"E' inutile descrivere tutto l'onore che si è fatto Wolfgang". Il primo impatto del giovane Mozart con la nobiltà al di qua delle Alpi. Mozart l'italiano (2)
Carissima mamma, il mio cuore è tutto ricolmo di gioia perché questo viaggio è tanto divertente perché fa molto caldo nella carrozza e perché il nostro cocchiere è un ragazzo in gamba che guida velocemente non appena la strada lo permette un po' il mio papà avrà già fatto la descrizione del viaggio alla mamma e la ragione per cui scrivo la mamma è per mostrarle che conosco i miei doveri e sono con il più profondo rispetto il suo fedele figlio Wolfgang Mozart.*
Inizia con queste parole entusiaste il viaggio del piccolo Wolfgang in Italia, con il padre Leopold. Sono righe che scrive il 14 dicembre del 1769 da Workel, piccola località dell’Austria, già in viaggio per Rovereto.
I Mozart giunsero, nella città trentina, la sera del 24 dicembre 1769 avendo pernottato a Egna, minuscolo paese vicino a Bolzano.
Li attendevano le calde stanza della locanda Alla Rosa oggi scomparsa.
Il giorno di Natale, 25 dicembre 1769, Giovanni Battista Todeschi, figlio di un ebreo convertito al cattolicesimo, invitò i Mozart nel palazzo di famiglia Todeschi-Micheli (ora conosciuto come Casa Mozart) per un’esecuzione privata.
Lo racconta il padre Leopold in una lettera alla moglie che spedirà da Verona, tappa successiva del viaggio, il 7 gennaio 1770.
La nobiltà ha dato un concerto dal signor Baroni Todeschi e chi era questo barone tedeschi era quel signore che il signor Giovanni aveva un giorno portato da noi a Vienna per sentire suonare Wolfgang forse ti ricordi ancora è inutile descrivere tutto l'onore che si è fatto Wolfang.
Giovanni Battista era giurista letterario, socio accademico, appassionato di musica e di teatro della città roveretana e già appassionato di Wolfgang come ricorda Leopold. Per anni fu rappresentante della città presso le autorità austriache che guidavano il governo. Gli storici sottolineano come Todeschi fu attento ai fermenti dalle riforme teresiane e Giuseppine. Guardò sempre con occhio critico le novità rivoluzionarie portate dalle invasioni napoleoniche. Il suo amore per le arti lo aveva portato a interessarsi di quel giovane esecutore austriaco e in quel pomeriggio aveva invitato tutta la nobiltà locale.
Il giorno successivo, il 26 dicembre, il giovane Mozart fu portato nella chiesa di San Marco. Il luogo di culto era stato ristrutturato nella prima metà del XV esimo secolo e proprio negli anni dell’arrivo di Mozart nella città trentina (1724 e il 1792) gli altari in legno furono sostituiti con altari in marmo per arricchire ulteriormente la struttura della chiesa. La basilica era stata dotata di un organo già dalla metà del XV secolo. Nel 1652 la famiglia bresciana degli Antegnati aveva provveduto a sostituire il precedente strumento e che, nel 1752, fu trasferito nella sua posizione attuale di fronte al presbiterio sopra la porta d'ingresso.
L’evento è ancora ricordato dal padre nella stessa lettera da Verona del 1770.
Nel pomeriggio all'indomani siamo andati a suonare l'organo nella chiesa principale e sebbene soltanto sei o otto persone imminenti ne fossero al corrente, abbiamo trovata tutta Rovereto radunata nella chiesa e alcuni tipi robusti che hanno dovuto precederci per aprirci la strada fino al coro, dove abbiamo impiegato mezzo quarto d'ora per raggiungere l'organo poiché tutti volevano essere davanti.
L’impatto di padre e figlio sulla società roveretana fu sicuramente positivo come racconta il violinista austriaco.
A Rovereto siamo rimasti quattro giorni la città non è grande a sua volta era un brutto posto, ma grazie all'impegno degli abitanti e da tempo diventata sempre migliore, dato che la maggior parte degli abitanti vive grazie alla coltivazione della vite e al commercio della seta. Ci sono molte ricche dimore e la gente è molto gentile con gli stranieri.
Piano piano si stavano immergendo in quella cultura e in quella musica che avrebbero plasmato, per sempre, la personalità del giovane Wolfgang.
Li aspettava Verona. (2-continua)
*Le citazioni delle lettere sono tratte da Tutte le lettere di Mozart. L’epistolario completo della Famiglia Mozart 1755- 1791. Volume Primo (1755 - 1777) a cura di Marco Murara, Zecchini Editore.
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