22 giugno 2022

Galimberti: per il centro "Occhi Azzurri" serviva un'area verde, l'unica era nel Parco del Morbasco. Progetto a basso impianto ambientale e alto valore sociale

Mentre sta nascendo il nuovo centro riabilitivo "Occhi azzurri Onlus" si sono alzate da più parti, soprattutto sui social perplessità sulla collocazione della struttura, proprio al centro dell'unico parco urbano cittadino, la vasta area verde che da via Trebbia arriva alla tangenziale in un'area completamente verde e forestata. Il sindaco Gianluca Galimberti, con un post su "Cremona si può lab" risponde alla domanda: “Sindaco, il progetto è bellissimo ma perché proprio lì?
"In queste settimane ho raccolto alcune perplessità da parte di cittadini circa la collocazione nel Parco del Morbasco del nuovo Centro Riabilitativo Occhi Azzurri Onlus, luogo di ritrovo, riabilitazione e animazione per bambini e adulti con diversi tipi di disabilità. - dice il sindaco - Partiamo dalla premessa. Il centro, per le caratteristiche dell’attività e per la volontà dell’Associazione, andava collocato in un’area verde. Abbiamo esaminato le possibili aree comunali a disposizione prendendo in considerazione ad esempio le Colonie Padane (ma sono vincolate dalla Soprintenza), l’ex campeggio (è in zona golenale), il parco del Vecchio Passeggio (non ci sono gli spazi), aree agricole varie (occorreva una variante urbanistica).
"Poi abbiamo proposto quest'area del Parco del Morbasco, resa edificabile da un piano integrato del 2011 che prevedeva piccoli lotti con determinate caratteristiche architettoniche e con finalità sociali. In origine lì, infatti, doveva sorgere la sede degli scout, poi collocata all’ex campeggio. - continua il sindaco - Abbiamo approfondito il progetto di Occhi azzurri: una superficie coperta limitata e ad un solo piano, materiali e strutture compatibili col contesto e a basso impatto ambientale, attività a fortissima valenza sociale, alto coinvolgimento del territorio. Tutte caratteristiche coerenti con il piano integrato per quell’area".
Conclude Galimberti: "Ora due precisazioni su questioni importanti. La struttura sorgerà in un’area non piantumata e ci sarà una sbarra che contingenterà e limiterà il transito di veicoli. Potevamo scegliere un’altra zona, dunque? No o almeno non nell’immediato perché aspettare voleva dire non realizzare il progetto. Un progetto all’avanguardia, molto importante per la città, che sta coinvolgendo davvero tantissimi bambini, famiglie, cittadini e realtà!"

 

 


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commenti


ferruccio

22 giugno 2022 06:44

Ma come? la variante urbanistica? per la logistica a san felice l'hanno fatta, complimenti per la giustificazione.

filippo

22 giugno 2022 07:33

Ho letto su un'altra testata online cremonese che son previsti 1600 (MILLESEICENTO) passaggi giornalieri di mezzi pesanti in zona San Felice grazie al nuovo polo logistico. Follia pura, per quanto mi riguarda.

ENRICO FORZONI

22 giugno 2022 06:44

Personalmente credo che porre solo e sempre l'esigenze umane al centro di tutto sia una visione miope della realtà che produrrà risultati negativi. I recenti cambiamenti climatici legati innegabilmente alle attività umane ne sono una prova evidente. Perché continuare ad edificare, consumare e impermeabilizzare suolo quando già esistono edifici (in pregevoli contesti rurali facilmente accessibili) che potrebbero essere ristrutturati per attività sociali meritevoli come quella, encomiabile, della Onlus Occhi Azzurri?

filippo

22 giugno 2022 07:31

Fatemi capire, l'area ex-campeggio è in zona golenale e non poteva essere usata, e quindi come mai ci son stati mandati gli Scout che inizialmente dovevan esser collocati nel parco del Morbasco?

michele de crecchio

23 giugno 2022 00:20

Sono ormai almeno un paio d'anni che si parla dell'insediamento "Occhi azzurri" ed è veramente un peccato che la localizzazione di un impianto socialmente così opportuno non avvenga nella piena concordia dell'opinione pubblica cittadina. Eppure sul territorio comunale esistono decine di possibili localizzazioni alternative e con minori problematicità di quella che, a dire dell'attuale Giunta Comunale, sarebbe l'unica praticabile, anche se, oltre a significativamente ridurne l'estensione, spezzerà, contro ogni logica ecologica e le consolidate aspettative dei residenti, in due parti separate, quel risicato "parco urbano" che dovrebbe contornare a nord il quartiere Po. Strana davvero la sollecitudine con la quale l'attuale amministrazione comunale promuove varianti e deroghe quando sono in gioco interessi privati e particolari e, di converso appare incerta e tentennante, quando sono invece in gioco evidenti interessi pubblici e generali.

Enrico Forzoni

25 giugno 2022 20:48

Considerazioni più che sensate. Sottolineo, inoltre, che si tratta di una concessione la cui durata è stato reso noto essere di 60 anni. Ci si chiede e dopo cosa accadrà? La concessione potrebbe essere non rinnovata. La struttura, in tal caso, rimarrebbe come rudere abbandonato nel Parco? Eventuali spese di manutenzione o rimozione sarebbero a carico della comunità? Quale eredità lasceremo ai cittadini che verranno dopo di noi?

Enrico Forzoni

25 giugno 2022 20:49

Considerazioni più che sensate. Sottolineo, inoltre, che si tratta di una concessione la cui durata è stato reso noto essere di 60 anni. Ci si chiede e dopo cosa accadrà? La concessione potrebbe essere non rinnovata. La struttura, in tal caso, rimarrebbe come rudere abbandonato nel Parco? Eventuali spese di manutenzione o rimozione sarebbero a carico della comunità? Quale eredità lasceremo ai cittadini che verranno dopo di noi?

Andrea

23 giugno 2022 06:51

Una scelta folle, senza senso. Le giustificazioni del "sindaco" sono imbarazzanti.

Daniro

23 giugno 2022 07:08

Chi ha seguito l'evoluzione urbanistica del Quartiere Po e di questo Parco Urbano conosce le difficoltà incontrate e l'impegno profuso per arrivare a tale realizzazione, unica nel suo genere a Cremona, una zona verde attraversata da un importante corso d'acqua, da zone umide, aree boschive e radure che ha anche conservato le tracce storiche della zona agricola presistente con il tracciato della strada poderale che univa la Cascina Lugo con Cascina Quadri (ora Fondazione Moreni). Il comparto è all'interno del PLIS del Po e del Morbasco che ha proprio la missione di salvaguardare e incrementare le aree naturalistiche ed aumentare la biodiversita'. Al pari quindi di altre aree storiche e di salvaguardia ambientale citate dal Sindaco, come Colonie Padane e parco del vecchio Ospedale (ma davvero le hanno prese in considerazione come potenzialmente edificabili? ), il Parco Urbano Morbasco Sud andava rispettato nella sua interezza e non considerato come un'area comunque a disposizione per nuove cementificazioni (anche se di nobile proposizione).

Enrico Forzoni

25 giugno 2022 20:56

Voci competenti come la sua andrebbero ascoltate prima di prendere decisioni importanti su aree di simile pregio, ma, evidentemente, nessuno lo ha ritenuto opportuno.

sebastiano

23 giugno 2022 10:42

Da quel che è dato capire, il progetto occhi azzurri al momento riguarda un unico bambino affetto da una rara condizione genetica: encomiabile lo sforzo dei genitori per coinvolgere istituzioni e cittadini sull’argomento e per promuovere consapevolezza sulle disabilità e progetti per la loro gestione. Tuttavia ci si trova ad affrontare una contrapposizione tra chi vede come obiettivo il bene comune (nello specifico la fruizione di un eccezionale spazio verde a disposizione di tutti i cittadini) e chi invece privilegia il “diritto” da parte di minoranze di anteporre le loro intenzioni alle esigenze dei cittadini. Dal momento che queste iniziative sono, per definizione, “nobili” sono destinate a prevalere sul bene comune. Così va il mondo….

Nicolini Gualtiero

25 giugno 2022 12:33

Questo sindaco è davvero singolare !