Due maxi progetti da 915mila euro per il verde urbano: 850 alberi, 14 nuove aree verdi e il rilancio dell'ex vivaio comunale. Virgilio: "investire nel verde significa investire nel futuro della città"
L'Amministrazione comunale ha intrapreso un percorso di riqualificazione ambientale avviando la progettazione di interventi di grande rilevanza all'interno di un'ampia programmazione di rigenerazione urbana: basti pensare, solo per citare qualche esempio, ai giardini Giovanni Paolo II di piazza Roma, a piazza Giovanni XXIII, a piazza Lodi, al parco del Vecchio Passeggio. Di questi alcuni sono già in fase di esecuzione.
È in questo contesto che si inseriscono due progetti per migliorare la qualità ambientale, la sicurezza, la resilienza climatica e i servizi ecosistemici del patrimonio vegetale cittadino, e nel contempo, potenziare le funzioni di connessione ecologica e mitigazione ambientale dei filari e alle aree verdi di pertinenza. Uno riguarda la riqualificazione e valorizzazione delle aree verdi e dei viali alberati in ambito urbano, redatto dall'agronomo Andrea Scandolara, inserito Piano Comunale del Verde, per un costo complessivo di 800mila euro, l'altro la riqualificazione dell'area in via Castellalto - intervento ricompreso nel più ampio progetto della Parkway, anch'esso previsto dal Piano Comunale del Verde -, predisposto dall'agronomo Gabriele Panena, per un ammontare di 115mila euro.
I due progetti sono stati presentati nella mattinata di lunedì 13 luglio nel corso di una conferenza stampa tenutati a Palazzo Comunale alla quale hanno partecipato il sindaco Andrea Virgilio, l'assessora all'Ambiente Simona Pasquali, l'assessore alle Opere pubbliche Paolo Carletti, affiancati dal dirigente del Settore Verde Pubblico del Comune Emanuele Stoppa e dalla funzionaria Shazime Curo, nonchégli agronomi Andrea Scandolara e Gabriele Panena che hanno redatto i progetti per conto dell'Ente.
"Questi progetti - spiega il sindaco Andrea Virgilio - rappresentano un passaggio strategico nel percorso con cui stiamo ripensando il verde urbano come una vera infrastruttura pubblica, indispensabile per migliorare la qualità della vita, tutelare la salute delle persone e rendere la città più preparata ad affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici. Non si tratta semplicemente di piantare nuovi alberi o riqualificare aree verdi: stiamo costruendo una città più vivibile, più resiliente e più sostenibile, creando autentici polmoni verdi capaci di generare benefici ambientali, sociali e paesaggistici per tutta la comunità. Sono interventi che si inseriscono in un più ampio programma di riqualificazione ambientale che coinvolge i principali parchi e le aree verdi cittadine, da piazza Roma a piazza Giovanni XXIII, da piazza Lodi al parco del Vecchio Passeggio. Un progetto organico che punta a rafforzare il patrimonio arboreo, valorizzare gli spazi pubblici e ricostruire un rapporto sempre più stretto tra la città e la natura. Con queste opere continuiamo a dare concreta attuazione al Piano Comunale del Verde, trasformando la programmazione in risultati tangibili e lasciando alle generazioni future un patrimonio ambientale più ricco e più forte. È la conferma di una visione precisa: investire nel verde significa investire nel futuro della città, coniugando sviluppo urbano, sostenibilità ambientale e benessere della comunità".
"Il verde urbano rappresenta un valore urbanistico imprescindibile per una città che non gode certo di situazioni climatiche favorevoli e diventa pertanto un obiettivo primario, quello di rendere sempre più verde la nostra città, dandole così un spetto sempre più gentile", aggiunge l'assessore alle Opere Pubbliche Paolo Carletti.
"L'Amministrazione sta trattando il verde come infrastruttura della città. Con tutte le problematiche che i bilanci comunali stanno attraversando, abbiamo oltre 3 milioni di euro destinati alla manutenzione del verde – spiega l'assessora all'Ambiente Simona Pasquali - Oggi abbiamo presentato una riqualificazione ambientale che riguarda la ripiantumazione di filari con essenze capaci di convivere nel contesto urbano e di restituire bellezza durante le stagioni. L'altro progetto a cui teniamo è la Parkway, a ridosso della tangenziale, dove ci saranno anche sperimentazioni e gli alberi proteggeranno l'abitato rispetto a effetti termici e alle emissioni. Cremona incrementa in questo modo il suo patrimonio arboreo che, oltre ai giardini storici, ai viali alberati, ai grandi parchi periurbani, comprende anche i 'boschi dei nuovi nati', realizzati in varie zone della città. Un patrimonio che, grazie alle soluzioni individuate dai progettisti, richiederà una manutenzione meno dispendiosa"
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Riqualificazione e valorizzazione delle aree verdi e dei viali alberati
Il patrimonio arboreo comunale, verificato al momento della stesura del progetto da parte dell'agronomo Andrea Scadolara, consta di 15.390 alberi appartenenti a 185 specie o varietà diverse. Le specie più frequenti sono il tiglio europeo, seguito da liquidambar, pioppo cipressino, acero campestre, acero montano, carpino, frassino, pino nero e olmo. Raggruppando per generi quelli maggiormente rappresentati sono tilia, acer, celtis, populus e robinia che insieme costituiscono circa la metà degli alberi presenti. La distribuzione degli alberi tra i diversi quartieri mostra una variabilità che può essere legata alla loro diversa estensione territoriale, alla presenza di parchi urbani o grandi aree verdi concentrate in specifiche zone e a una differente densità edilizia, nonché alla pianificazione urbanistica storica. I quartieri Po, Cascinetto/Villetta e S. Ambrogio sono quelli con una maggiore presenza di alberi, mentre Boschetto, Maristella e Novati sono quelli con una minore dotazione.
È stata fatta un'analisi preliminare che ha interessato i 16 quartieri della città, nei quali sono già presenti 15.264 alberi, distribuiti su 336 aree verdi tra parchi, filari stradali giardini pubblici e spazi residuali. Dalla ricognizione è emersa una situazione generalmente consolidata ma caratterizzata da una distribuzione non uniforme delle alberature, con alcune zone densamente dotate e altre significativamente carenti. Il motivo è spesso dovuto alla conformazione urbanistica del quartiere. Sono inoltre state individuate 96 ceppaie e la necessità di effettuare 18 abbattimenti mirati.
Il progetto prevede la messa a dimora complessiva di 850 nuovi alberi, accompagnata dalla realizzazione di 14 nuove aree verdi e dal rafforzamento delle alberature esistenti. Il numero dei nuovi alberi per quartiere è condizionato dalla tipologia urbanistica del contesto urbano e quindi dall'abbondanza o meno di aree su cui poter piantare alberi, alcuni quartieri sono più cementificati rispetto ad altri, pertanto gli spazi a disposizione sono variabili. Anche la dotazione esistente dei filari ha inciso: molte delle nuove piante andranno ad integrare alcune mancanze nei filari stradali.
Si interverrà in via prioritaria nei quartieri con minore dotazione arborea o maggiore pressione urbanistica. In particolare, è previsto l'inserimento di nuove alberature in aree già esistenti, così da incrementarne la densità e migliorare la continuità vegetale; la creazione di nuove zone alberate, contribuendo alla formazione di nuovi spazi verdi fruibili; la sostituzione di esemplari non più idonei con abbattimenti controllati e successiva ripiantumazione.
La selezione delle specie arboree è stata effettuata sulla base di criteri agronomici, ecologici e paesaggistici, privilegiando essenze in grado di adattarsi alle condizioni ambientali urbane e di garantire una buona resilienza nel medio, lungo periodo. Il progetto prevede una elevata differenziazione floristica con l'impiego di 100 diverse cultivar (termine che indica una varietà di pianta coltivata che è stata selezionata dall'uomo per specifiche caratteristiche), per un totale di 850 esemplari, così suddivisi: 59 cultivar già presenti nel territorio, per un totale di 499 alberi, per mantenere continuità con il paesaggio esistente; 41 cultivar non ancora presenti, pari a 351 alberi, introdotte per aumentare la biodiversità e ridurre la vulnerabilità a patogeni specifici; tra queste, 14 varietà di recente introduzione sul mercato, per un totale di 75 esemplari, selezionate per le loro caratteristiche di resistenza e adattabilità. Questa diversificazione è importante per la gestione del verde urbano e comprende sia specie consolidate nel contesto urbano locale, sia nuove introduzioni, per incrementare la resilienza complessiva del sistema verde.
Il progetto, una volta realizzato (l'affidamento dei lavori avverrà entro la fine del 2026) determinerà l'incremento della copertura arborea e del capitale naturale urbano; il miglioramento del microclima locale, in particolare la riduzione delle isole di calore; l'aumento della biodiversità vegetale; il miglioramento della qualità dell'aria e dell'assorbimento di CO₂; la valorizzazione estetica e funzionale degli spazi pubblici; l'incremento del benessere psicofisico della popolazione.
L'intervento si configura come un'azione strutturata e strategica di forestazione urbana, basata su un approccio tecnico integrato che tiene conto degli aspetti ambientali, paesaggistici e gestionali. La combinazione tra incremento quantitativo delle alberature e diversificazione qualitativa delle specie contribuirà a rendere il patrimonio arboreo urbano più resiliente, sostenibile e capace di rispondere alle sfide future legate ai cambiamenti climatici e alla crescente urbanizzazione.
Riqualificazione dell'area in via Castellalto
Il progetto riguarda un primo lotto di lavori su un'area lungo la tangenziale cittadina, nell'ex vivaio comunale, strettamente connesso alle serre comunali, dove venivano coltivate e preparate le alberature e le fioriture destinate all'abbellimento della città. Attività che è proseguita sino alla fine del secolo scorso e poi progressivamente abbandonata per le mutate condizioni socio-economiche. L'area, su cui non vi è alcun vincolo, è compresa tra le vie Sesto, Castelnuovo, Castellalto e lo svincolo che da via Sesto immette sulla tangenziale cittadina. Si tratta di un'area strategica individuata anche dal Piano Comunale del Verde (PCdV) come elemento importante nel Parkway, ovvero la fascia esterna al centro storico cittadino, ma ancora inserita nel tessuto urbanizzato, dove sono presenti alcune aree verdi che, connesse tra loro e con la cosiddetta green belt (cintura verde) esterna alla città in comunicazione con la campagna, diventano le infrastrutture verdi di connessione con l'ambiente naturale ed agricolo. Il progetto si pone come obiettivo la riqualificazione dell'area attraverso la realizzazione di una fascia con alberi a mitigazione dell'edificato, porzione importante della Parkway citata. L'intervento, come sopra accennato, è programmato in un primo lotto che riguarda 5.000 metri quadrati, su una superficie complessiva di 8.900 metri quadrati, pertanto il secondo lotto avrà una dimensione di poco inferiore, ma con un numero di alberi già presenti molto superiore.
Nell'area dell'ex vivaio comunale sono stati censiti 175 tra alberi e arbusti, con una netta prevalenza di alberi di alto fusto. La suddivisione delle specie rispecchia le presenze in città con tigli, robinie, gledizie, aceri campestri e montani, olmi, libocedri, cedri dell'atlante, e varie altre specie. Accanto a queste vi sono anche alcuni esemplari di specie diverse meno presenti in città (ad esempio i noccioli di Costantinopoli), che rappresentano quello che l'arboreto potrà diventare, un luogo gradevole dove sperimentare e valutare anche specie botaniche diverse per valutarne, ad esempio, l'adattabilità al clima locale. All'interno dell'area si trovano altre specie, cresciute liberamente, diventando nell'arco di alcune decine di anni alberi importanti che meritano di essere valorizzati.
Nel primo lotto, che riguarda il lato parallelo alla tangenziale, saranno conservate 29 piante a fronte di 14 abbattimenti, in particolare legati ai libocedri che saranno conservati nei primi tre di uno dei due filari di questa specie. Nei prossimi anni si provvederà a completare l'intervento ampliando l'arboreto anche alla porzione che ha accesso diretto da via Castellalto dove si trovano la maggior parte degli alberi dell'ex vivaio. Alcuni alberi, disposti in filari molto fitti, come i libocedri, saranno eliminati, ad eccezione di un piccolo gruppo. Verranno mantenuti alberi già in parte isolati - platani, noccioli di Costantinopoli, ippocastani, un frassino, olmi, un leccio, un sambuco, un bagolaro occidentale, aceri campestri - cresciuti sul lato delle villette a Nord e gli olmi, abbastanza grandi (lato tangenziale), che costituiscono già un piccolo gruppo.
Gli obiettivi del progetto soni i seguenti: riqualificare un'area e rimetterla a disposizione dei cittadini, aprendola al pubblico; eliminare le piante che non hanno più futuro e rendono i luoghi non frequentabili; conservare quelle formate e in buone condizioni, che possono avere futuro e garantire qualità all'area in progetto; introdurre nuove specie arboree e arbustive di tipologie e taglie diverse per la Cremona del futuro, ovvero specie in grado di adattarsi al cambiamento climatico e al contesto urbano; costituire un luogo gradevole, interessante da diversi punti di vista: relax, gioco, studio, didattico, professionale; un parco "biodiverso", per la variabilità introdotto in esso; un parco sostenibile perché tutte le operazioni eseguite saranno effettuate secondo i CAM (Criteri Ambientali Minimi) e sulla base delle Nature Based Solutions per la mitigazione degli effetti del climate change, in un'area limitata, ma definita della città di Cremona che sarà collegata nel progetto complessivo con altre aree verdi che costituirà il Parkway.
L'intervento prevede la piantumazione di specie già in uso in città, che vegetano bene e non manifestano ad oggi problematiche di sorta; cultivar di specie già in uso che potrebbero meglio adattarsi al contesto urbano; cultivar o specie botaniche che possano avere un vantaggio fitosanitario o ornamentale nel contesto cittadino; nuove specie da verificare sul nostro territorio in termini di adattamento; specie mediterranee che, dato il cambiamento climatico, potrebbero ben adattarsi alle attuali condizioni di coltivazione.
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commenti
Innominato
13 luglio 2026 09:42
Improvvisamente redenti.? Finché non vedo non ci credo dopo il loro massacro di alberi sani e lo sfascio della cura del verde !.
Paul
13 luglio 2026 11:07
Si ma poi c'è anche da dargli l'acqua ogni tanto, non solo piantare
Luigi
13 luglio 2026 17:38
Il Centro è al verde.
Il comune investe 1.000.000 di euro per renderlo più evidente. Ton sur ton.