Il parco di Villa Verdi abbandonato: sei ettari di erbacce, rovi, sterpaglie, tronchi tagliati e lasciati sul posto. Stanziati i fondi per il restauro della Villa acquistata dallo Stato
Si deve tornare purtroppo a parlare, ancora una volta (non la prima), di incuria alla storica Villa Verdi di Sant’Agata, chiusa da novembre 2022 ed acquisita, come noto, dallo Stato. La primavera, ovunque, è “esplosa” e lo ha fatto anche nel monumentale parco tanto caro al maestro Verdi. Erbacce, rovi, sterpaglie, tronchi tagliati e mai portati via: così si presenta oggi l’area della storica villa. Ci sono anche rami rotti e la siepe metallica, posizionata solo pochi mesi fa, in almeno un paio di punti è già stata divelta (in un caso da un’auto uscita di strada). Davvero una brutta immagine per un luogo che, in realtà, meriterebbe ben più attenzione e maggiori cure, e magari meno proclami (che ogni tanto escono fuori). Come noto, il Ministero della Cultura ha recentemente assegnato 6,5 milioni di euro per la valorizzazione di Villa Verdi. Gli interventi, dopo quelli già realizzati, riguardano non solo l’immobile ma anche il parco storico ed i beni pertinenziali. In particolare l’obiettivo è quello della risoluzione dei problemi strutturali, il restauro delle facciate e degli intonaci, infissi, pavimenti, finiture e impianti. Il giardino, secondo le previsioni, sarà verrà valorizzato con un sistema di irrigazione ed un nuovo impianto di illuminazione, oltre al restauro degli elementi scenografici dei viali. Verranno inoltre restaurati tessuti e arredi lignei, con un controllo dei paramenti termo-igrometrici dei locali del pianterreno, delle radiazioni solari e del calore, la protezione dalle polveri e l’eliminazione di roditori ed insetti. Ma il parco, per ora, è ridotto ad una foresta vergine e l’incuria, sotto gli occhi di tutti, è evidente. Le immagini parlano da sole e viene da dire che il maestro Verdi, di certo, non sarebbe felice di vedere una simile situazione in un luogo a lui sempre tanto caro e da lui stesso progettato. Il parco, doveroso ricordarlo, si estende su una superficie di oltre 6 ettari e conta più di cento specie di piante diverse provenienti da varie parti del mondo. Si possono ammirare banani, la ginkgo biloba e splendide magnolie. Nello stesso parco riposa anche il fedele cane Lulù che il Maestro volle ricordare con un cippo sul quale compare l’incisione: “Alla memoria di un vero amico”. Il parco accoglie anche una ghiacciaia dove d’inverno si raccoglieva il ghiaccio che si formava sul lago. Coperto di paglia, che fungeva da isolante, consentiva di conservare i cibi freschi per tutta l’estate. In fondo al parco, il suggestivo viale dei Platani, che Verdi percorreva per andare a controllare il lavoro nei suoi possedimenti. Il perfetto equilibrio di luci ed ombre, cercato e studiato dal Maestro scegliendo le piante, la disposizione delle statue, della grotta, del laghetto creano uno spazio, dai tratti esoterici, dove trovare riposo ed ispirazione. Un luogo di assoluto valore storico e culturale, botanico e simbolico: oggi, ancora una volta, immerso in una incuria che, davvero, non si può vedere. Con la speranza che, quanto prima, si facciano i doverosi interventi e che la Villa, con tutte le sue pertinenze, torni ad aprire regolarmente e non solo in qualche sporadica occasione come avvenuto per le Giornate d’autunno del Fai.
Eremita del Po
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