16 ottobre 2026

L'unione fa la forza a STRADIVARIfestival. Cinque star della "camera" sabato 17 all'Auditorium per il progetto "Quintetti"

Per l'occasione cinque solisti di eccezione hanno deciso di unire le forze per dar vita al progetto intitolato Quintetti, sabato 17 ottobre alle 21 all'Auditorium Giovanni Arvedi per STRADIVARIfestival, rassegna promossa da Unomedia e Museo del Violino con il sostegno di Fondazione Arvedi Buschini e MdV friends. Questa la formazione: Edicson Ruiz (contrabbasso), Rosanne Philippens (violino), Sara Ferrández (viola), Alban Gerhardt (violoncello), Thomas Hoppe (pianoforte). In programma uno dei massimi capolavori del repertorio cameristico, il Quintetto in la maggiore "La Trota" di Schubert e il Quartetto per pianoforte in sol minore di Brahms nella versione per Quintetto di Schönberg. Sarà anche l'occasione per ascoltare strumenti di liuteria storica di straordinario valore, tra cui il violino Barrere 1727 di Antonio Stradivari, una viola David Tecchler del 1730 e un violoncello Matteo Gofriller del 1710.

"Il più grande poeta in musica che sia mai esistito": così Liszt definì Franz Schubert, che ha toccato momenti di insuperabile felicità inventiva nella estesa produzione liederistica ed anche nell'arte sinfonica, quartettistica e pianistica. Allo Schubert più emblematico per purezza di sentimento e schiettezza di immaginazione appartiene il Quintetto "La Trota" (Forellen-quintett) uno dei lavori cameristici più esaltati e popolari del musicista, insieme al Quartetto in re minore, meglio conosciuto come "La morte e la fanciulla" (Der Tod und das Mädchen), composto tra il marzo del 1824 e l'inizio del 1826. Il Quintetto "La Trota", così chiamato perche il compositore utilizzò nell'Andantino come tema per le variazioni il suo Lied "La Trota", fu composto nel 1819 su commissione del mecenate e direttore della miniera di Steyr, nell'Alta Austria, Silvester Paumgartner, musicista dilettante e violoncellista, oltre che animatore di un cenacolo musicale che si riuniva abitualmente in casa sua. Probabilmente il Quintetto fu eseguito in uno di questi incontri musicali a carattere familiare e poi riproposto nella biblioteca del Paumgartner; fu pubblicato postumo da Czerny come op. 114 ad un anno di distanza dalla morte del musicista. È una serenata contrassegnata da un tono di cordiale conversazione tra i quattro archi e il pianoforte in cui Schubert rivela tutta la sua abilità di costruttore di finissime ed eleganti armonie.

Il Quartetto in sol minore di Brahms fu scritto nell'estate del 1861 e il 16 novembre dello stesso anno fu eseguito per la prima volta nella sala dei concerti di Amburgo, con Clara Schumann al pianoforte. Molto benevola l'accoglienza sia del pubblico sia della critica, mentre in una successiva esecuzione a Vienna, con l'autore al pianoforte, il Quartetto sollevò qualche riserva per il tono accademico nell'impianto costruttivo. Naturalmente erano i primi strali più o meno velenosi lanciati dall'agguerrita critica viennese contro Brahms, il quale avrebbe dovuto aspettare molti anni per essere considerato un musicista di grande statura nei paesi di lingua tedesca. Il Quartetto op. 25 è di ampie proporzioni e abbastanza elaborato strumentalmente, con il pianoforte in posizione dominante, pur nel pieno rispetto del gioco contrappuntistico con gli archi. All'Auditorium si potrà ascoltare quest'opera nella versione per quintetto firmata Arnold Schönberg, il quale nel 1937, durante l'esilio volontario in California, ne realizzò anche una spettacolare trascrizione per orchestra sinfonica commissionata da Otto Klemperer.

BIGLIETTI. Sono in vendita alla biglietteria del Museo del Violino (tel 0372 080809) e online su Vivaticket, con prezzi da 25 a 30 euro, a seconda del settore, e il ridotto per studenti a 12 euro.


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