La Comunità Islamica di Crema dopo la tragedia dello scorso weekend: "Azioni per sottrarre i ragazzi dalla strada". La consigliera, in prima linea Chiodo: "Dialogo tra forze politiche e sociali"
A Crema sono stati diversi gli episodi di violenza che hanno coinvolto giovani stranieri negli ultimi mesi: ad aprile un altro ventenne egiziano è stato ucciso in quella che forse è stata una spedizione punitiva per il furto di una collanina. Poche settimane fa una rissa tra gruppi di spaccio rivali, a cui pare avesse preso parte anche Abdelaziz, ucciso nella serata di sabato scorso 11 luglio, aveva costretto in casa per ore i residenti di un complesso Aler. Il presidente della comunità islamica di Crema, Hamid Tariri intervistato da Radio Popolare, chiaro, diretto e senza tanti giri di parole ha sottolineato come: "Servono azioni concrete delle istituzioni per sottrarre i ragazzi alla strada".
Tornando alla lite di qualche giorno fa, l'assessora d'opposizione della Lista Borghetti, Ilaria Chiodo, politica in prima linea, da anni, in quel di Santa Maria della Croce, quartiere con qualche problemino nelle case popolari, via social, dopo la tragedia dello scorso weekend, via social ha postato:"Sono personalmente affranta ed emotivamente provata dall'accaduto, poiché il ragazzo deceduto è uno dei giovani che, solo circa venti giorni fa, avevano partecipato al terribile episodio dell'appostamento in piazza di Rauso, durato ben 32 ore. Durante quell'episodio, i ragazzi coinvolti avevano fatto un abuso costante di bombole di protossido di azoto, il cosiddetto gas esilarante, tant'è che il vicinato aveva chiamato l'ambulanza, poiché proprio il ragazzo deceduto si era sentito male. In quell'occasione, avevo cercato più volte di stabilire un dialogo con loro, rimanendo presente in piazza per tutto il tempo. Avevo chiesto all'amministrazione comunale di inviarmi un educatore di strada o un assistente sociale, ma purtroppo mi era stato detto che non c'era personale disponibile, essendo un fine settimana. Solo a tarda sera, l'assessore alle politiche giovanili era riuscito a raggiungermi, e ho passato la serata e una parte della nottata, prima da sola e poi con la polizia locale, cercando di convincere i ragazzi, tra cui purtroppo quello che è stato ucciso, a tornare a casa e ad allontanarsi da queste situazioni di violenza. Questo ennesimo dramma mette in evidenza le gravi responsabilità dell'Amministrazione. Dentro di me rimane un profondo stato di delusione e amarezza; se quella sera fossi stata raggiunta da un educatore di strada, forse, avremmo potuto essere più efficaci, avremmo potuto identificare quel ragazzo, instaurare con lui un dialogo più efficace e monitorarlo nei giorni successivi. Non sapremo mai se un intervento tempestivo e adeguato, quella sera, da parte dell'amministrazione comunale avrebbe evitato questa tragedia, ma so di per certo che la mancanza di azione ha contribuito a far sì che questi ragazzi non venissero intercettati, agganciati o considerati nell'avvio immediato di un percorso di fuoriuscita da queste situazioni di violenza. La violenza non è un fenomeno isolato, ma il risultato di una serie di criticità che stanno sempre di più affliggendo la nostra città e che devono essere affrontate con urgenza. È fondamentale riconoscere che le politiche di sicurezza devono andare di pari passo con interventi mirati contro il degrado urbano e sociale, che hanno colpito in particolare le aree più vulnerabili della città. La nostra comunità non può rimanere ostaggio di comportamenti violenti e delinquenti. È tempo di attuare un approccio integrato e multidisciplinare, che preveda non solo misure di sicurezza, ma anche interventi decisi e tempestivi in funzione delle situazioni createsi. Ribadisco l'importanza di un impegno collettivo e coordinato da parte di tutte le istituzioni coinvolte, per garantire un ambiente sicuro e rispettoso per tutti. Dobbiamo lavorare insieme per prevenire episodi di violenza come quello di stanotte, affinché ogni cittadino, anche il più fragile, possa sentirsi al sicuro nella propria comunità. In questo momento difficile, rinnovo la mia disponibilità al dialogo e alla collaborazione con tutte le forze politiche e sociali, affinché possiamo affrontare queste sfide con coraggio e determinazione. Solo così potremo costruire un futuro migliore per Crema, in cui la violenza non abbia più spazio".
La foto della zona del delitto è di Crema-News-Massimo Marinoni
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commenti
marco
13 luglio 2026 06:03
Servono azioni concrete da parte della comunità islamica che fino ad ora oltre alle parole è rimasta alla finestra ad osservare i disastri dei loro connazionali nel nostro paese
Che se facciamo carico e diano delle idee concrete e interventi diretti.
Solo in questo modo vedremo se effettivamente c'è interesse a risolvere la problematica oppure se la maggior parte non lo è.