19 febbraio 2026

"Cantami o diva": al via nel segno di Omero, la 43esima edizione del Festival di Monteverdi

Oggi il via ufficiale alla 43esima edizione del  Monteverdi Festival al  Ministero della Cultura  di Roma. Nell’austera Sala Spadolini è stato presentato il ricco cartellone di questa edizione targata 2026 che ha per intrigante tema l’incipit del poema omerico dell’Iliade: ‘Cantami o diva’.

Gianmarco Mazzi, sottosegretario al Ministero della Cultura, ha fatto gli onori di casa spiegando che “Ricordare Monteverdi significa riconoscere il valore della cultura che continua ad emozionarci con straordinaria attualità. Il noto patrimonio musicale della città di Cremona, ma soprattutto l'impegno dell'intero territorio hanno garantito il riconoscimento del Monteverdi Festival di assoluto prestigio internazionale”.

Francesca Caruso assessore alla Cultura di Regione Lombardia ha affermato “noi qui continuiamo a lavorare per portare avanti le olimpiadi della bellezza. Portiamo avanti nel cuore nella capitale il battito di una città vitale come Cremona. Celebriamo una regione come quella che è la Lombardia che da secoli porta e parla al mondo attraverso la musica. Cremona è un'eccellenza da questo punto di vista. il Monteverdi festival anche è un sistema artistico unico al mondo e Cremona è la capitale della musica. Il genio dell'artigiano incontra la perfezione acustica e ricordiamo che saper fare dal 2012 è patrimonio immateriale dell'UNESCO”. 

L’obiettivo - ha detto il senatore Renato Ancorotti - era quello che il festival Monteverdi potesse vivere con una continuità e non con dei contributi che l,per quanto importanti, erano determinati nel tempo . Oggi credo che questa continuità darà al festival di Monteverdi la serenità per poter fare una programmazione degli investimenti per il futuro con serenità. Abbiamo condiviso tutto questo in Parlamento ce l'abbiamo fatta. Siamo molto soddisfatti anche per il mio territorio perché io vivo in quell'area e tengo molto a questi obiettivi "

Simona Flavia Malpezzi ha sottolineato come “il Monteverdi Festival che non sia semplicemente una cosa di Cremona.  E’ un patrimonio italiano ed è un patrimonio mondiale. E proprio perché volevamo spiegare a tutti l'importanza di questo patrimonio con il senatore Ancorotti abbiamo provato a dare una mano perché tutti potessero riconoscere il valore internazionale di questo festival Perché tutti potessero contribuire alla specificità di quel territorio e perché venisse data quell'opportunità e le parole di programmare di progettare”. 

“Claudio Monteverdi – ha detto il sindaco di Cremona Andrea Virgilio - non è soltanto una figura centrale nella storia della musica; è un segno distintivo della nostra città, un riferimento che nel tempo ha saputo consolidare la vocazione  musicale di Cremona e proiettarla nel mondo. Attorno a questa eredità si è costruito un percorso condiviso, frutto di un grande lavoro di squadra  che ha saputo andare oltre i ruoli istituzionali e le appartenenze politiche, unendo istituzioni,  teatro, fondazioni, operatori culturali e realtà del territorio in un obiettivo comune”. Virgilio ha ricordato il provvedimento del Parlamento che ha riconosciuto un cospicuo intervento finanziario e un’altrettanta importanza culturale a livello nazionale.

Roberto Catalano regista dell’l’Incoronazione di Poppea 2026 ha dato qualche  nota su come verrà rappresentata l’opera citando la leggenda che vuole che le ceneri dell’imperatore Romano siano state disperse nel Tevere “Tevere è un fluido e scorre ancora adesso,molto vivo, in mezzo alla città eterna ed è esattamente come succede alla musica di Monteverdi che scorre viva dentro una struttura che tenta di imbrigliarla, ma lo fa a fatica”.

Andrea Nocerino, sovrintendente del Teatro Ponchielli ha tracciato la figura del musicista cremonese dentro al Seicento spiegando così il cartellone di questa edizione del 2026. “Claudio  Monteverdi abita questo secolo come lo abitano Galileo Galilei, Caravaggio. Porta nella cultura tutta la tensione del suo secolo. Raccoglie il grande Rinascimento. Sappiamo che i suoi madrigali saranno portati a capolavori assoluti. Li porta nel futuro e inventa l'opera lirica. Un linguaggio che lui è stato primo di tutti a innovare”. Nocerino ha sottolineato altresì l’importanza di quelle donne protagoniste delle grandi opere in cartellone.

Nel corso dell’evento è stato letto un messaggio del presidente della provincia Roberto Mariani.

Sì dolce è il tormento e Voglio di vita uscir di Claudio Monteverdi e Toccata seconda Arpeggiata di Giovanni Girolamo Kapsberger eseguiti da  Raffaele Pe, controtenore e Gianluca Geremia, hanno chiuso l’evento dando appuntamento a Cremona, a giugno, per l’importante manifestazione diventata oramai di respiro internazionale.

leggi il programma completo del Festival Monteverdi

Roberto Fiorentini


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