31 gennaio 2022

"L' Adagio del Concerto di Aranjuez" con una sua chitarra, tanta gente e commozione per salutare l'avvocato Gualazzini

Le note dell'adorato Adagio del Concerto di Aranjuez di Joaquin Rodrigo hanno accompagnato l'uscita dalla chiesa di Sant'Agata della bara dell'avvocato Cesare Gualazzini. A suonarla era una commossa Eleonora Pasquali, straordinaria chitarrista che altre volte aveva imbracciato gli strumenti dell'avvocato-liutaio ma che questa volta, pizzicando Paquita (la chitarra dedicata alla moglie Maresa), sembrava far uscire dalla cassa una musica unica, celestiale, pur con le lacrime agli occhi ripensando all'amico e maestro. Ricordo un pomeriggio di qualche anno fa nel suo studio di via Angelo Morsenti dove avevamo appuntamento per una intervista su un processo che l'aveva visto vincere con una difesa quasi impossibile. L'incontro si protrasse molto a lungo perchè, dopo avermi raccontato del processo, Cesare – sapendo della mia passione per la musica – accese un registratore e mi illustrò il concerto di Aranjuez parlandomi di ogni passaggio di quella musica scritta da un cieco che si è ispirato ai giardini del Palazzo Reale e nei suoni della chitarra, Cesare mi interpretava la fragranza delle magnolie, il fischio degli uccelli o gli scrosci delle fontane. Sembrava davvero di esserci in quel meraviglioso giardino.

Due passioni diverse, quelle di Gualazzini, quasi opposte. Da un lato l'amore per la legge e il sogno di difenderla sempre e comunque, dall'altro il desiderio di costruire strumenti musicali, alla ricerca della perfezione del suono. E le passioni di Cesare c'erano tutte, insieme ai carissimi familiari (la moglie Maresa, il figlio Ugo, i familiari) tanti colleghi del Foro di Cremona, ex magistrati (Carlo Maria Grillo e Antonella Nuovo), ex impiegati e uscieri del tribunale, l'assessore Barbara Manfredini a rappresentare il Comune (di cui Gualazzini fu avvocato di fiducia per tanti anni), liutai, musicisti, giornalisti, amici e tanta gente comune. Nella navata di destra, in fondo, una anziana signora con le lacrime agli occhi raccontava che Cesare ha fatto del bene alla sua famiglia tutelandola per una vicenda in tribunale e, sapendo delle condizioni economiche disagiate, non le ha mai chiesto nulla di parcella. Gualazzini era così.

Insieme al parroco di Sant'Agata don Irvano Maglia ha concelebrato don Mario Bardelli, parroco di Bonemerse, amico di famiglia e a lungo vicario nella parrocchia. Nell'omelia don Mario ha ricordato Gualazzini evitando di tesserne le lodi di principe del foro per oltre cinquant'anni perchè così tutti lo avevano già conosciuto e ricordato. “La natura – ha detto don Mario – è stata avara con la prestanza fisica ma gli ha dato una grande intelligenza e un grande cuore”. “Cesare sorriderà e gradirà la citazione latina di Orazio che voglio fare: 'Non omnis moriar', 'non morirò del tutto'. E anche per lui sarà così non solo nel ricordo di tanta gente ma anche cristianamente”. Il sacerdote ha voluto poi soffermarsi sulla scelta delle letture dove si è parlato del Tribunale di Dio, un tribunale del tutto particolare dove accusa e difesa sono la stessa persona, cosa che spiazzerrebbe anche un principe del foro come Gualazzini. “Ma anche lì, nel Tribunale di Dio, Cesare si troverà a suo agio circondato dal nostro affetto, dal nostro ricordo e dalla nostra preghiera”.

Anche l'amico Pietro De Franchi, quello del caffè delle 10,30, ha voluto ricordare Gualazzini. “Il nostro era un appuntamento fisso, così per stare in compagnia. Parlavamo del caffè, la sua bevanda preferita, di Formula 1, dello sfortunato Schumacher e del concerto di Aranjuez di cui mi spiegava le scale”.

Poi durante la comunione Eleonora Pasquali ha suonato una struggente “El dia de noviembre” di Leo Brower sempre sulla chitarra realizzata da Cesare. “Il suono, la forma, i materiali. In ogni strumento tutto deve essere unico e irripetibile” diceva Cesare quando si accingeva a creare una nuova chitarra. Anche la tua vita è stata qualcosa di unico. Ciao Cesare.

L'avvocato Cesare Gualazzini ed Eleonora Pasquali suona a Sant'Agata una chitarra dell'avvocato-liutaio

Mario Silla


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