Disordini a Milano, Portesani e Curatti: chiediamo a tutto il Consiglio comunale di condannare le violenze, presentato un ordine del giorno, ci aspettiamo il voto all'unamità
Lo dicono Alessandro Portesani, capogruppo di Novità a Cremona, e il consigliere comunale Luca Curatti dopo aver depositato un ordine del giorno perché tutti i consiglieri comunali di Cremona condannino le violenze verificatesi sabato a Milano durante la manifestazione contro il carovita, ribadiscano che nessuna rivendicazione politica o sociale può giustificare aggressioni, intimidazioni e devastazioni.
L'ordine del giorno presentato richiama l'articolo 17 della Costituzione, esprime solidarietà alle forze dell'ordine e alle persone coinvolte negli incidenti e chiede al Consiglio comunale di affermare che nessuna motivazione politica, ideologica, economica o sociale può giustificare il ricorso alla violenza.
"Le immagini arrivate da Milano sono gravi. Bombe carta, sassi contro le forze dell'ordine, danneggiamenti e persone ferite. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare, che la Costituzione riconosce e tutela", dichiara Portesani.
"Ma c'è una questione che va oltre i fatti di sabato. La violenza non cambia natura a seconda delle idee di chi la pratica. Eppure, nel dibattito politico, non sempre sembra essere così, c'è sempre qualcuno, come il sindaco di sinistra di Milano Beppe Sala, che sente il bisogno di rifugiarsi in distinguo di lana caprina".
Il disagio sociale va compreso. Le rivendicazioni possono essere condivise oppure contestate. Ma chi aggredisce un poliziotto o distrugge una vetrina non diventa meno responsabile perché sostiene una causa ritenuta giusta.
"Difendere il diritto di manifestare significa anche difenderlo da chi utilizza le manifestazioni per compiere atti violenti", aggiunge Luca Curatti. "È una distinzione fondamentale. Chi protesta pacificamente deve poterlo fare in sicurezza, senza essere confuso con chi sceglie deliberatamente lo scontro. Su questo le istituzioni devono esprimere una posizione chiara e coerente".
"Ci auguriamo che l'ordine del giorno venga approvato all'unanimità. Sarebbe il modo più semplice per dimostrare che, almeno su questo, le appartenenze politiche vengono dopo i principi democratici", conclude Portesani.
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commenti
Fabio
19 ottobre 2026 08:00
Poveri illusi! Basta vedere a livello nazionale cosa hanno detto “condanna ma non strumentalizzare”!
biagio
19 ottobre 2026 11:03
La condanna delle violenze avvenute a Milano è un atto doveroso e su questo non possono esserci ambiguità. Il rispetto delle persone, delle istituzioni, dei beni pubblici e delle forze dell'ordine rappresenta un principio che deve unire tutti, al di là delle appartenenze politiche.
Proprio per questo credo che la politica debba fare uno sforzo ulteriore. Condannare gli episodi di violenza è necessario, ma non dovrebbe esaurire il compito delle istituzioni. Accanto alla difesa della legalità, occorre infatti interrogarsi sul malessere sociale che interessa una parte crescente della popolazione.
Da anni molti cittadini si confrontano con salari che perdono potere d'acquisto, difficoltà nell'accesso alla casa, costi della vita sempre più elevati, liste d'attesa nella sanità pubblica e una diffusa percezione di precarietà economica e sociale. Ignorare queste questioni non contribuisce a rafforzare la coesione del Paese.
Naturalmente comprendere i problemi non significa giustificare la violenza. Significa piuttosto riconoscere che una buona politica non si limita a intervenire quando emergono le conseguenze di un disagio, ma cerca anche di affrontarne le cause.
Per questo motivo, se fossi nella maggioranza, proporrei un emendamento alla mozione affinché, accanto alla ferma condanna dei fatti accaduti, il Consiglio Comunale impegni il Sindaco a rappresentare al Governo la necessità di risposte più efficaci sui temi che più preoccupano i cittadini: lavoro, salari, sanità, casa e tutela del potere d'acquisto delle famiglie.
In questo modo la condanna non resterebbe un semplice atto simbolico, ma verrebbe accompagnata da una richiesta concreta di intervento sulle questioni che alimentano il disagio sociale. Perché condannare la violenza è necessario; dare risposte ai problemi dei cittadini è il compito più impegnativo, ma anche il più importante, della politica. Biagio
Manuel
19 ottobre 2026 19:18
Il centrosinistra fa bene a rimanere composto e tranquillo, esprimendo semmai le solite, laconiche, frasi di circostanza: del resto anche il PD, negli anni, ha favorito certe politiche liberiste.
Il governo ha già fatto e farà i danni per conto proprio: basta solo aspettare e prepararsi a raccogliere il testimone... sapendo prima come gestire la fase critica del paese.
I facinorosi, i cavalli pazzi approfitteranno della tensione sociale per inseguire qualche futile sogno o soddisfare frustrazioni: come è sempre stato.
Verranno considerati emissari l’opposizione, ma anche questa è storia trita e ritrita, quindi non c’è da preoccuparsi.
Piuttosto il Sud si sta rivoltando, nel silenzio di media di stato, privati e questa sì che è una bella grana per Meloni! Per giunta, diversi assembramenti e proteste, vengono da ambienti teoricamente vicini al centrodestra.
Se gli abitanti del sud si incacchiano davvero, manco l’esercito li può fermare ed a Roma vanno direttamente ad “interrogare” i politici.
Attenzione, qui si focalizza l’interesse sui teppistelli, ma la situazione generale risulta sempre più difficoltosa e se non prendono decisioni serie, efficaci, tra non molto, pure le forze dell’ordine si riverseranno in piazza a rivendicare una vita migliore... ed a tentare di fermare il declino sociale.
Il Pontormo
20 ottobre 2026 22:04
la complicità ideologica della maggioranza in consiglio è fin troppo evidente, dunque sarebbe un atto ipocrita la condanna