21 marzo 2026

Da Edimburgo ci ha scritto l'ultimo discendente dei Mc Crimmon (Alan): "Nel mio albero genealogico in cima c'è Pietro Bruno da Cremona". Straordinaria conferma sull'origine cremonese delle cornamuse

“Sono un discendente di Pietro Bruno”. Così scrive, da Oltremanica, Alan McCrimmon a CremonaSera, dopo aver letto gli articoli sull’origine cremonese dell’antica famiglia di cornamusisti scozzesi ed aver avuto notizia del libro di Fabrizio LoffiCremona e i McCrimmon. L’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland” edito da CremonaSera, ed in distribuzione nelle librerie cremonesi. Alan McCrimmon prosegue: “L’albero genealogico della famiglia McCrimmon è conservato presso il Museo Nazionale di Scozia a Edimburgo. È custodito nell'archivio con il titolo "Genealogical Chart of the MacCrimmon Family by George C. B. Poulter”. Grazie a questo e ai National Records of Scotland, ho ricostruito la mia linea genealogica da Pietro Bruno fino ai giorni nostri. Vorrei acquistare una copia del libro di Fabrizio Loffi "Cremona and the McCrimmons”. Sapete se ne esiste una versione in inglese?”. No, per il momento non esiste una traduzione in inglese ma, visto l’interesse riscosso, non è escluso che la si possa fare. Quanto asserito da Alan MacCrimmon, tuttavia, riveste un interesse eccezionale: è la diretta conferma di quanto abbiamo sostenuto per oltre un decennio sulla storicità della figura dell’eretico cremonese Pietro Bruno e la sua incredibile fuga in Irlanda, e di seguito in Scozia, dove divenne piper del clan MacCleod di Dunvegan, nell’Isola di Skye, dando origine alla più celebre dinastia di suonatori di cornamusa scozzesi. Una vicenda dove la realtà storica supera di gran lunga la fantasia, raccontata con dovizia di particolari nel libro di Loffi.

Circa due secoli fa, nel 1826, il capitano Neil MacCleod scrisse una storia della cornamusa e della famiglia MacCrimmon, sostenendone l’origine cremonese. Fu però costretto a sospenderne la pubblicazione in quanto quel testo fu ritenuto offensivo nei confronti del clero scozzese. MacCleod aveva ricevuto informazioni sull’origine della dinastia di musicisti dall’ultimo suo discendente, Ian Dubh MacCrimmon, e da Simon Fraser, appartenente ad un altro storico clan scozzese, anche se la tradizione sull’origine cremonese dei MacCrimmon era diffusa in Scozia dal XVII secolo. Nel 1937, dando notizia della scomparsa avvenuta nel 1914 a Dunvegan in Scozia della musicista Rachel McCrimmon, Carlo Schmidl nel suo Dizionario universale dei musicisti, ne sostiene l’origine italiana. Negli stessi anni G.C.B. Poulter, avendo avuto l’opportunità di consultare l’archivio privato della famiglia MacCrimmon, che oggi, grazie alla testimonianza di Alan McCrimmon sappiamo conservato al Museo Nazionale di Scozia a Edimburgo, riuscì a ricostruirne l’intera genealogia. A Cremona, tuttavia, si dovette attendere il 1951 per venire a conoscenza di questa incredibile vicenda che fa risalire alla città del Torrazzo l’origine della dinastia di musicisti che ha perfezionato la cornamusa, al punto da farne lo strumento musicale simbolo stesso della Scozia. Prima che Thomas Pearston, segretario del College of Piping di Glasgow, il 30 dicembre 1951 scrivesse all’Ente provinciale del Turismo di Cremona per avere una conferma di quanto in Scozia si sapeva sulla discendenza cremonese dei MacCrimmon, nessuno storico locale se ne era mai occupato. Erano gli anni in cui, grazie all’impulso del professor Alfredo Puerari, si stava recuperando la grande tradizione liuteria cremonese, e si restò stupiti di fronte alla richiesta di mister Pearston, tant’è che il ricercatore scozzese ricevette uno scarso aiuto da parte delle autorità locali. Qualche anno dopo Agostino Cavalcabò , stimolato dagli studi di Pearston, si dedicò alle ricerche sui pifferai cremonesi, oggetto di un interessante articolo pubblicato sul Bollettino storico cremonese del 1961, rimasto interrotto per la scomparsa dell’autore. E’ stato grazie alla segnalazione dell’esistenza di una serie di lettere di Simon Fraser, scritte all’inizio del secolo scorso sulla rivista Oban Times, ripubblicate sul periodico The International Piper nel corso di diversi mesi tra il 1980 e il 1981, che si sono ottenuti nuovi elementi i quali hanno consentito di rafforzare l’ipotesi, oggi confermata da Alan MacCrimmon, di una origine cremonese della cornamusa, giunta nelle Highlands grazie ad un eretico, Pietro Bruno, fuggito in seguito alle persecuzioni in patria che, agli inizi del XVI secolo, trovò rifugio e accoglienza in Irlanda presso il musicista MacKinnon, di cui avrebbe sposato la figlia, dando origine alla più importante dinastia di cornamusisti scozzesi. Pietro, fuggendo da Cremona, avrebbe portato con sé un nuovo tipo di notazione musicale improntato ad una profonda religiosità che celava tra le note un messaggio fortemente ereticale ispirato al cristianesimo delle origini. Questa notazione, in grado di rivoluzionare la tecnica utilizzata fino ad allora dai piping, sarebbe risultata incomprensibile ai non addetti ed avrebbe costituito il segreto dei MacCrimmon, tramandato di generazione in generazione fino all’ultimo che ne comprese il significato, Simon Fraser.

Per questo motivo la testimonianza di Alan McCrimmon riveste per Cremona un’importanza eccezionale ed offre l’opportunità per rivalutare completamente il ruolo avuto dalla cornamusa nella storia musicale della città, confermata inoltre da testimonianze iconografiche del XVI secolo sparse in abbondanza nelle chiese cittadine. Una tradizione che non ha nulla da invidiare a quella liutaria e che meriterebbe maggiore attenzione anche da parte dell’amministrazione comunale.

r.c.


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti