Crotta d'Adda, doppia indagine sul crollo: dopo Lodi, anche la Procura di Cremona apre un fascicolo. Si alza la tensione sul crollo della passerella e scende in campo anche la politica
Non si placano le polemiche dopo il crollo della passerella sul fiume Adda, tratto di circa 200 metri che doveva congiungere la sponda cremonese di Crotta d'Adda a quella lodigiana di Maccastorna e che invece è rovinosamente ceduta sotto il proprio peso a pochi giorni dall'inaugurazione. Immediata l'apertura di un'indagine da parte della Procura di Lodi a cui ha fatto seguito oggi la notizia che anche la Procura di Cremona ha aperto un fascicolo per indagare sulle cause del cedimento dell'opera, creando una frattura importante all'interno del percorso della ciclovia più importante del nord Italia.
Dopo la dura presa di posizione del sindaco di Crotta d'Adda, Sebastiano Baroni, (leggi qui), che non ha risparmiato critiche caustiche verso la gestione del progetto, i tempi e la spesa, ora la questione si allarga al campo politico più ampio, dalla Regione fino a Roma. Ieri il primo a parlare è stato Matteo Piloni, consigliere regionale in quota PD, che ha presentato alla giunta lombarda un'interrogazione in merito all'incidente (la ciclovia VenTo è un progetto finanziato in parte da Regione Lombardia, che per il tratto tra il lodigiano e il cremonese ha investito 4 milioni di euro)
"Parliamo di un'infrastruttura importante sia per la mobilità locale sia per lo sviluppo turistico del territorio – spiega Piloni –. Il doppio crollo di febbraio è un fatto grave su cui la procura farà chiarezza. Da parte della Regione credo sia necessario concentrare l'attenzione per ripristinare l'opera non appena possibile. È positivo che l'interlocuzione tra Regione e le province coinvolte sia già stata avviata. L'importante ora è comprendere quali azioni concrete si possano mettere in campo con l'obiettivo di ripristinare i lavori quanto prima, così da non pregiudicare i tempi di realizzazione di un percorso strategico inserito nella VenTo. Servono tempi chiari per la ricostruzione e garanzie sulla sicurezza".
Ma non si parla di questo crollo solamente a Palazzo Lombardia perchè la vicenda è arrivata anche a Roma, per voce dell'onorevole Fabio Raimondo, capogruppo di Fratelli di Italia in Commissione Trasporti, che ha portato un’interrogazione parlamentare per fare piena luce sulle verifiche tecniche effettuate prima del cedimento, sulle procedure di controllo previste, sulle responsabilità dei soggetti coinvolti nella direzione lavori e nel collaudo, ma anche sulle tempistiche previste per riprendere e completare l’opera. Una posizione condivisa anche da Giulia Baggi, capogruppo di Fratelli di Italia in Provincia a Lodi, che sottolinea l'importanza di fare chiarezza sulla vicenda.
Un monito condiviso anche da Legambiente Lombardia, che per voce della presidente Barbara Meggetto, chiede che si accertino subito le responsabilità del crollo per capire quali siano state le dinamiche e gli errori di valutazione per poi proceda a portare a termine in sicurezza e il prima possibile l’opera di collegamento ciclopedonale tra Crotta e Maccastorna, infrastruttura cruciale nella strategia di incentivo alla mobilità leggera e sostenibile per tutto il territorio.
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