13 luglio 2026

Scuole paritarie e asili convenzionati: depositata una mozione unitaria di Forza Italia, Lega e Novità a Cremona: "Difendiamo la libertà di scelta delle famiglie"

È stata depositata oggi in Consiglio Comunale una mozione sottoscritta dai consiglieri Andrea Carassai (Forza Italia), Jane Alquati (Lega) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona) con l'obiettivo di garantire stabilità e adeguati finanziamenti alle scuole dell'infanzia paritarie e agli asili nido convenzionati cittadini.

L'iniziativa nasce dopo la decisione dell'Amministrazione comunale di ridurre progressivamente i contributi destinati alle scuole dell'infanzia paritarie e di diminuire sensibilmente i contributi unitari riconosciuti ai gestori dei nidi convenzionati, nonostante l'obiettivo dichiarato di aumentare il numero dei posti disponibili.

"È una contraddizione evidente – dichiarano i tre consiglieri –. Se si chiedono ai gestori più posti per accogliere un numero maggiore di bambini, non si possono contemporaneamente ridurre le risorse economiche destinate a sostenere quel servizio. Così si mette a rischio l'equilibrio economico delle strutture e, inevitabilmente, si scaricano i costi sulle famiglie."

La mozione ricorda come scuole paritarie e nidi convenzionati rappresentino una componente essenziale del sistema educativo cittadino, svolgendo da anni un servizio pubblico fondamentale e contribuendo in maniera determinante a ridurre le liste d'attesa, oltre a garantire il pluralismo educativo e la libertà di scelta delle famiglie, principi riconosciuti anche dalla normativa nazionale.

Nel documento viene inoltre evidenziato come il costo sostenuto dal Comune per un bambino accolto nelle strutture convenzionate sia inferiore rispetto a quello necessario nelle strutture comunali, rendendo il sostegno a questi servizi non soltanto una scelta di equità, ma anche di buona amministrazione delle risorse pubbliche.

Con la mozione si chiede pertanto all'Amministrazione di:

confermare per il prossimo triennio il contributo comunale alle scuole dell'infanzia paritarie;

mantenere inalterati gli attuali contributi unitari riconosciuti ai nidi convenzionati, incrementando gli stanziamenti in modo proporzionale all'aumento dei posti convenzionati;

sottoscrivere convenzioni della durata minima di tre anni, così da offrire ai gestori una prospettiva di stabilità e consentire una programmazione seria dei servizi.

"Questa – concludono Carassai, Alquati e Portesani – non è una battaglia ideologica, ma una proposta di buon senso. Significa sostenere centinaia di famiglie cremonesi, valorizzare realtà educative che da decenni collaborano con il Comune e garantire un'offerta scolastica ampia, qualificata e realmente accessibile. Ridurre i contributi oggi significherebbe compromettere un equilibrio costruito negli anni e limitare, nei fatti, la libertà di scelta educativa delle famiglie."

 

Andrea Carassai, Forza Italia 

Jane Alquati, Lega 

Alessandro Portesani, Novità a Cremona


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commenti


Bloody Mary

13 luglio 2026 16:09

Incredibile che questi si spendano 'anema e core' per aumentare finanziamenti pubblici alle scuole private. Non basta l'esempio di come la sanità privata, convenzionata, sta contribuendo alla distruzione della sanità pubblica? Sono due facce della stessa medaglia, cioè il diritto di tutti i cittadini alla scuola e alla salute. Fare la distinzione "paritaria" e "privata" è gettare fumo negli occhi. Dovrebbero, se avessero davvero a cuore gli interessi della collettività, farsi in quattro per garantire che la scuola pubblica possa svolgere al meglio la sua funzione nei confronti di tutti i cittadini. Se la scuola pubblica non ha posti per coprire la richiesta, allora che si adoperino per far arrivare più risorse alle scuole pubbliche. Le motivazioni come "il pluralismo educativo" e la "libertà di scelta educativa delle famiglie" sono la foglia di fico per coprire, come al solito, la caccia al consenso di chi può garantire voti in vista delle prossime amministrative. Altro che "non è una battaglia ideologica".

marco

13 luglio 2026 18:10

Il Comune non ha posti disponibili per tutti e deve utilizzare le convenzioni che vuole estendere ai micronidi privati.
L'operazione mette le mani in tasca ai genitori che vedranno aumentare le rette e non potranno che pagare oppure portare i bambini in Pzza del Comune perché ci pensino loro.
Con buonanpace agli incentivi alla natalità.
Forse togliere il cartello all'ospedale comincia a svelarne ie motivazioni.