1 marzo 2026

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, demiurghi di bellezza. I ballerini del Teatro alla Scala infiammano il Ponchielli mai così gremito

Nell’antichità il demiurgo ha rappresentato l’essere divino dotato di capacità generatrice. In grado di creare dal nulla o, come Eros, di condurre attraverso quegli stati dell’anima che dalla semplice bellezza fisica portano a quella metafisica del ‘vero’, del ‘buono’ e appunto del ‘bello’. 

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko entrambi ai vertici del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano come étoile e primo scaligero hanno incarnato nel loro spettacolo La Gioia di Danzare questa meravigliosa figura mitologica. Sul palcoscenico del Teatro Ponchielli, nell’ambito della stagione de "La Danza", hanno dato prova di come l’arte tersicorea possa, nelle sue declinazioni più varie, elevarsi allo stato più alto. E similmente a loro anche tutti gli altri componenti del corpo di ballo scaligero che hanno partecipato questo splendido Galà di Danza.

La coppia, che è tale anche nella vita, ha disegnato con la più alta perfezione tecnica ed espressiva, ogni tappa di quello che è stata danza da fine Ottocento a tutto il nostro mondo contemporaneo, con una gradevolissima appendice nella cultura popolare italiana e nei ritmi d’oltreoceano. Proprio a partire dal classicismo intenso de La Bella Addormentata su musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, (coreografia di Marius Petipa). Stile ineccepibile. Per seguire sempre su musica del compositore russo con Casse Noisette Compagnie (coreografia di Jean- Christophe Maillot) dove  le figure austere dello stile classico si sono magicamente mutate nei quadri di un teatro danza, ricco però ancora di ‘antichità’. Passando poi per Luminous (coreografia di Andràs Lukas) e musica di Max Richter. Anche questa di potente espressività ; inserita in un contesto di puro teatro. Per concludersi  Beddriha ci dormi sui ritmi indiavolati della Taranta pugliese con musica di Paolo Buonvino e  la voce di Diodato. Un capolavoro assoluto per la coreografia di Patrick De Bana

Una bellezza che non è passata solo per la fisicità e la completezza tecnica ma anche attraverso quel sentimento affettivo altrettanto intenso che unisce la coppia e che si percepisce ad ogni passo. Ad ogni sguardo. Ad ogni movimento ‘a due’. Hanno creato uno status di bellezza diffusa che ha coinvolto ogni istante dello spettacolo. Ogni movimento. Quasi ogni singolo passo di danza.

Con loro  Maria Celeste Losa, Emanuele Cazzato, Camilla Cerulli, Mattia Sempreboni, Darius Gramada, Angese di Clemente e Christian Fagetti: tutti del Teatro alla Scala di Milano. 

Tra gli altri ‘quadri di questa ‘esposizione’ di danza, sicuramente intrigante SENtieri per la coreografia di Philippe Kratz su musica di Fryderyk Chopin come il vivacissimo e naturalistico Spring Waters sulla partitura di un altro gigante della musica come Sergej Rachmaninov .

Applausi infinti come i petali di rosa bianca che, un tempo, baciavano il successo delle étoile e che al Ponchielli si sono trasformati in policromi tulipani. 

Le prime tre foto sono di Vito Lorusso, l'ultima è di Andrei Uspenski

 

Roberto Fiorentini


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