Il Pd: sfratto a persone fragili, è solo dell'Aler la responsabilità
Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Roberto Poli, prende posizione sulla questione dello sfratto emesso dall'Aler nei confronti di due fratelli e le polemiche del centro destra sull'inerzia dei Servizi Sociali del Comune. Ecco l'intervento di Roberto Poli.
"È comprensibile che alcuni esponenti locali del centrodestra sentano il dovere di difendere, a prescindere, l’operato di Regione e Governo, addossando automaticamente ogni responsabilità alle amministrazioni comunali. Tuttavia, esiste un limite al buon senso e alla correttezza del dibattito pubblico.
Questo schema si ripete su numerosi temi. Il caso più evidente è quello della sicurezza: quando al governo c’erano altri, la destra non esitava ad accusare duramente l’esecutivo nazionale; oggi, dopo oltre tre anni di governo, le responsabilità sembrano improvvisamente ricadere solo sulle amministrazioni locali, soprattutto se di centrosinistra.
Lo stesso copione si sta riproponendo sulla delicata questione degli sfratti Aler, con il paradosso di un vero e proprio ribaltamento delle responsabilità. Per questo è necessario riportare il confronto su basi oggettive, rispondendo ad alcune domande semplici ma fondamentali.
Chi ha deliberato ed eseguito lo sfratto di una persona con disabilità? L’Agenzia regionale Aler.
Il Comune è stato informato in modo puntuale che lo sfratto riguardava persone disabili? No. La comunicazione è avvenuta esclusivamente attraverso un elenco generico di sfratti amministrativi programmati per decadenza del diritto, senza alcuna indicazione sulla presenza di situazioni di fragilità.
Chi ha materialmente eseguito lo sfratto? Una ditta incaricata da Aler, che ha proceduto nonostante l’evidente disabilità di uno dei titolari del contratto di locazione.
Il tutto è avvenuto, inoltre, in un contesto normativo che non consente a chi subisce uno sfratto di poter accedere nuovamente ai servizi di edilizia residenziale pubblica, aggravando ulteriormente una condizione già drammatica. Senza considerare che le abitazioni adeguate a persone con disabilità e problemi di mobilità sono estremamente limitate.
Per queste ragioni il tema sarà portato all’attenzione del Consiglio comunale, con una richiesta chiara ad Aler: modificare le procedure e prevedere un coinvolgimento diretto e tempestivo del Comune nei casi che riguardano situazioni di fragilità sociale e sanitaria.
In una fase storica segnata da gravi emergenze sociali, l’approccio dell’azienda regionale non può essere esclusivamente contabile. Servono responsabilità, collaborazione istituzionale e, soprattutto, umanità".
Roberto Poli
Capogruppo PD
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commenti
Alberto
17 gennaio 2026 21:33
Se un Comune non ha contezza dei disabili e/o bisognosi che risiedono sul suo territorio in case popolari e con difficoltà economiche... mi chiedo a cosa servano i Servizi Sociali...
PaulAuster
18 gennaio 2026 00:23
Lei è a conoscenza che le persone delle quali si parla sono stati utenti dei servizi sociali per anni? Strano che dopo essersene disinteressati adesso ne faccia una questione di umanità. Ė troppo comodo che le istituzioni scarichino su un ente che assegna alloggi (e dove il pagamento degli affitti credo sia un dovere da parte degli inquilini) la propria incapacità di leggere le problematiche sociali nel proprio territorio. Il diritto alla casa è sacrosanto ma non può rappresentare l'unico sostegno sociale. Quanti sono i casi di morosità nelle case di proprietà del Comune che non vengono risolte, lasciandone il peso in carico alla collettività? Le istituzioni devono assumersi le proprie responsabilità e tra queste c'è anche quella di accorgersi quando un settore come i Servizi sociali fa acqua da tutte le parti da anni.
marco
18 gennaio 2026 07:20
La risposta sulle morosità nell'alloggi comunali è semplice: non viene presa in considerazione per paura di disturbare intoccabili attaccati dll'assistenzialismo a vita.
Poi la narrazione che fa' il PD è la solita arrampicata sugli specchi dove si difendono le Politiche Sociali che già con il caso SAP avrebbe come minimo dovuto vedere delle dimissioni dell'Assessora.
Ma il PD crede che nessuno legga i giornali?che non ci siamo fatti un'idea?
Se l'Assessora con delega a politiche sociali e fragilità riceve per due volte tramite PEC una lista di sfratti perché non si pone delle domande e alza il telefono per sentirne le ragioni anziché avvisare Aler di non averlo fatto giocando allo scaricabarile?
Perché solo adesso si vogliono cambiare le procedure di comunicazione?
Perché il PD vuole sdoganare il principio ( si vede valido nelle case comunali) che un inquilino pur fragile si possa permettere di non pagare per anni,rifiutare ogni approccio,non portare documentazioni come da prassi e millantare richieste di cambio alloggio rivelatesi farlocche per poi ( malconsigliato) fare scatenare il caso e passare come martire?
Perché per il PD usa la parola umanità quando ammette che siamo in " una fase storica segnata da gravi emergenze sociali " e non si accorge
di chi dorme in strada e non realizza nessuna struttura ricettiva concentrato solo su giovani e ristrutturazioni scaricandone l' onere ad altri?
Perché il Sindaco Virgiglio non interviene ma continua a fare finta di nulla?
L'affermare che le colpe sono di chi ha deciso ed eseguito lo sfratto non esime da responsabilità le Politiche Sociali perché il Presidente Aler ha affermato che avevano chiesto un'incontro in quella sede con i diretti interessati al quale non si erano presentati.
Farsi delle domande no?
I casi sono due: il Presidente Aler mente oppure alle Politiche Sociali di sottovaluta .
Perché il PD continua a considerare Aler un ente caritatevole? Se non ho entrate non posso ristrutturare appartamenti per darli a chi li richiede.
Ma per favore il PD non continui a raccontarci favolette ammantate di buonismo.
PaulAuster
18 gennaio 2026 10:09
Scusami, ma io non ne faccio una questione partitica, non mi interessa. A livello politico mi ritengo uomo di sinistra. Qui il problema è l'incapacità di visione complessiva. Il caso in questione dovrebbe essere un segnale sul quale ragionare circa la piega che ha preso il sistema di tutela sociale a Cremona e sulle responsabilità di un settore dell'amministrazione che non funziona. Se "buttiamo tutto in vacca" con sterili polemiche, da entrambe le parti, non verranno mai date soluzioni organiche, solo pezze a tamponare la situazione.
Manuel
18 gennaio 2026 10:37
Diverse cose che scrivi andrebbero prese in considerazione, almeno affrontate, discusse e relazionate ai cittadini, giusto per avere un’idea tutti quanti della materia.
Detto ciò, questa polemica, giusta o sbagliata, è stata innescata dal sindaco (se ricordo bene) e rinfocolata più volte da Portesani e compagnia bella.
Dunque se la giunta ed il PD si ammantano di buonismo, raccontano favolette, prendono in giro i cittadini e non va bene, agli altri che indicano l’amministrazione latitante, dormiente e poco attenta ai fragili, quindi poco buonista, cosa diciamo?
E allora? Anca te, te’ oot Cuntaane che’ la lona l’è ‘na furmagia?
marco
18 gennaio 2026 12:44
Diciamo di fornire soluzioni da discutere in Consiglio Comunale ma soprattutto di conoscere tutta la vicenda documenti della mano
Annarita
18 gennaio 2026 10:57
Assunzioni di responsabilità? Mai?
marco
18 gennaio 2026 11:56
Poi viene anche da chiedersi legittimamente quanto altri casi siano stati sottovalutati dalle Politiche Sociali che ricevono avvisi di sfratti esecutivi (più volte invitati) ma non verificano gli stati di necessità non leggendo le PEC.
Il discorso sicurezza sarebbe meglio evitarlo, perché non si capisce come mai il PD si accanisca contro i Centri di Rimpatrio,contro i provvedimenti a tutela delle Forze dell'Ordine dai manifestanti violenti che li aggrediscono,sia contro la tutela delle proprietà da occupanti abusivi , protegga i migranti senza permesso di soggiorno magari pluripregiudicati grazie a chi li rimette subito in libertà anche per aggressioni violente(!come da numerosi casi di cronaca), pronto a colpevolizzare agenti che fanno il loro dovere proteggendo le città (vedi caso Ramy), sia contro il nuovo decreto sicurezza che ha finalmente riconosciuto la possibilità di difendersi nelle proprie proprietà senza poi passare per colpevoli e magari venire denunciati dell'aggressore dal quale ci si è difeso ( come già è capitato).
Non sarà giusto dare l'onere al cittadini di difendersi nelle proprie abitazioni ma la situazione attuale è sfuggita di mano alla politica che li ha lasciati soli.
La tutela ad oltranza non è la soluzione.