16 aprile 2023

Quella strana scritta in Cattedrale, "la Baruffola di Cremona" e i francesi che dal Castello bombardavano la città

Certe ricerche storiche nascono per passione e curiosità. Nelle passioni la curiosità aumenta il desiderio. David Lynch afferma che il desiderio è come un'esca. Dice che quando un pesce abbocca, questo ne attirerà altri. Il desiderio cattura idee che sono simili a pesci, ma se vuoi pesci grossi  devi scendere in acque profonde.

Questo preludio serve a tracciare le idee (le fonti) che arrivano grazia al desiderio (la passione).

Ogni fonte storica è una esca che attira altre fonti storiche e così si cerca in acque profonde. In questo caso le acque profonde sono le radici storiche di Cremona, la loro appartenenza, il modo di poterle indagare.

Tutto nasce questa volta dalla curiosità di una dicitura visibile nel Duomo, una scritta misteriosa e non ben visibile dal basso e certamente da notare con uno zoom.

GALLIS AFELICTA HELVECIIS MVLTATA

PESTE DEBILIS FAME DEFORMIS

R.P. ANNO M DXII A DIVINO

CAMEN CVLTV NVNOVAM DEFLEXIT

Si parla di Francesi e Svizzeri e di peste. Si parla del 1512.

Ebbene, stiamo entrando in un fatto d'arme del Cinquecento Cremonese. Come ai primi del 1700 ci sarà la “Sorpresa di Cremona” declamata nelle corti europee e nelle ballate Irlandesi , ecco che ai primi del 1500 si parla in modo più sommesso della famigerata:

“ BARUFFOLA DI CREMONA “.

Bisogna arrivarci per gradi poiché Cremona nel 1500 sta vivendo un momento storico particolare con i Veneziani che hanno appena abbandonato i loro dieci anni di occupazione della città.

Si evince dai Fragmentorum (registri del comune di Cremona ) che nel giugno del 1500 fu commissionata a tale artista Taccon , una opera da inserire in cima alla torre (il Torrazzo) rappresentante il Leone di Venezia dorato e accompagnato dalla Giustizia rappresentata da arpie.

Dopo circa un anno un fulmine provvidenziale quanto premonitore, colpì il leone e il malgoverno Veneto che di lì a 10 anni lasciò la città.

Tra il 1509 e il 1512 Cremona torna al Ducato Milanese in lotta contro Francesi e Veneziani.

Ma cadde da un malgoverno all'altro e si ritrovò alla mercè di soldataglie di passaggio. Alla fine arrivò anche la peste nel 1511.

Le soldataglie in transito alloggiavano gli ufficiali nelle case e i militari estorcevano  “biave, feno, legne, vini

I pochi Francesi in città la notte uscivano per scorribande nelle campagne e  “aprivano i molini e rubano farine e grano di Sommo, S.Daniele ripa Po, Rocca e Monticello

Altrove si legge “assaltavano gentilomini che avevavo le donne loro...andavano a la villa cum le donne sue in croppa et forno assaltati su la strada de Pizigetone...

La peste fece la sua comparsa in città, come abbiamo detto, nel 1511 presso i Francescani ( ospedale vecchio ).

Non si capisce esattamente come, ma circa 300 soldati Francesi nel giugno 1512 occuparono il Castello di S.Croce ed iniziarono a cannoneggiare la città da dentro la città stando dentro il castello.

Nel frattempo l'esercito Francese era minacciato da varie forze in tutto il nord Italia. Paradossalmente il Castello di Santa Croce, un castello Visconteo del 1300 , era costruito dentro la città ed in grado di difendersi autonomamente e dai nemici e dalla città stessa in caso di sommosse.

Si legge “il castellano nemico“ nei documenti originali dell'archivio Visconteo Sforzesco .

Nei documenti si fa riferimento ad una sorta di diario del Castello di Santa Croce (ora piazza Castello ), redatto solitamente dal Castellano nominato dal Duca meneghino.

Ma in via del tutto straordinaria, poiché il Castello è occupato dai Francesi, viene redatto nel 1513 da Galeazzo Sforza d 'Aragona, Governatore del Ducato di Milano.

Il 16 Marzo 1513 per esempio , il Duca Massimiliano Sforza viene a Cremona ed il Governatore scrive: “rassicura di aver preparato tutto per l'entrata in sicurezza del Duca in città e di aver facto ponere doi ponti in loco securissimo che l'castello non poterà offendere cosa alcuna et similiter vostra signoria excellentissima poterà intrare per la porta de Po, dove se è facta una via secura et li ponti sarnno doi e le navi seranno sedece ed grosse

Intanto i francesi escono nottetempo dal Castello e depredano le case attorno (S.Bassano). Portano via cibo e legna. Quando possibile confiscano buoi o cavalli e fuggono nel castello tirando colpi di artiglieria sulla città e colpendo case, campanili e persino il Torrazzo e la Cattedrale .

Va detto che il Duca doveva cercare fanti per controllare i raid dei francesi fuori dal Castello ma la difesa della città a protezione degli occupanti era talmente scarsa da essere gli assediati quasi degli assedianti.

Per mesi i francesi resistono nel Castello sino all'arrivo del Cardinale Sedunense. La figura del Cardinale di Sion ( Sedunense ) che ha come vero nome Matteo Schiner è davvero emblematica per i nostri tempi. Egli è incaricato da Giulio II di combattere e scacciare i Francesi dall'intero Ducato e per farlo utilizza un esercito Elvetico (Santissima Lega ).

Il 5 giugno Il Cardinale Sedunense è a S.Martino, libererà Cremona dai Francesi ma solo in cambio di dazi.

Inizia una discussione su quanto esborsare per proteggere la città e alla fine i Cremonesi pagheranno al Cardinale 35000 ducati d'oro, come risulta da una supplica del 25 novembre 2015. Quindicimila pagati subito e il resto in rate daziarie dai Cremonesi.

Si trattava di avere 400 svizzeri in città contro 300 francesi asserragliati nel castello della città dal quale la città stessa veniva da essi cannoneggiata.

Anche il Duca annunciava l'invio di 800 fanti milanesi. Tutte queste truppe andavano ovviamente mantenute dai Cremonesi che tra peste, occupanti francesi che la cannoneggiavano dall'interno, militari svizzeri e ducali da ospitare, non se la passavano benissimo.

Il 5 ottobre del 1512 i francesi compiono un ennesimo raid fuori dal fossato prosciugato del castello. Erano infatti state tagliate le acque all' Incrosato (Incrociatello – Via Milano accanto alla Sperlari).

Si cercava cioè di limitare arrivo di acqua al Castello. Nel raid almeno 500 case di S.Bassano ( Via Bissolati ) erano state colpite: “pare habian predato le case circumvicine del castello per modo che è affirmato haver dicti fanti già ruinate più di 500 case et abrusate parte et parte venduti li legnami ...”

La immobilità dei soldati posti a guardia dei francesi era motivo di discussione tra i cremonesi che avevano sborsato fior di quattrini per non essere degnamente difesi.

E' in questo lassismo che accade il peggio. Tra i vari mercenari pagati per difesa della città spicca Cesare Feramoscha, trattasi di Fieramosca fratello di Ettore della disfida di Barletta .

Ma qui a Cremona non vi sarà alcuna gloria e onore ed ecco arrivare la Baruffola nel febbraio del 1513.

Truppe Veneziane puntano al Castello per rifornire i 300 francesi assediati, messer Cesare Fieramosca è a difesa della città con 700 Spagnoli, ne periranno almeno 500 .

Pare che alcuni Cremonesi abbiano aiutato i Veneziani al massacro degli Spagnoli che vengono anche spogliati delle armi. Anche il 20 maggio del 1513, mille cavalieri veneziani e 900 fanti entrano nel castello portando  “circa venticinque bestie e circa 25 cavalade de vino et 6 cavalade de cipolle et salati et ravanelli “.

Fu solo nel dicembre del 1513, dopo 18 mesi di assedio che i francesi dovettero arrendersi per una serie di battaglie perse a Novara, mentre l'esercito Veneziano era stato estromesso dalla guerra grazie al Cardinale di Sion.

La Baruffola di Cremona segna un lassismo di truppe milanesi, di ventura, spagnole e svizzere che permette un assedio lungo un anno e mezzo tra il giugno del 1512 ed il dicembre del 1513 di truppe francesi che tengono in ostaggio una intera città colta da peste e mantenimento di truppe di ogni genere.

Il nuovo castellano nominato dal Duca, una volta tornato in possesso della fortezza di Santa Croce, è Giovanni Camillo Monti .

Nel 1514 i Cremonesi pagheranno care le conseguenze dei loro che si sono alleati dei Veneti.

Il Vicere Spagnolo chiederà loro un tributo risarcitorio di 7200 ducati d'oro. Il Cesare Fieramosca minacciava di “ fare oltraggio alla citta “.

Alla fine, a furia di discussioni e carte bollate , i Cremonesi pagarono 1200 ducati . Le sorti di questi fatti d' armi a Cremona furono velocemente sovvertiti dalla occupazione francese del 1515 che durò 7 anni.

Da questo momento e fino alla Unità di Italia la città di Cremona fu perennemente occupata da truppe di volta in volta Francesi, Spagnole ed Austriache che per quasi 400 anni la soggiogarono. Appare adesso chiaro il messaggio finale della dicitura in Duomo:

"Cremona afflitta dai francesi, colpita dagli svizzeri,

debilitata dalla Peste e sfigurata dalla fame

Fu ristabilita del divino culto"

Maurizio Mollica


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