3 settembre 2026

Nabucco, Rigoletto, Trovatore, Macbeth e Falstaff tornano il 12 con Muti a Villa Sant'Agata (senza pubblico ma con le riprese Rai)

Nabucco, Rigoletto, Trovatore, Macbeth e Falstaff: i pilastri dell’opera verdiana. Saranno queste opere protagoniste del concerto, sabato 12 settembre, di Riccardo Muti all’interno dell’area di Villa Sant’Agata a Villanova sull’Arda

Arriva così a un liete fine la complicata vicenda di questa esibizione che, purtroppo, avverrà senza pubblico ma ripresa solamente dalle telecamere della Rai. Del resto, era chiaro fin da subito che, viste le condizioni precarie del parco attorno alla grande casa del maestro delle Roncole, non si sarebbe potuto nulla di simile a un concerto aperto a tutti. 

Riccardo Muti siederà al pianoforte e ha chiamato con lui il basso Michele Pertusi, il baritono Luca Salsi, il tenore Giovanni Sala, il soprano Damiana Mizzi, il mezzosoprano Mara Gaudenzi nonché la flautista Bianca Fiorito con la quale eseguirà Notturno a tre voci con flauto e pianoforte e le voci di Damiana Mizzi, Giovanni Sala e Michele Pertusi.

La scelta delle composizioni è un viaggio quasi cronologico nell’immensa produzione operistica verdiana, dal primo enorme successo del Nabucco fino all’ultima e splendente rielaborazione dell’opera shakespeariana Le allegre comari di Windsor da cui prese vita Falstaff con quel filosofico finale del Tutto nel mondo è burla. L'uom è nato burlone. 

Si inizierà con Nabucco dunque ‘Tu sul labbro’ (con Michele Pertusi) e ‘Oh dischiuso il firmamento’ (con Mara Gaudenzi), Poi Rigoletto con ‘Caro nome’ (con Mizzi). Di seguito il Trovatore con il duetto ‘Ai nostri monti’, (con Sala e Gaudenzi).

Si apre poi il mirabile binomio Shakespeare/ Verdi: da Macbeth ‘Pietà, rispetto’ (con Salsi), da Falstaff  ‘Dal labbro il canto’, (con Sala).

Terminata questa prima parte musicale è previsto l’intervento di Riccardo Muti che spiegherà quello che è il senso profondo di questo evento che arriva alla fine di un’estate segnata da feroci polemiche attorno alla gestione della residenza del Maestro delle Roncole da quattro anni chiusa dopo essere passata dalla proprietà degli eredi di Verdi allo Stato Italiano.

Resta ancora misterioso il finale scelto da Cristina Mazzavillani Muti per l’ultimo omaggio a Verdi. 

Alla vigilia di questo appuntamento ci piace ricordare quanto Muti disse nel 2011 al Teatro dell’Opera di Roma qualche istante dopo aver diretto un memorabile ‘Va pensiero’, si ricordavano, in quell’anno, i 150 anni dell’Unità d’Italia.

“Non ho più 30 anni e quindi la mia vita l'ho fatta ma come italiano, che gira il mondo, sono molto addolorato per quello che sta avvenendo. Quindi se io lo rifaccio (il Va Pensiero), non lo faccio tanto o solo per ragioni patriottiche. Questa sera, mentre il coro cantava ‘Oh mia patria si bella e perduta’ ho pensato che se noi uccidiamo la cultura su cui è fondata la storia dell'Italia veramente sarà la nostra una patria bella e perduta”. 

Non c’è pensiero più appropriato per descrivere quanto sta accadendo, in questi anni,  sulle rive dell’Ongina. 

F.R.


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commenti


Federico Scarpa

4 settembre 2026 06:52

Sembra la serata della famiglia Muti e non un omaggio a G.Verdi. Il Ministro Giuli non doveva cedere al ricatto di Muti.!
Auguri

Luisa

4 settembre 2026 11:40

Interessa l'evento solo come slot mediatico. Ai politici non frega nulla. È gente che ascolta altro, come a Cremona dove quest'anno il Tanta Robba ha avuto finanziamenti superiori a tutti gli aiuti comunali dati nel triennio a tutte le associazioni che si occupano di musica classica.
Anche Verdi, come parlamentare che NON USAVA I BIGLIETTI DEL TRENO GRATUITI RISERVATI ALLA CATEGORIA ma se li pagava, al cospetto dei vari Renzi, Conte, Shlain e di tutti gli altri parlamentari, apparirebbe semplicemente un cretino. Lui ha dato bellezza, lustro e donato beni alla comunità (Ospedale, Casa dei Musicisti...). Oggi il politico brillante è quello che più ruba, si fa la villa, lo yacht, viaggia gratis, si fa pagare le "consulenze" e le "conferenze". Ecco perchè, dopo 125 dalla sua scomparsa, l'Italia fa fatica a ricordare degnamente Verdi... anacronistico in questo tempo trampiano.

Cita

4 settembre 2026 12:35

Praticamente non usò i biglietti perché non si recò più a Roma. Nominato nel 1874, si recò a Roma per il giuramento l'anno successivo. Non ebbe però una presenza politica assidua: il suo ruolo fu soprattutto simbolico e di rappresentanza. Quante fantasie creano i miti