5 aprile 2025

C'erano una volta il Bistek e il Fulmine a Trescore. Antonio e Clemy (Gianni purtroppo non c'è più) "celebrati" a Crema

Ahinoi, oggi, Antonio Bonetti, non cucina più (lo fa solo per pochi intimi: beati loro) e si gode, la meritatissima pensione. Ma nel Granducato del Tortello, ancora si sussurra: eh sì, pare proprio che i suoi Tortelli Cremaschi, ecco erano tra i migliori sulla piazza. Anni fa poi, praticamente... inserendo il ripieno (del Tortello Cremasco ovviamente) dentro morbidi, grandi gnocchi di patate, stupì e sedusse il mondo, inventando, le ricercatissime e sensuali Gnocche Cremasche. Ebbene, Antonio Bonetti (colui il quale da buon ricercatore appassionato, lottò anni fa per far diventare Dop il Salva Cremasco) da Trescore Cremasco e il suo Bistek (sopra e sotto) sono leggenda. E così "sussurrava", tempo fa, Antonio ...

Gnocca contro Tortello chi vinceva la gustosa kermesse?

Pari e patta, entrambi i piatti andavano alla grande. Prima della pandemia arrivava tanta gente da fuori incuriosita e desiderosa di assaggiare proprio il piatto nostrano per eccellenza

Sai che i tuoi Tortelli Cremaschi rientravano nel ristretto club dei più gettonati e graditi?

Io li faccio, o meglio, facevo seguendo il cosiddetto per così dire "modello da sagra". Una volta infatti, in concomitanza delle feste paesane se ne facevano tantissimi e più che alla forma si badava alla sostanza. Mi concentro proprio sul pieno, tutto macinato e la ricetta è segreta e vecchia, risale alla mia povera nonna che mi diceva: i tortelli da trattoria devono essere più buoni di quelli fatti in casa, altrimenti la gente al ristorante non li mangia. In ogni paese c'è una versione e una ricetta, l'importante è che si utilizzi l'Amaretto Gallina e che nel ripieno non ci sia la carne.

Sempre a Trescore, parenti del Bonetti, fino a pochi anni fa, il ristorante Il Fulmine di Gianni e Clemy, incantava. E in merito, Marco Gatti, sul Golosario, scriveva...

"Clemy e Gianni e il loro Fulmine, Patrimonio dell'Umanità! Ma che Paese è, una nazione che non "difende", meglio, "tutela" mettendo su un piedistallo, due persone dal cuore e dal talento come i coniugi Bolzoni? Detto che è una vergogna che per alcune guide, un luogo unico come il Fulmine, nemmeno sia citato. 
Era il 1963 quando Gianni prendeva il testimone dal papà Angelo, che aveva aperto l'attività nel 1923. È trascorso più di mezzo secolo, ma oggi come allora, sedere ai tavoli del Fulmine è vivere un'esperienza che va bel al di là del mangiare e del bere (da dio, peraltro), perché solcare l'ingresso, maestoso, della Trattoria (così, con orgoglio, recita, da sempre, l'insegna aurea di fianco alla porta, pur sapendo, che di grandissimo ristorante si tratta), è qualcosa che ha a che fare con il gusto di vivere, con il mistero della Bellezza, con la poesia e la gioia. Ogni giovane ragazza o ragazzo che intraprende questa avventura, qui, dovrebbe venire! Perché come si fa a non rimanere a bocca aperta, nel vedere il piacere che Gianni mette nel coccolare ogni cliente, con i suoi modi signorili e sussurrati, tutto attento a cercare di cogliere i desiderata di ciascuno, per far sì che tutti, nessuno escluso, escano felici, e lo spettacolo nel vederlo illuminarsi quando i commensali, se appassionati di vino, gli danno l'opportunità di suggerire le bottiglie più adatte, lasciandolo pescare con "licenza di stupire" da quella cantina da mille e una notte, che, in tutta la sua vita, ha impreziosito giorno per giorno, facendone il capolavoro figlio della sua passione?
E Clemy? Una vita che si sceglie ogni ingrediente, non cedendo sulla qualità di un millimetro, in modo da avere quella materia prima di eccellenza inarrivabile, con cui, pranzo e cena, prepara quei piatti, che, grazie alle sue mani angeliche, fanno un racconto della tradizione che è musica paradisiaca per il palato!".

Purtroppo Gianni Bolzoni non è più tra noi, il Covid, maledetto virus, l'ha portato via nel 2020. La signora Clemy invece, e Antonio Bonetti, domenica 6 aprile, nell'ambito della Festa del Nobile Salame Cremasco, (il nome all'insaccato nostrano e alla sua festa gli e li ha ispirati, ehm ... sussurrati, riportati in auge, lui all'assessore Franco Bordo), saranno meritatamente celebrati. E con loro, sarà dolce, rimembrare il Bistek e Il Fulmine.  


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