secondo lotto di lavori per realizzarvi la sede del Conservatorio. Gli ambienti davvero splendidi sono stati ammirati grazie alle guide del Fai. Il doppio nome del Palazzo deriva dalle due casate proprietarie dell'edificio. I Magio vantano addirittura una discendenza dal console romano che si stabilì in città. A metà del '600 Camillo Magio commissionò un intervento di rifacimento del predente palazzo all'architetto Pescaroli. Nella seconda metà dell'800 il palazzo fu venduto alla famiglia Grasselli. Ippolito Grasselli espresse poi nel testamento la volontà di donare l'edificio a Cremona e così vent'anni fa, nel 2006, Giancarlo Grasselli consegnò l'immobile al comune perchè fosse adibito ad abitazione e a luogo di cultura. Il portale si apre su un portico modulato con serliane su colonne tuscaniche binate che si affaccia su un parco di piante secolari. Splendido il vano con lo scalone a quattro rampe e con la balaustra in pietra. E al termine dello scalone ecco la meraviglia delle stanze di ricevimento e dell'appartamento nobiliare. Al centro del soffitto dello scalone l'affresco della Fama e Gloria di Giuseppe Natali per celebrare il casato Magio.
Interesse ha suscitato anche la visita a Sant'Ambrogio, dell'architetto milanese Giovanni Muzio, appassionato autore di costruzioni francescane, è un pregevole esempio di quella tendenza “novecentista” che cercava di adattare le forme classiche al purismo razionalista.
A tale chiesa si sarebbe dovuto accostare un gigantesco campanile che, per la megalomania del regime fascista, avrebbe dovuto superare in altezza il Torrazzo, segnalandosi come baricentro della nuova città che il Piano Regolatore dell'epoca intendeva costruire oltre la ferrovia. Per fortuna non si trovarono mai i quattrini per realizzare una tale sciocchezza. Si tratta di una architettura non facile da apprezzare, a prima vista eccessivamente monumentale, mortificata da completamenti inadeguati. Durante le visite sono state apprezzarte le sculture di Dante Ruffini di cui lo scorso anno si sono celebrati i 120 anni dalla nascita con una mostra al Museo Civico.
In provincia, invece, da segnalare l’apertura di Palazzo Silva a Pizzighettone, prestigiosa dimora nobiliare poco nota al pubblico e normalmente non accessibile. Durante le visite è stato possibile accedere eccezionalmente ad alcuni ambienti, come l’elegante sala da pranzo con sculture e arredi, la selleria e l'antico canile dei Bracchi Silva, ancora perfettamente conservati.
Fotoservizio Francesco Sessa Ventura
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commenti
marco
22 marzo 2026 13:20
Sono state visite bellissime grazie anche alla competenza dei volontari del FAI.
Abbiamo delle meraviglie in città che meritano veramente di essere visitate e scoperte.
Grazie per l'impegno vostro e di tutti i volontari che hanno permesso lo svolgersi delle visite.