21 aprile 2026

Un nuovo bar in Galleria, spariscono i negozi e restano "food and beverage". Cambia il commercio e arrivano solo bar asiatici

La Galleria 25 aprile diventa un grande centro per il food e l'aperitivo, riducendo sempre di più i suoi spazi commerciali (a differenza di altre realtà come quella milanese). In queste ore si sta sistemando l'ennesimo bar nella parte centrale che prende il posto di quella che un tempo era una profumeria poi un negozio di tatuaggi. L'apertura è prevista a giorni. Dunque un altro bar, dicono alcuni residenti, di proprietà asiatica (tra l'altro su una vetrina campeggia la ricerca di un barista), accanto al negozio di ricambi telefonici (al posto della gelateria 2000), dello Yummy coreano (nell'ex Libreria Lorenzelli poi Città del Sole, poi abbigliamento sportivo) o dell'ex Bar Motta (oggi Bar Luis) cinese. Ma anche per l'ex Bistrot (un tempo abbiagliamento e attrezzature sportive Coelli) che ha chiuso qualche mese fa, il destino è quello di un affitto (con tanto di cartello) "per la somministrazione con tanto di arredo  e di plateatico" garantito. Ma anche sulle zone laterali della Galleria è tutto un proliferare di bar (con plateatico) e di pasti veloci (Tramezzeria XXV aprile e Gelateria, la Cioccolateria, il Diba Bar che ha preso il posto del Caffè Greco). Come sanno i nostri lettori al posto della Gelateria Grom e del negozio di Liu Jo non andrà come si era ipotizzato Ugo Grill che ha scelto l'acquisto e la ristrutturazione del Bar Negresco (leggi qui). I due grandi locali in galleria (lato corso Campi) quindi saranno posti in affitto.

Le tre edicole in galleria hanno chiuso da tempo (l'ultima chiusa verso il corso Campi andrebbe rimossa). Insomma al di là di alcuni negozi storici come Pellegrini Gioielli (quest'anno sono 40 anni di presenza) e Barresi Preziosi, Diba abbigliamento e Sportswear Studio il commercio è solo bar e ristorazione.

Mentre quella milanese è restata ed è diventata sempre più salotto di Milano (con affitti da capogiro ma anche con le più grandi marche del mondo), purtroppo nonostante le velleità dei costruttori, la galleria cremonese andrebbe davvero ripensata e rilanciata con un progetto complessivo. Non basta la fiera del libro o il Vintage a rilanciarla. 

La galleria, nel bene e nel male, è stata un po’ lo specchio dei cambiamenti attraversati dalla città sia in campo edilizio che in quello del costume. Forse ha pagato il prezzo dell’essere stato un progetto velleitario, un po’ palazzo e un po’ luogo di passaggio, senza una fisionomia propria, realizzato dopo aver demolito lo storico isolato dei liutai (con la casa di Stradivari) davanti alla piazzetta di San Domenico. 

 


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commenti


Enrica

21 aprile 2026 10:59

Strano,come mai??

Stefano

21 aprile 2026 11:36

Islamabad…..