14 febbraio 2026

Euphonia: quando la memoria diventa musica e la musica diventa eredità, il nuovo album di Detto Ferrante Anguissola prodotto da Mauro Paoluzzi e pubblicato da Terzo Millenio Records

Ci sono dischi che non nascono per occupare uno spazio nel presente ma per dialogare con il tempo, Euphonia è uno di questi: un lavoro intimo, narrativo, profondamente umano.

Il nuovo album di Detto Ferrante Anguissola è disponibile su tutti i digital store https://frontl.ink/4ggip9x. Un viaggio sonoro che attraversa luoghi, ricordi, radici familiari e geografiche, restituendo all’ascolto il valore della lentezza e dell’ascolto profondo. Ogni brano sembra scritto non per essere consumato, ma per essere abitato.

In Euphonia la musica diventa racconto. La voce di Ferrante – calda, vissuta, priva di qualsiasi artificio – guida l’ascoltatore attraverso una vita fatta di viaggi, scoperte, ritorni. È una voce che non cerca di apparire giovane, ma vera. Ed è proprio questa verità a renderla universale.

La produzione di Mauro Paoluzzi, Premio Tenco come miglior produttore e arrangiatore, è una lezione di eleganza e misura. Gli arrangiamenti sono essenziali, curati nel dettaglio, pensati per non sovrastare mai il racconto, ma per amplificarne la forza emotiva. Ogni suono è al servizio della narrazione, ogni silenzio ha un peso specifico. Euphonia non alza la voce: la fa risuonare più a lungo.

Questo album porta con sé anche una eredità culturale profonda. Detto Ferrante Anguissola è discendente di Sofonisba Anguissola, straordinaria pittrice rinascimentale, prima artista donna di origine cremonese a imporsi sulla scena europea, spirito libero e innovativo, capace di affermarsi in un’epoca che imponeva censure, limiti e silenzi alle donne. Sofonisba seppe andare controcorrente, trasformando l’arte in affermazione di identità e libertà.

In Euphonia si avverte lo stesso impulso: quello di chi non segue le mode, ma una necessità interiore. Come Sofonisba sfidava le convenzioni del suo tempo con lo sguardo ed il pennello, Ferrante attraversa il presente con la musica e la parola, scegliendo la sincerità al posto dell’urgenza, la profondità al posto del clamore.

Da questo universo è nata recentemente anche Sinfonia di mare, brano che rappresenta una delle espressioni più limpide e poetiche dell’intero progetto.

Sinfonia di mare è una canzone che non si limita a farsi ascoltare: si lascia attraversare. Le note sembrano emergere dall’acqua, muoversi con il respiro lento del vento, seguire il ritmo naturale delle onde. È una composizione che rifiuta l’effetto e cerca la verità delle sensazioni.

Il mare, qui, non è semplice scenario. È identità, memoria, viaggio interiore. È il mare vissuto, navigato, rispettato. Quello solcato per anni da Ferrante, spesso accanto alla moglie Mariliana, a bordo dello storico Impala 35 del 1973, tra le coste dalmate e le albe silenziose. Ogni immagine evocata è reale e allo stesso tempo simbolica: il fruscio delle vele, il Borin che soffia leggero, i gabbiani, la chiglia che accarezza l’acqua.

Dal punto di vista musicale, Sinfonia di mare è un esempio perfetto di sottrazione consapevole. Gli arrangiamenti, ancora una volta firmati da Mauro Paoluzzi, sono ariosi, delicati, profondamente rispettosi della voce e della storia di Ferrante. La musica non invade, accompagna. Non impone, suggerisce. Come il mare, appunto.

Il brano diventa così una poesia sonora, un invito a rallentare, a partire ancora, a lasciarsi portare verso ciò che conta davvero. È una canzone che non pretende attenzione, ma la conquista con naturalezza.

In Euphonia e in Sinfonia di mare convivono musica, memoria, arte e vita. Un’eredità che attraversa i secoli – dalla pittura rinascimentale di Sofonisba Anguissola alla canzone d’autore di Detto Ferrante – unita dallo stesso spirito libero, innovativo, profondamente umano.

In un tempo che corre, che scivola inutilmente, Ferrante sceglie di restare, di ascoltare e di trasformare la forza del silenzio in musica.

Beatrice Ponzoni


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