Il Sistema scolastico e formativo nel Comune di Cremona. Presentato il Rapporto per l’anno scolastico 2025-2026
Per rispondere adeguatamente alla complessità occorre indagarla e interpretarla così da individuare adeguate strategie di intervento. Questo ha convito l’Amministrazione comunale a rinnovare l’investimento sul progetto dell’Osservatorio sul Sistema Scolastico Cremonese, che ha portato alla redazione del Rapporto 2025-2026, strumento fondamentale per la conoscenza e la comprensione della realtà scolastica del nostro territorio, giunto alla sua quarta edizione. Oltre alla supervisione del prof. Pierpaolo Triani dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, quest’anno, per la prima volta, la redazione del Rapporto è stata supportata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori.
I principali dati contenuti nel Rapporto, redatto in stretta collaborazione con il Settore Politiche Educative e Istruzione del Comune di Cremona, l'Ufficio Scolastico Territoriale e la Provincia di Cremona, sono stati illustrati nella mattinata di giovedì 9 aprile, nella Sala della Consulta di Palazzo Comunale, presenti l’assessora all’Istruzione Roberta Mozzi, affiancata da Silvia Bardelli, dirigente del Settore Politiche Educative e Istruzione del Comune, Imerio Chiappa, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale (UST), con Giuseppe Bonavita, referente dell’UST.
Il supporto dell’Istituto Toniolo non è l’unica novità del Rapporto 2025-26, ma anche l’approfondimento di tipo qualitativo che per la prima volta affianca quello quantitativo: la seconda delle tre parti in cui è strutturato il lavoro, molto cospicue ed interessanti, sia come fotografia del presente, sia come spunto e prospettiva per uno sviluppo futuro di alcune tematiche sulle quali porre attenzione, è infatti dedicata al tema dell’inclusione nel sistema scolastico e formativo cremonese.
L’inclusione scolastica nella sua molteplice valenza è stata indagata attraverso le interviste svolte dal prof. Pierpaolo Triani con i dirigenti scolastici cremonesi e attraverso un focus group da lui realizzato con alcuni dirigenti dei Centri di Formazione Professionale e viene presentata attraverso le numerose riflessioni emerse in questi incontri. Tutto ciò offre uno spaccato reale della dimensione della scuola cremonese, delle relazioni, delle problematiche e delle sfide che sa affrontare quotidianamente.
“Quest’anno ricorrono gli 80 anni della nascita della nostra Repubblica democratica e dalla elezione della Assemblea Costituente, preposta alla stesura della nuova Costituzione. Una Costituzione che ha introdotto, tra le prime a quell’epoca, norme sulla scuola e l’istruzione, stabilendo quel nesso scuola-democrazia che, sancito dall’art.3 e ribadito negli articoli 33 e 34, concepisce la scuola come un luogo aperto a tutti, democratico e libero, uno strumento di uguaglianza sostanziale, perché veicolo di promozione sociale e di formazione del cittadino, che partecipa effettivamente ‘alla vita del Paese’. Potremmo perciò dire che il diritto all’istruzione sia un diritto che determina il futuro di una società” - ha detto tra l’altro nella sua introduzione l’assessora Roberta Mozzi - “Come Amministrazione siamo convinti della funzione ‘vitale’ che riveste la scuola fin dalla prima infanzia e proprio per questo siamo impegnati, in un’ottica di collaborazione con i diversi attori sul territorio, a sostenere una scuola che, con le radici ben salde nei valori costituzionali, guardi al futuro in modo costruttivo ed ottimista, pur non sottovalutando la complessità dei bisogni della popolazione scolastica e la molteplicità delle risposte che è necessario dare”.
Notevole è l’impegno sotteso alla raccolta dei dati e alla loro rigorosa sistematizzazione, oltre alla sinergia tra i vari attori della comunità educante cremonese che si sono spesi a vario titolo per la realizzazione del Rapporto. Per questo l’assessora ha ringraziato, oltre naturalmente al prof. Triani, stimolo costante al lavoro in ottica collaborativa, l’Ufficio Scolastico Territoriale, la Provincia, i dirigenti scolastici, e gli operatori del Terzo Settore, nonché dirigente e funzionari del Settore Politiche Educative e Istruzione per il loro apporto e supporto, e tutti coloro che, nei vari settori del Comune, hanno collaborato al progetto.
Anche quest’anno il Rapporto è strutturato in tre parti. La prima propone un’analisi del sistema scolastico e formativo presente nel Comune di Cremona nell’anno scolastico 2025-2026, soprattutto della popolazione scolastica. La seconda parte, per la prima volta, è dedicata ad un approfondimento di carattere qualitativo dedicato alla valenza inclusiva del sistema scolastico e formativo cremonese. La terza, infine, è dedicata alla presentazione dell’insieme articolato di azioni strutturali e di progetti che diversi attori istituzionali e del terzo settore mettono in campo nella logica di una alleanza tra sistema scolastico e territoriale.
Venendo ai contenuti del Rapporto, ecco quelli principali esposti nel corso della presentazione a cura del prof. Triani. A livello numerico la popolazione dei minori (0-17 anni) nel comune di Cremona è quantificata in 9.722 (9.764 nella precedente rilevazione). Quelli con cittadinanza non italiana sono 2.330 (23,66%). Rispetto al passato questa categoria di studenti si sta stabilizzando (erano 2.333 nel precedente anno scolastico).
Gli iscritti per l’anno in corso nei nidi comunali e privati sono 592 (il 40,5% nel segmento di gestione pubblica). Il tasso di copertura si attesta al 42,19%, in lieve aumento rispetto all’anno precedente (40,82%). Si tratta di un valore superiore al dato nazionale ma anche regionale (rispettivamente 31,6% e 37,8%).
Nell’anno scolastico 2025/26 gli iscritti nelle scuole del Comune di Cremona sono 14.442, in leggero calo rispetto all’anno precedente (14.615); in merito al Centro Provinciale di Istruzione degli Adulti (CPIA) gli iscritti sono 606; 701 gli iscritti ai percorsi di qualifica e diploma di formazione professionale. Nell’anno scolastico in corso è così suddivisa la presenza di iscritti nei vari istituti (statali e scuole paritarie): 49,26% nei licei, 31,97% negli istituti tecnici e 18,77% negli istituti professionali.
Lo studio ha preso poi in esame le situazioni dei Bisogni Educativi Speciali (BES) e delle persone con disabilità: si è registrata un'ulteriore crescita degli alunni con disabilità (5,72%); le necessità di BES superano il 5%. C’è poi la questione degli abbandoni: 104 in tutto, che sono stati conteggiati soltanto nella scuola secondaria di secondo grado.
L’analisi quantitativa si è conclusa con un focus sulla dispersione implicita: identifica quegli studenti che, pur completando gli studi, stando alle prove INVALSI non hanno competenze adeguate in italiano, matematica e inglese. Per quanto riguarda la scuola primaria di primo grado la dispersione implicita rappresenta a Cremona il 6,87% (era al 9,26% nel 2021/22) e in quella di secondo grado il 3,93% (più stabile come dato rispetto agli anni precedenti). A livello nazionale la dispersione implicita è al 12,33% per la secondaria di primo grado e all’8,69% per la secondaria di secondo grado.
Rispetto alla parte qualitativa la ricerca ha individuato varie aree di disagio: linguistico, psicologico (evidenziato come in crescita), economico e nell’inclusione lavorativa. Per la scuola dell’infanzia la forza dell’ordinarietà e il ruolo centrale degli insegnanti valgono come leve per contrastare le difficoltà di alunni e famiglie; i punti di forza del sistema scolastico sul territorio cittadino sono, tra i vari fattori, la competenza degli insegnanti e la presenza di progetti e servizi. Il ruolo del Comune di Cremona agisce su più livelli per favorire il percorso di studenti e studentesse: mettere insieme gli stakeholder, supportare operativamente e culturalmente famiglie e alunni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti