9 luglio 2021

La trasmissione telepatica del pensiero, un pioniere fu il cremasco Ferdinando Cazzamalli. La trance psichica di medium e guaritori

Inizia la collaborazione con Cremonasera un nome importante della cultura cremasca, Pietro Martini.  Da circa una quindicina d’anni svolge attività di ricerca storica, in particolare sul Risorgimento italiano e sulla storia locale cremasca. Nel 2011 ha pubblicato un libro sul Governo Provvisorio di Lombardia del 1848. È componente del Comitato Scientifico della rivista “Insula Fulcheria” del Museo di Crema, con cui collabora stabilmente. È membro della Società Storica Cremasca.

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La possibilità di una trasmissione del pensiero per via telepatica ha sempre affascinato gli studiosi e anche nelle più recenti evoluzioni delle neuroscienze continua a essere oggetto di ricerche e di esperimenti. Per ovvie ragioni, anche da un punto di vista militare non sono mancati i forti interessamenti a tale materia. Pochi però sanno che uno dei pionieri di questi studi fu un italiano, un cremasco oggi quasi dimenticato, Ferdinando Cazzamalli. Medico psichiatra, direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Como e docente universitario di neuropsichiatria, Cazzamalli approfondì questi fenomeni con rigorosi metodi scientifici, per quanto con i limiti dovuti alla tecnologia dei suoi tempi. Qui di seguito si riportano alcuni cenni biografici sulla sua figura.

Ferdinando Cazzamalli nasce a Crema il 4 agosto 1887, nell’allora Contrada Serio, oggi via Mazzini, in una famiglia benestante della borghesia locale. Il padre Serafino Giacomo è un noto giornalista, editore e uomo di cultura, che tra le varie attività pubblica e dirige per un decennio, dal 1880 al 1890, il periodico «Gli Interessi Cremaschi», un giornale allora molto seguito ed espressione delle posizioni del riformismo liberale cremasco, in contrapposizione alle forze più conservatrici e clericali del territorio.

La madre è Lucia Carolina Tosetti, una donna molto capace e volitiva, che diviene vedova del marito molto presto e cresce Ferdinando e i suoi tre fratelli (altri quattro muoiono per malattie infantili in tenera età) in un contesto familiare caratterizzato da un’ottima formazione culturale e da una notevole apertura mentale rispetto a quei tempi. Ferdinando Cazzamalli si laurea all’Università di Pavia in medicina e chirurgia nel 1911, con una tesi in neuropatologia. Nell’ultimo biennio universitario è allievo interno della Clinica Neuropatologica di Pavia diretta da Casimiro Mondino, la storica istituzione neuropsichiatrica che pochi anni dopo, nel 1917, sarà eretta in ente morale presso l’ateneo pavese e darà vita all’Istituto Mondino, oggi Fondazione Mondino.

Cazzamalli svolge poi altre importanti «specializzazioni freniatriche»: fa pratica presso la Clinica Universitaria di Padova; entra come medico nell’Istituto Freniatrico di Reggio Emilia; opera come medico di sezione specialistica all’Ospedale Psichiatrico di Siena e lavora presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia. Inizia subito a pubblicare articoli sulle principali riviste di psichiatria del tempo.

Nel 1912 si trasferisce di fatto da Crema a Como, essendo stato ammesso a un ulteriore biennio di praticantato specialistico presso quell’Ospedale Psichiatrico Provinciale. Sin dai tempi dell’università, diviene socialista (la sua prima tessera del Partito Socialista, sezione di Crema, è del 1910). Anche in base a questa sua scelta politica, studia come medico le «malattie da povertà» che affliggono il proletariato, tra le quali la pellagra e l’alcolismo, pubblicando vari saggi in proposito. Studia anche i fenomeni ipnotici, a cui dedica alcuni articoli scientifici. Nel 1915 è confermato in pianta stabile come medico dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como. Il 7 ottobre 1915 si sposa con Rosa Anna Maria Meletti di Crema. La coppia non avrà figli. Dopo l’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale, inizia il grave fenomeno delle neuropatie per fatti di guerra.

Il problema dei «pazzi di guerra» aumenta e l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como ospita numerosi soggetti giunti dalla prima linea e affetti da psicopatologie belliche. Cazzamalli è chiamato alle armi nel maggio 1916. Intanto ha pubblicato dei saggi in tema di eugenetica, un argomento che, anche riferito ai fatti di guerra, sta assumendo grande rilievo in psichiatria. Si confronta nel merito con Agostino Gemelli e tra i due nasce un’accesa polemica scientifica.

L’esercito organizza un Servizio Neuropsichiatrico di Guerra e Cazzamalli è assegnato al Centro Neuropsichiatrico di Udine, dedicandosi ai numerosi casi patologici in cura. Il fenomeno è molto esteso, su tutta la linea del fronte. Il libro curato da Andrea Scartabellati, «Dalle trincee al manicomio. Esperienza bellica e destino di matti e psichiatri nella Grande guerra», contiene anche un testo di Gavino Puggioni su Cazzamalli. Con la rotta di Caporetto il Centro di Udine è smobilitato. Dopo un periodo in prima linea come ufficiale medico, Cazzamalli è assegnato alla Sezione Militare nel frattempo costituita presso l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como. Gli vengono riconosciuti per merito il grado di maggiore medico di complemento e la responsabilità del coordinamento operativo di tale Sezione. È congedato nel 1919 e pubblica alcuni importanti contributi scientifici sulle neuropatie di guerra da lui studiate. Auspica anche una riforma del sistema manicomiale italiano, con vari articoli nel merito.

Grazie alle sue capacità scientifiche e organizzative, viene nominato Primario presso l’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como. Riprende l’attività politica, sempre nel Partito Socialista, e nelle elezioni del 1919 viene eletto deputato nel collegio elettorale di Cremona e Mantova, venendo poi rieletto nel 1921 per lo stesso collegio. Nel 1922 promuove una proposta di legge, con altri firmatari, «per l’estensione alle donne delle leggi sull’elettorato», proposta che non viene approvata a causa della situazione politica e parlamentare, nonostante questa possibilità fosse già contenuta nella Carta del Carnaro del 1920 e nel Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento del 1919. Occorrerà attendere il 1946 per vedere riconosciuto alle donne il diritto di elettorato attivo e passivo in Italia.

Nel triennio 1921-1923, presso la Clinica Neuropsichiatrica per le Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Roma, frequenta i corsi tenuti da Giovanni Mingazzini. Pubblica studi clinici e sierologici sulla tabe. Nel 1923 ottiene la libera docenza universitaria in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali presso l’Università di Catania, che esercita successivamente presso l’Università di Milano. Si interessa di metapsichica e di fenomeni parapsicologici, iniziando in materia specifiche sperimentazioni scientifiche. Frequenta Rocco Santoliquido, professore in medicina, già Direttore della Sanità Pubblica, Presidente dell’Ufficio Internazionale d’Igiene, Presidente della Lega delle Società della Croce Rossa e fondatore nel 1919 a Parigi, con Gustave Geley e Jaen Meyer, dell’Institut Métapsichique International.

Cazzamalli è coinvolto nelle iniziative di Santoliquido e inizia a pubblicare opere scientifiche sul tema della metapsichica e in particolare della telepatia, che hanno una vasta eco nazionale e internazionale. Collabora a riviste scientifiche italiane ed estere, con articoli sulle onde elettromagnetiche e il loro rapporto con i fenomeni psicosensoriali del cervello umano. La ricerca di un collegamento tra radiazioni cerebrali e fenomeni telepsichici diventa il suo principale campo d’indagine. Passa dalla cattedra in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Milano a quella di Neuropsichiatria dell’Università di Roma. Concorre per la docenza alla Scuola di perfezionamento in clinica neuropsichiatrica di Modena, ottenendo anche questa cattedra. Le sue sperimentazioni sulla possibile trasmissione del pensiero tramite le onde elettromagnetiche del cervello umano lo portano a interessarsi scientificamente dei processi mentali di creazione artistica, dei fenomeni di sensitività e della rabdomanzia. Il 26 maggio 1937 fonda a Roma, con Emilio Servadio, Giovanni Schepis e Luigi Sanguineti, la Società Italiana di Metapsichica, la prima organizzazione italiana sorta per studiare scientificamente i fenomeni paranormali, anche negli ambiti dei poteri psichici anomali, dell’interazione tra mente e materia e dell’eventuale sopravvivenza alla morte.

Nel 1946 Cazzamalli si staccherà per fondare a Milano la Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica, di cui sarà Presidente. La rivista «Metapsichica», di cui Cazzamalli resterà Direttore sino alla morte, ne sarà fin dal 1946 l’organo ufficiale. Da questa associazione si staccheranno nel 1954 alcuni membri, che fonderanno a Bologna il Centro Studi Parapsicologici. Nel frattempo, la produzione scientifica di Cazzamalli in tema di metapsichica suscita un’eco internazionale molto rilevante.

Nel 1944 viene coinvolto, per una consulenza scientifica, nella vicenda della piccola Adelaide Roncalli e delle presunte apparizioni mariane di Bonate. Il parere espresso lo oppone nuovamente ad Agostino Gemelli. Dopo la guerra intensifica le ricerche sulla telepatia, basandosi sui fenomeni elettromagnetici radianti dal cervello umano.

Alle sperimentazioni collaborano l’ing. Eugenio Gnesutta, del Politecnico di Milano, esperto di radiotecnica, il dott. Ferdinando Rosa, pure del Politecnico, preparatore di strumentazioni di laboratorio, e il dott. Leonello Boni, esperto di apparecchiature radio. I risultati di questi lavori sono pubblicati in diverse opere, in Italia e all’estero, che hanno ampia diffusione in ambito scientifico.

Cazzamalli studia anche i fenomeni dei soggetti guaritori, dei medium e delle loro condizioni di trance psichica. Come Presidente della A.I.S.M., presiede i suoi vari convegni, progetti e iniziative, diventando nel contempo un punto di riferimento importante della metapsichica internazionale. Diviene un testo fondamentale, per gli studiosi del settore, il suo saggio «Fenomeni elettromagnetici radianti del cervello umano durante l’attività psicosensoriale intensa degli stati onirici, allucinatori e telepsichici», più volte ripubblicato nei decenni successivi col titolo «Il cervello radiante». Ferdinando Cazzamalli muore a Como il 30 dicembre 1958. Riposa insieme alla moglie nel cimitero di Premana (Lecco), dove la coppia trascorreva spesso la villeggiatura e dove la loro villa è divenuta la sede del Museo Etnografico locale.

 

Maggiori notizie su Ferdinando Cazzamalli, anche per i riferimenti bibliografici e per un elenco piuttosto completo delle sue opere, sono reperibili in rete da diverse fonti, tra le quali si segnalano soprattutto il sito ASPI – Archivio Storico della Psicologia Italiana – Università degli Studi di Milano Bicocca, e il sito del Comune di Crema – Rivista Insula Fulcheria – Anno 2018 – Numero XLVIII – Pagine 309-318.

Pietro Martini


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