29 agosto 2025

Tra sogno e bravura: il duo Cooper-Jurinić regala emozioni al Cremona Summer Festival

Si avvia alla conclusione il Cremona Summer Festival 2025, manifestazione che anche quest’anno ha offerto, sul territorio cittadino e provinciale, una serie di eventi, concerti e masterclass che hanno portato in città talenti provenienti da ogni angolo del mondo. Ospite speciale di questa sera nell’Auditorium “G. Arvedi” il duo formato dal violinista statunitense Thomas Lee Cooper e dal pianista croato Aljoša Jurinić, due giovani artisti già vincitori di numerosi concorsi internazionali. Il duo ha proposto un programma ampio ed eterogeneo, alternando autori di quattro differenti epoche e stili, permettendo così al pubblico di apprezzare appieno le doti tecniche e interpretative dei musicisti.

In apertura, la settima sonata per violino e pianoforte op. 30 n. 2 di Beethoven, una delle più eseguite e amate tra le dieci sonate per questo organico, di cui solo due in tonalità minore. Gli interpreti hanno fatto emergere tutta la tensione dell’allegro con brio iniziale, caratterizzato da un’intensa inquietudine affrontata con verve convincente: l’intesa appassionata tra i due strumenti è risultata subito evidente, catturando l’attenzione del pubblico fin dalle prime note. I ritmi marziali e i toni decisi hanno lasciato il posto all’adagio cantabile, eseguito con semplicità e tenerezza, valorizzando le qualità timbriche dei musicisti (il tanto ricercato “suono di velluto”). Le melodie limpide hanno risuonato elegantemente nella sala, mentre le dinamiche calibrate hanno creato un’atmosfera sognante. Il minuetto e trio ha riportato il pubblico alla realtà con temi danzanti – quasi Ländler – e divertenti squilli di prima corda nel violino. I toni si sono fatti nuovamente seriosi – per usare un termine beethoveniano – con l’Allegro conclusivo: un rondò dal carattere tragicamente eroico e tecnicamente impegnativo che ha suscitato applausi convinti.

A chiudere la prima parte del programma, il Poème op. 25 di Chausson nella versione per violino e pianoforte, perla rara del repertorio di fine Ottocento, dedicata al violinista e compositore belga Eugène Ysaÿe, resa celebre da numerose interpretazioni, tra cui quella della prematuramente scomparsa violinista Ginette Neveu. La sensualità quasi onirica delle linee melodiche e i raffinati virtuosismi hanno messo alla prova i due musicisti, che hanno offerto un’esecuzione intensa ed emotivamente coinvolgente, pur senza il respiro sinfonico originale (la ricchezza timbrica della versione orchestrale è impossibile da replicare interamente al pianoforte).

Di ancor più rara esecuzione è stato il Thème et Variations di Olivier Messiaen, terzo brano in scaletta. Composto probabilmente come regalo di nozze per la moglie, il brano si articola in un tema e cinque variazioni. Le peculiarità timbriche dei due strumenti sono emerse nelle variazioni, dal ritmo progressivamente più intenso. Gli effetti strumentali sono stati bilanciati, e l’interpretazione ha reso chiari gli intenti del compositore: una serie di variazioni libere, che si sono risolte in un finale sospeso tra sogno e realtà.

La conclusione del concerto è stata affidata alla celebre sonata di Tartini Il trillo del Diavolo, vero spauracchio violinistico. Cooper ha dato prova della sua maestria affrontando gli intricati passaggi virtuosistici di tutti i movimenti brillanti, completati dalla celeberrima cadenza di Fritz Kreisler, iconica quanto la sonata stessa. Il duo si è dimostrato flessibile, estroverso e capace di ammaliare ed emozionare anche grazie a scelte di repertorio originali e non scontate. Il pubblico ha accolto gli artisti con calorosi applausi e ripetute ovazioni. Fuori programma un Tempo di Minuetto di Kreisler.

Prossimo appuntamento nella stessa sede il 2 settembre alle 21 con l’ensemble Bella Musica – Mozarteum Salisburgo, diretto da Stefan David Hummel.

 

Filippo Generali


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