A 4 mesi dalla rimozione del manifesto, i movimenti cattolici pro vita chiedono al sindaco la riaffissione del poster censurato
Il caso del manifesto pro-vita torna a far discutere dopo settimane di silenzio. Ora a parlare e a sottoscrivere all'unanimità una lettera, sono i movimenti e le associazioni cattoliche in difesa della vita che, a distanza di quasi 4 mesi dalla rimozione del cartello apposto alla pensilina davanti all'Ospedale Maggiore.
La vicenda era salita agli onori delle cronache lo scorso giugno dopo la decisione del sindaco Andrea Virgilio con una richiesta personale ad Ipas (concessionaria dello spazio) inoltrata tramite pec del Comune e senza una preliminare discussione istituzionale, di far rimuovere il manifesto di SOS Vita nel quale si diceva "Non rinunciare alla felicità, avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso, il tuo coraggio. Fallo vivere, non abortire". E ancora "Sei in difficoltà a causa di una gravidanza? Ti possiamo aiutare" a cui segue il numero verde di Sos Vita. Il manifesto, va ricordato, era affisso in quel luogo da quasi 6 anni e con un regolare accordo commerciale fra Movimento per la Vita e la concessionaria Ipas.
Ad oggi, nonostante le numerose richieste dalle varie parti politiche e dalle diverse sensibilità sul tema, dal primo cittadino non è arrivata ancora alcuna risposta, neppure nella seduta di Commissione Vigilanza convocata proprio per chiarire i contorni della vicenda, seduta a cui la maggioranza non si era presentata inoltrando disdetta pochi minuti prima dell'inizio della riunione.
Ora dunque tornano a farsi sentire i movimenti e le associazioni in difesa della vita, in primis il Movimento per la Vita di cui Paolo Emiliani è presidente, con queste parole dirette proprio a Virgilio:
"Egr. Sig. Sindaco,
Non avendo ricevuto alcuna risposta alla PEC a Lei inviata in data 21/6/2026 protocollata al n. 0056191, chiedo nuovamente di rendere noto il contenuto critico della segnalazione a Lei pervenuta protocollata al n. 27791/2026, che ha indotto la Sua personale iniziativa di censura dell'ormai noto manifesto pro vita.
Incredulo rispetto alla ricostruzione politica e giornalistica secondo cui lei avrebbe dato seguito a contestazione solitaria sollevata da persona totalmente estranea alla nostra comunità cittadina, attendo, come cittadino e come intestatario di un regolare contratto commerciale inopinatamente interrotto, giustificazioni credibili alla sua azione di evidente compressione della libertà di opinione.
Non risulta ad oggi nessuna contestazione documentata di violazione di norme o regolamenti comunali; pertanto chiedo che il manifesto venga riaffisso così come già richiesto ad IPAS con PEC inviata in data 27/7/2026 e PEC inviata per conoscenza a Lei protocollata al n. 0067557 e ad Arriva nella stessa data.
Essendosi IPAS dichiarata, come precedentemente Arriva, non competente rispetto alla valutazione dei contenuti pubblicizzati sui manifesti affissi, ed avendo Lei scritto (luglio 2026) "di non aver revocato nessuna autorizzazione, di non aver risolto alcun contratto, di non avere comminato sanzioni e di non avere esercitato nei confronti dei soggetti interessati (Arriva ed IPAS) un potere amministrativo autoritativo" a nessuno risulta chiaro perché il manifesto sia stato rimosso.
Disponibile a confronto anche pubblico sulla dignità sociale e sul ruolo sussidiario svolto dal volontariato per la Vita , anche in riferimento agli obblighi previsti dalla legge 194/78, disponibile anche a valutare con le altre associazioni firmatarie ulteriori modalità di presenza pubblicitaria, attendo insieme a tanti cittadini cremonesi una parola definitiva su come la attuale amministrazione comunale intende disciplinare libertà di pensiero e di espressione.
Ammettere di avere sbagliato per avere intrapreso in solitudine una iniziativa fortemente ideologica, non necessariamente sminuisce la credibilità pubblica e politica di un sindaco.
Paolo Emiliani
presidente Movimento per la Vita di Cremona, intestatario del contratto di affissione
Barbara Bodini
presidente Centro d’Aiuto alla Vita di Cremona
Giorgio Celsi
presidente dell’Associazione “Ora et labora in difesa della Vita”
Jacopo Coghe
Portavoce di Pro Vita & Famiglia APS
Massimo Gandolfini
Presidente Family day –Difendiamo i nostri figli
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commenti
Marzio
24 settembre 2026 11:10
...le scuse di Virgilio sono il minimo sindacale....io lo farei rimettere a lui in persona....
Ricordiamo poi al primo cittadino che anche questo rientra nel conto che sarà presentato fra qualche tempo.....
marco
24 settembre 2026 17:10
Un incontro pubblico non lo accetterà mai perché non ha argomenti validi per sostenere il suo operato e perché aprirebbe una crisi interna alla maggioranza (se non gia' presente) che ricordo in parte ne ha contestato l'operato per poi essere riportata all'ordine.