Scarso decoro sul ponte Verdi. Cantiere a un terzo dei lavori
Potrebbe essere scambiato per un “giardino pensile” o “fiorito” (viste le diverse fioriture che con l’arrivo della primavera sono già rigogliose). In realtà si tratta di quel grande “malato”(per i suoi problemi strutturali) che è il ponte sul Po “Giuseppe Verdi” che collega Emilia e Lombardia, Parmense e Cremonese nel tratto compreso tra i Comuni di San Daniele Po, Polesine Zibello e Roccabianca.
Una situazione di scarso decoro che non rappresenta certo un bel “biglietto da visita” per chi quotidianamente percorre il viadotto dove proseguono, per altro, i lavori di sistemazione e messa in sicurezza. Come evidenzia anche il comitato “Amici del Grande fiume” di Polesine Zibello, la sicurezza “passa anche attraverso gli interventi di ordinaria manutenzione delle infrastrutture presenti sul territorio”. “Si auspica – aggiunge lo stesso comitato- che la presenza di tutta questa abbondante vegetazione e di buche evidenti che interessano le passerelle pedonali laterali, non vada a causare problemi legati ad infiltrazioni d’acqua e umidità, con tutti i problemi che questo, nel tempo, comporterebbe. Il ponte “Verdi”, per la sua strategica importanza in termine di collegamenti non solo tra due Regioni ma anche tra il Centro e Sud Italia ed il resto d’Europa, merita cura capillare ed attenzione costante, a beneficio della sicurezza di tutti”. Nel frattempo proseguono appunto i lavori in corso, finanziati per 20 milioni di euro dallo Stato e, salvo imprevisti, sono escluse chiusure e questo, in vista della bella stagione, è ciò che conta per i tantissimi camionisti, trattoristi ed automobilisti che ogni giorno percorrono, per lavoro, il viadotto. Questo è emerso nel corso dell’ultimo recente sopralluogo compiuto dal vicepresidente della Provincia di Parma Daniele Friggeri insieme agli amministratori locali di Roccabianca, Polesine Zibello e San Daniele Po ed ai tecnici della Provincia e delle imprese coinvolte.
“Siamo a circa un terzo dei lavori previsti – ha spiegato il vicepresidente Friggeri – e quindi si tratta di un cantiere ancora lungo e sfidante. Nella parte superiore del ponte – ha aggiunto – sono terminati gli interventi nella carreggiata verso Cremona mentre sono ancora in corso quelli sulla carreggiata verso Parma. Inoltre sono iniziati i lavori sulle pile in acqua e proprio in questi giorni è in corso l’infissione della palancole”. Opera, quest’ultima, che ha subito un rallentamento a causa della presenza di un fascio di grossi tronchi incastrati sotto l’alveo del fiume. Per rimuoverli è stato necessario l’intervento di una grossa gru. Sui tempi necessari per la conclusione degli interventi, pur precisando che per ora è stata rispettata la “tabella di marcia”, Friggeri ha specificato che al momento "non ci possiamo avventurare in una data di fine lavor" dato che ci sono variabili quali imprevisti e criticità meteorologiche e, di conseguenza, proseguono costantemente i contatti con tecnici e aziende per avere un aggiornamento puntuale sullo stato dei lavori e per evitare eventuali chiusure (anche per questo i tempi potrebbero subire un prolungamento). Una volta terminata la posa delle palancole interverranno i sommozzatori specializzati per una cruciale fase che riguarderà il ripristino delle pile in alveo Presenti al sopralluogo anche il dirigente dell’ufficio viabilità della Provincia Gianpaolo Monteverdi col responsabile dell’ufficio ponti Giovanni Catellani e l’incaricato per il <Verdi> Luca Anelli. L’importo dei lavori è di 14.866.000 euro con un finanziamento complessivo di 20 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture nell’ambito del programma di ripristino dei ponti su fiume Po. Ad eseguire i lavori un consorzio di imprese costituito da Steelconcrete Consorzio Stabile di Verona (azienda mandataria), Locapal srl di Venezia (mandante) e Nautilus srl di Venezia (mandante).
Eremita del Po
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