10 gennaio 2022

Riapre la scuola ma Cremona non ha un provveditore e negli istituti c'è grande confusione a causa della normativa anti-Covid

Ricaprono le scuole ma Cremona non ha ancora un provveditore. Senza contare le enormi difficoltà che gli istituti scolastici stanno incontrando in questi giorni a fronte della confusa normativa per contenere i contagi da Covid attuando la Didattica a Distanza (DAD).

Sull'assenza del provveditore è intervenuto oggi il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni (PD): “Oggi riparte la scuola e Cremona non ha ancora un provveditore”. Questa mattina Piloni ha scritto al direttore dell’Ufficio scolastico regionale per chiedere delucidazioni sui motivi del ritardo, ma soprattutto sui tempi di nomina.

Con la ripresa della scuola e le molte e complesse problematiche legate alla pandemia – scrive Piloni - la presenza formale di un provveditore a tutti gli effetti non solo è auspicabile in tempi rapidi, ma soprattutto necessaria per consentire le quotidiane interlocuzioni sia all’interno del mondo scolastico che nei confronti degli altri enti provinciali”. “È per questi motivi che ho chiesto al direttore dell’USR i motivi di questo ritardo e quali siano i tempi previsti per la nomina in oggetto”, conclude il consigliere del Pd.

CONFUSIONE NELLE SCUOLE - Sul versante operativo, gli istituti superiori cremonesi sono alle prese con un quadro normativo ancora molto confuso e con parecchie assenze a causa del Covid. In molti istituti almeno uno studente per classe è a casa perché positivo o perché venuto a stretto contatto con un positivo. In base alle nuove regole, con un caso di positività, la classe può restare in presenza con mascherine Ffp2 e autosorveglianza. Con 2 casi positivi si ha una distinzione: per chi non è vaccinato, o ha fatto solo due dosi di vaccino o è guarito da più di 120 giorni scatta la Dad per 10 giorni, mentre gli altri proseguono in classe in autosorveglianza e mascherina ffp2. 

Il punto è che quando si arriva a 3 contagiati per classe l'intera classe deve stare a casa. Dai tre casi positivi in su si attiva per tutti la Dad per 10 giorni. A confondere le acque è il fatto che se uno studente risulta positivo è considerato malato e va dunque segnato assente sul registro di classe. In questo caso lo studente non può partecipare nemmeno alla DAD, che si attiva quando c'è uno studente non positivo. Se invece uno studente ha avuto un contatto stretto con un positivo ed è vaccinato, può tornare a scuola previo tampone.

Si crea dunque un paradosso per il quale rimangono in didattica a distanza solo gli studenti non vaccinati e non positivi. Inutile dire che questo meccanismo sta creando grande confusione nelle scuole e difficoltà dal punto di vista operativo.

IL QUADRO IN LOMBARDIA - Su quello che si può definire il caos scolastico in tutta la Lombardia, non a caso, è intervenuto oggi anche Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio Regionale.

"I dati della Lombardia tendono all’arancione - dice De Rosa -, ma Fontana e la sua Giunta devono non essersene accorti. Le scuole riaprono senza controlli, in due anni praticamente nulla è stato fatto in materia di test e tracciamento e le famiglie hanno dovuto provvedere da sole ai tamponi. Contestualmente, i presidi vengono costretti a prendere in autonomia decisioni che spetterebbero alla politica. Con l’inadeguatezza e l’impreparazione che ha segnato la sua esperienza di governo, la Giunta Fontana ha di fatto abbandonato: alunni, genitori, insegnanti, presidi e personale scolastico. L’aspetto più grave riguarda però la consapevolezza che con questi dati e questo andamento, in meno di una settimana rischiamo di avere di fatto metà delle classi in quarantena e migliaia di alunni in DAD. Una chiusura di fatto".

Aggiunge De Rosa: "Chiudere la scuola significa però predisporre contestualmente un piano per lo smart working per i genitori o la possibilità di congedi parentali come aveva previsto il governo Conte, ma anche in questo caso la scelta di Regione Lombardia è stata quella di non decidere appiattendosi sull’anacronistica visione del ministro Brunetta. Un anno fa la ragion d’essere del centrodestra al governo in Regione Lombardia era scagliarsi contro Giuseppe Conte e Lucia Azzolina, speculando quotidianamente sulla pandemia. Oggi, nell’evidenza e nel disagio, la Giunta Fontana mostra ancora una volta tutta la propria inadeguatezza".


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commenti


Pasquino

11 gennaio 2022 05:45

Quando manca il capo ci deve essere sempre un vice che ha l' obbligo di sostituire nelle decisioni anche importanti l'assente . Che vuol dire manca il provveditore ?