26 marzo 2026

Sicurezza, l'assessore regionale La Russa rimanda al mittente la denuncia dei Comuni della Lombardia Orientale. "La sinistra fallisce su sicurezza e incolpa Regione Lombardia"

Ricevuta la denuncia dei Comuni della bassa Lombardia in merito al silenzio della Regione sui temi della sicurezza e delle risorse per la Polizia Locale, non si è fatta attendere la risposta dell'assesore regionale Romano La Russa che ha rimandato al mittente le accuse di attendismo e di stallo da parte di Regione Lombardia, in particolare su cinque punti della riforma in attesa di diventare operativa. (leggi qui)

"Un piacere per me rispondere agli assessori alla sicurezza di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova, amministratori che oltre alla delega hanno in comune anche il colore politico. Ma non voglio pensare male e quindi preferisco entrare nel merito degli argomenti", afferma l'assessore regionale alla Sicurezza Romano La Russa. "Regione Lombardia è una delle regioni italiane che fa di più per la Polizia Locale sia da un punto di vista economico sia organizzativo, nonostante la funzione di Polizia Locale, comprese la formazione e i costi dell'esercizio della funzione, siano per legge in capo agli enti locali stessi, Regione Lombardia ha deciso da anni di supportare fortemente le polizie locali". Continua l'assessore: "Premesso che nulla vieta ai Comuni di organizzare in proprio i corsi rivolti alle polizie locali, Regione Lombardia quest'anno ha azzerato le liste d'attesa organizzando sette corsi di formazione di base, due per i comandanti e uno per gli ufficiali in modo da soddisfare tutte le richieste. Voglio ricordare che quest'anno abbiamo aumentato il budget dei bandi per le dotazioni strumentali delle polizie locali favorendo i Comuni che si sono riuniti in associazione e passando da uno stanziamento di 2,5 a 4,3 milioni di euro", ha spiegato.

"Per quanto riguarda l'introduzione dello street tutor, attualmente nelle commissioni competenti del consiglio regionale è in discussione un progetto di legge. Ho delle perplessità su queste figure che non hanno alcuna definizione giuridica e che dovrebbero essere anche finanziate da Regione. Le richieste di accesso alla banca dati Sdi e di regolamentazione degli strumenti di autotutela sono di competenza ministeriale e non regionale e questo gli assessori lo sanno molto bene". 


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