Ancora un tentativo di truffa del falso Carabiniere al telefono fisso, con la scusa di un documento ritrovato. E chiamando il 112 hanno risposto ancora i truffatori. Pioggia di denunce
"Signora, deve venire subito in caserma perchè abbiamo trovato la sua carta d'identità sulla scena di una rapina appena avvenuta a Cremona in una gioielleria. E' un'indagine delicata, venga subito": così si sono presentati ad una signora di Cremona, contattata sul telefono fisso di casa. Alla signora sono sorti dei dubbi ed ecco che, dopo aver agganciato, chiama il 112: sorpresa, all'altro capo del telefono c'è il sedicente maresciallo di prima che si premura truffaldinamente di rassicurare la donna e farle credere che la storia della carta d'identità sia vera.
In realtà però bisogna tenere bene a mente che chiamando il 112, non risponde direttamente il comando dei Carabinieri, bensì il numero unico d'emergenza che smista e indirizza le chiamate in funzione del problema segnalato. Ma è chiaro che se una persona, soprattutto se anziana e sola in casa in quel momento, riceve una telefonata che la mette in allarme, può perdere la lucidità in quel frangente di capire bene la situazione ed i truffatori puntano proprio su questo aspetto psicologico. Evidentemente non ancora rassicurata la signora che, dopo aver contattato il 112 col fisso, subito dopo la prima chiamata e dopo aver parlato con il finto maresciallo Rossi, ha cercato di chiamare la Questura. Ma il telefono non prendeva la linea. Quindi la signora ha fatto la cosa più corretta, ossia ha telefonato al figlio col cellulare e gli ha spiegato la situazione che, a quel punto, ha fatto scattare il dubbio ad entrambi. La signora pertanto non è corsa in caserma come indicato dai truffatori, mentre il figlio ha contattato i veri Carabinieri per segnalare l'accaduto.
Dunque oltre alle truffe sul web, sui cellulari, su whatsapp, adesso la truffa corre anche sul filo del telefono fisso su cui i malfattori riescono ad inserirsi e a controllare anche le successive chiamate per rafforzare la truffa. Ormai le segnalazioni e le denunce sono parecchie ogni giorno.
Non è la prima volta che malviventi esperti usano il trucco del telefono fisso non riagganciato per far credere alla vittima prescelta che la chiamata ricevuta provenga davvero dalle forze dell'ordine: era successo poco tempo fa anche a Cella Dati (leggi qui), con la stessa modalità: "Venga subito in caserma, sua figlia ha avuto un grosso problema. Chiami il 112 se non ci crede e chieda del maresciallo". E anche in quell'occasione al 112 aveva risposto immediatamente un uomo che si era identificato come maresciallo e che aveva confermato la versione precedente. Una telefonata che avrebbe messo ansia a chiunque, se non che la persona contattata sapeva benissimo dove si trovava la figlia e che la stessa stava bene in quel momento.
Altre volte invece la chiamata arriva con la voce clonata della figlia o del figlio (leggi qui), che chiede aiuto -e solitamente anche soldi- per un grave problema di vita o di morte, facendo quindi perdere lucidità in chi riceve la telefonata che a quel punto, nel panico, rischia di finire dritto nelle braccia dei truffatori e di sborsare migliaia di euro ai malfattori.
Dunque il consiglio è sempre quello di provare a chiamare un famigliare per confrontarsi sull'accaduto, usando un altro apparecchio, in modo che la chiamata in sospeso non indirizzi la telefonata allo stesso numero; eventuali dubbi e anomalie vanno sempre segnalati ai Carabinieri, ricordando che al numero di emergenza 112 risponde una centrale operativa di smistamento e che saranno loro eventualmente a mettere in contatto con l'operatore più indicato per intervenire.
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