28 gennaio 2022

Il ricordo di Cesare Gualazzini dal mondo della liuteria

Il professor Gualtiero Nicolini, studioso di liuteria e presidente dell'Anlai, ricorda così l'avvocato Cesare Gualazzini vicepresidente dell'ANLAi e della associazione CCSVI nella SM.

Negli ultimi due anni ho perso molti amici direttamente o indirettamente  per colpa del Covid 19. Alcuni sono deceduti in ospedale soli, senza il conforto dei familiari, tra medici e infermieri dall’aspetto di palombari  serrati dentro scafandri,  altri sono morti a casa, praticamente senza cure. Porto in cuore i loro nomi: Paolo, Ottavio, Piero, Romano…

Oggi  con grande dolore devo aggiungere il tuo, Cesare. 

Negli ultimi anni mi sei sempre stato vicino, fiero della vice-presidenza sia nell’ANLAI sia nell’associazione CCSVI nella SM. Malgrado  i tuoi impegni in Tribunale, dove riuscivi sempre a vincere le cause che ti erano state affidate e le tue precarie condizioni di salute, eri sempre pronto a dare il tuo contributo, a partecipare a eventi, a presenziare a conferenze e dibattiti sulla liuteria in generale e sulle chitarre ( la tua passione) in particolare. E a viaggiare! Roma, Milano, Bovolone, San Ginesio, Pisogne, Sesto Fiorentino,  Sermoneta, Civitella Alfedena e molti altri luoghi in cui si sono tenuti convegni, concorsi, mostre  che hanno visto la nostra presenza finché non sei stato fermato perché non volevi (o non potevi) vaccinarti. 

Ogni giorno, però, mi giungeva la tua telefonata, graffiante di sarcasmo nei giudizi sulla politica locale o nazionale, colma di rimpianti nelle descrizioni di una contemporaneità in cui non ti ritrovavi. Ma ti tornava l’entusiasmo quando  mi facevi il resoconto dei progressi nella  tua ultima opera, giunta ormai in fase di verniciatura… Ultima veramente, Cesare,  il tuo canto del cigno. 

Più volte, presentandoti, ho ricordato  che, grazie a tuo padre, docente universitario e  importante presenza soprattutto nella Cremona degli anni ’50, oltre che presidente del CDA della scuola di liuteria,  avevi potuto mostrare ai tanti liutai della scuola milanese ai Bisiach, a Ornati, a  Galimberti ma soprattutto  a Fernando Simone Sacconi, spesso ospite a casa tua,  i tuoi primi lavori ricevendo da lui  addirittura la proposta di seguirlo in America …  Con il tuo impegno e le tue capacità saresti diventato di certo uno tra i più grandi liutai e restauratori. Ma tuo padre voleva che ti laureassi, così dovesti accantonare il sogno del trasferimento USA. Diventasti un brillante avvocato, ma la liuteria rimase il tuo grande amore, sempre rimpianto e sempre inseguito, fra un impegno  forense e l’altro, una passione tutta e solo tua, perché mai hai venduto un tuo strumento e hai permesso che li suonassero solo musicisti tuoi amici. Le sole eccezioni di presentazione al pubblico le hai fatte, in passato,  per un concerto  tenutosi al teatro Ponchielli di Cremona (che fu un enorme successo) e ultimamente in diverse manifestazioni ANLAI, grazie al maestro Taranto che godeva della tua stima. In questi ultimi anni, eri uscito dall’abituale riservatezza. Inorgoglito dalla pubblicazione della tua opera sulla chitarra pubblicata a Roma da Editrice Romana Musica  accettavi di presenziare a conferenze, simposi, incontri dove potevi discutere di liuteria, dare consigli, mostrare le tue capacità, raccontare le tue esperienze, suggerire le tue  intuizioni.  

Ti lamentavi continuamente, in questi ultimi tempi, per le  restrizioni a causa del Covid che ti impedivano di uscire, di impegnarti, di lavorare anche manualmente e io non cessavo di stupirmi di tanta vitalità e forza di volontà considerata la tua fatica a muoverti. In realtà sapevi che non ti restava molto ancora da vivere e non volevi fermarti. Ti ricorderemo, Cesare, non solo per la tua brillante carriera di avvocato, per la tua conoscenza nel settore liutario e per le tante belle chitarre che hai costruito, ma anche, e soprattutto, per il tuo insegnamento di vita.  Da parte mia, un grazie profondo per la tua  profonda amicizia e stima e l’augurio che la comunità ti dedichi un  ricordo concreto nel viale degli artisti della città del silenzio come la chiamava Sandro Talamazzini, perché anche tu sei stato un artista, ed un grande artista.  

Gualtiero Nicolini


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