Macchina Enigma e Crittografia musicale all'Università di Parma
Si è parlato di macchina Enigma e di crittografia musicale alla Conferenza I-CONLangs III-2026 presso l’Università di Parma, coordinata dal prof. Davide Astori. Tra i relatori il dott. Alberto Campanini e il prof. Fabio Perrone i quali, ciascuno partendo da ambiti specifici, hanno mostrato come il linguaggio e la comunicazione crittografata siano stati ampiamente utilizzati nella storia umana attraverso sistemi di protezione che hanno trasformato il testo (musicale e non) in codici illeggibili per chiunque non ne possedesse le chiavi di decifrazione. La macchina Enigma e la crittografia musicale hanno avuto un punto di contatto storico e importantissimo: Bletchley Park (celebre centro di crittoanalisi britannico) dove lavorò Eric Sams (1926-2004) insigne musicologo e crittografo militare del quale si celebrano quest’anno i cento anni dalla nascita. Reclutato a soli 17 anni nel 1944, Eric Sams ha prestato servizio nell’Intelligence Corps britannico, lavorando alla decrittazione dei codici giapponesi e tedeschi durante la Seconda guerra mondiale e collaborando col gruppo del matematico Alan Turing che progettò il colossale dispositivo elettromeccanico per la decifrazione dei complessi messaggi cifrati dai tedeschi con la macchina Enigma. Terminato lo sforzo bellico Eric Sams ha applicato le sue competenze crittografiche all’analisi di partiture musicali classiche dimostrando come compositori del calibro di Robert Schumann ed Edward Elgar abbiano celato messaggi cifrati, parole e significati specifici all’interno delle loro partiture. L’analisi del funzionamento della macchina Enigma da parte del dott. Campanini e l’analisi di alcune partiture da parte del prof. Perrone hanno mostrato non solo la scientificità della crittografia ma anche le potenzialità crittografiche esistenti nel rapporto tra musica e parole che Eric Sams ha saputo indagare con metodo analitico e sistematico facendo emergere un mondo nascosto ai più, celato nei codici musicali e nelle partiture di grandi compositori. Dalla Conferenza è apparso chiaro che il linguaggio verbale e la musica condividono la stessa natura crittografica: entrambi possono utilizzare sistemi di simboli e motivi che possono essere decodificati solo attraverso una lettura attenta dei dettagli da parte di specialisti.
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