16 settembre 2023

Il grande rimpianto calcistico di Dario Hubner, la canzone, scritta per lui, da Calcutta. E il suo libro…

Allora, dopo aver eseguito un cameo nel video musicale della rock band salentina ‘’Toromeccanica’’ed esser stato il protagonista del testo ‘’Hubner’’del cantautore romano‘’Calcutta’’, sì… Dario Hubner, ex attaccante e bomber di provincia, cremasco d’adozione, è diventato anche un libro. Si intitola ‘’Mi chiamavano Tatanka’’; un’autobiografia scritta a quattro mani assieme al giornalista Tiziano Marino.

Sapete, sempre estratto dal volume in oggetto, edito da Baldini + Castoldi, qual è stato il grande rimpianto, calcistico, di Hubner? ‘’Il libro racconta tutto della mia vita, dagli inizi, quando ero bambino a Muggia, poi il passaggio nel calcio dei dilettanti fino alla scalata della mia carriera. Oggi vivo a Capergnanica, in provincia di Cremona, sono un felice pensionato e alleno una squadra di calciatori con disabilità. L’unico mio rimpianto? Non esser mai stato convocato in Nazionale. Ma erano altri tempi, allora dovevi dimostrare di saper far bene con costanza, per molti anni consecutivi e la concorrenza era spietata. Il calcio di una volta era un po’ di verso da quello odierno; io ho fatto molta gavetta in campionati minori davvero difficili, prima categoria, interregionali, C1, C2, Serie B, esordendo in Serie A appena nel 1997. In quegli anni per giocare in massima serie dovevi aver dimostrato per diversi anni di essere bravo, superiore, meritevole quindi di giocare in una categoria maggiore. Era difficile addirittura brillare più di altri all’interno degli stessi settori giovanili, dove i ragazzini erano molti di più rispetto ad oggi. Allora erano i mister a decidere chi fosse meritevole e chi meno”.

Questa invece, l’idea che si è fatto del dilettantismo, il Dario nazionalpopolare…

"Il dilettantismo purtroppo va preso come viene.
La verità è che troppo spesso un allenatore non ha la libertà di scegliere chi far giocare.
I soldi di uno sponsor o alcune parentele possono essere molto più importanti delle idee di un tecnico. Basta dare un occhio ai settori giovanili.
Una volta erano popolati quasi esclusivamente da bambini figli di operai.
Oggi invece sembra che a calcio siano in grado di giocare solo i figli degli imprenditori.
La verità è che bisognerebbe tornare ai valori di una volta, quando l’unico scopo delle società dilettantistiche era quello di fare aggregazione, di togliere i giovani dalla strada”. A proposito, anni fa, nella redazione della mitica, rosea, Gazzetta dello Sport, il cantante Calcutta (adora Dario) e l’ex centravanti interagirono così al telefono:
 "Pronto, chi è?". ‘Ciao Calcutta, sono Dario, Dario Hubner. Ti volevo fare i complimenti per la tua musica, e ringraziarti per la canzone’. E Calcutta intimidito: "Ma no dai. Ciao bomber è bello sentirti!"

Poi il cantautore rispose alla seguente intervista … dedicata al suo rapporto con Tatanka…
“Noi passiamo serate e serate a chiederci: Tee looo ricordiii (così, a mo’ di cantilena, ndr) quel difensore… come si chiamava? E poi: Te looo ricordiii quel portiere? E quell’attaccante? E cacciamo fuori sempre dei nomi assurdi. Insomma, una sera è uscito Hubner, ma a dire il vero il suo nome mi è sempre girato in testa. Poi qualche tempo dopo, a Sperlonga, mi sono messo a leggere la sua storia, il suo gran rifiuto alla Premier League per andare a Piacenza ed essere così più vicino alla moglie che stava a Crema. Eh niente, ho pensato a queste cose e ho scritto la canzone”.



Stefano Mauri


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