19 aprile 2026

Il Papa all’Istituto Toniolo: una comunità unita per costruire ponti e non muri. In occasione dell’incontro a Cremona della Toniolo Young Professionale Association

“Siate presenza viva della Chiesa nei luoghi in cui operate. Nelle istituzioni internazionali, nella diplomazia, nelle organizzazioni, nel mondo del lavoro. Siate uomini e donne che costruiscono ponti, mentre altri alzano muri”. È la forte indicazione del Papa contenuta nel messaggio alla Toniolo Young Professional Association, fondata circa dieci anni fa, che raccoglie i borsisti del Fellowship Program, promosso dall’Istituto Toniolo, ente fondatore dell’Università Cattolica, presso le rappresentanze della Santa Sede negli Organismi Internazionali. Un messaggio in vista della 102ª Giornata per l’Università Cattolica che cade il 19 aprile.

Il testo è stato letto in occasione dell’Assemblea annuale della TYPA presso il Campus S. Monica dell’Università Cattolica di Cremona che ha preso il via il 17 aprile. I lavori sono presieduti dal cardinale Silvano Maria Tomasi, già Nunzio presso le Nazioni Unite in Ginevra.

Il Pontefice si rivolge ai borsisti richiamando la storia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nata “dal basso”, e quindi il coraggio dei suoi fondatori il Beato Giuseppe Toniolo, padre Agostino Gemelli e la Beata Armida Barelli. “Non fu l’opera di pochi, – scrive – ma una autentica opus totius Ecclesiae: una comunità che ha voluto dare forma, nella cultura, a una presenza viva, pensante, capace di incidere nella storia”. Una responsabilità che oggi passa ai giovani studenti per ravvivare l’impegno di “essere presenti là dove si formano le idee e si orientano le decisioni che riguardano il destino dei popoli”.

Missione e servizio Il Papa esorta a pensare il percorso universitario non come un cammino di eccellenza, ma come “una missione”. “Non vi è chiesto di emergere, ma di servire. Non di affermarvi, ma di rendere fecondo ciò che avete ricevuto”. Sparire perché rimanga Cristo, come aveva detto nella prima omelia da Pontefice il 9 maggio 2025, e che vale anche per gli universitari perché quella è una parola che libera “dalla ricerca del consenso”, per radicare nella verità; “vi libera – sottolinea – dall’apparenza, per consegnarvi alla sostanza del bene”.

Casa comune, segno della comunione con la Chiesa L’impegno è quello di custodire il passato e assistere l’ateneo nella missione educativa. “La pluralità di sensibilità ecclesiali che la compongono – si legge nel messaggio – non diventi competizione, ma armonia; la differenza non diventi distanza, ma ricchezza condivisa. Una comunità divisa si indebolisce.  Una comunità unita diventa storia”. Così nell’unione con Cristo l’università può diventare “casa comune, ateneo di tutti i cattolici italiani, segno credibile di una Chiesa che vive di comunione e la rende visibile”

Vigilanza e spirito di servizio Il Papa assicura la sua preghiera all’Istituto Toniolo, “perché continui a custodire con sapienza e fedeltà questo legame, accompagnando con vigilanza e spirito di servizio il cammino dell’Ateneo in un tempo decisivo”. Ricorda il contributo di tanti per l’opera offerta nelle Rappresentanze della Santa Sede e nelle Organizzazioni internazionali, ringraziando in particolare per l’impegno la Fondazione Arvedi-Buschini.

Non un privilegio ma uno stile Un contributo che è dono e che il Papa raccomanda ai borsisti di farlo diventare “visibile”. “Quello che avete ricevuto non resti un privilegio: diventi responsabilità. Non resti un titolo: diventi stile”. Leone raccomanda credibilità “nel silenzio delle opere”, “segno” non solo presenza per continuare “questa storia”, “così che, anche attraverso di voi, il Fellowship Program Toniolo e tutta l’Università Cattolica potranno ancora generare futuro per molti anni a venire”. (www.diocesidicremona.it)

 


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