7 gennaio 2022

Semafori "intelligenti" e illuminazione pubblica: da progetti all'avanguardia all'attuale babele con spreco di soldi pubblici

Dalla semaforizzazione intelligente all'attuale, caotica babele di semafori con code, ingorghi e rallentamenti soprattutto in caso di lavori a carico delle strade. Le segnalazioni relative alle difficoltà di scorrimento lungo alcune arterie cittadine si fanno sempre più frequenti (qui un nostro articolo), con le inevitabili ricadute sul piano ambientale.

E pensare che Cremona, ormai una quindicina di anni fa, si era dotata di un sistema di semaforizzazione "intelligente" tra i più all'avanguardia e tra i più efficaci. Un progetto costato complessivamente quasi due milioni di euro e del quale oggi resta ben poco. Era il 2005 quando venne introdotta la semaforizzazione intelligente a copertura di una vasta porzione del territorio comunale. Si andava infatti dall'ospedale a via Mantova, per proseguire in via Dante, viale Trento e Trieste, piazza Risorgimento, via Rialto, via Massarotti, via Giordano, via Novati, via Giuseppina e tornare verso l'ospedale. Lungo questo "ring urbano" erano in funzione semafori sincronizzati frutto di un progetto a suo tempo valutato dalla Regione Lombardia come il migliore tra quelli presentati nel bando sulla mobilità Sostenibile. Non a caso quel progetto ottenne il finanziamento più cospicuo e complessivamente è costato appunto qualcosa come 2.000.000 di euro di fondi pubblici.

Con gli anni il progetto non è stato aggiornato e curato, con gli esiti oggi sotto gli occhi di tutti: è sufficiente un cantiere per mandare in tilt la circolazione, creare rallentamenti e code, come avviene negli ultimi tempi nel comparto di via Mantova. E sì che, oltre ai finanziamenti, ci volle parecchio lavoro per mettere in piedi il progetto, considerato anche che le reti di illuminazione e semaforiche non erano di proprietà del Comune, ma sono state acquistate dall'AEM mediante permuta di terreni comunali situati non lontano dallo stadio (che nessuno voleva), opportunamente “rivalorizzati”.

Sempre al 2005, come si può ricostruire dagli atti pubblici, risale la determinazione dirigenziale con la quale si trasferiscono ad AEM le risorse (pari a 524.200 euro) "finalizzate alla realizzazione del progetto per lo sviluppo della mobilità sostenibile inerente la realizzazione di un itinerario coordinato d'impianti semaforici che perimetrano il centro storico". Le risorse sono liquidate dalla Regione Lombardia al Comune di Cremona, che dunque le trasferisce all'AEM.

Dagli elaborati del Comune si evincono dati interessanti circa il miglioramento della circolazione stradale e della sicurezza assicurato appunto dalla "mobilità sostenibile" realizzata anche grazie al finanziamento regionale di 524.200 euro, cui si aggiunge un contributo comunale di 771.320 euro per un costo complessivo del progetto pari a 1.295.520 euro (cui si aggiunsero via via altri oneri fino ad arrivare a circa 2 milioni). Tra i benefici della mobilità sostenibile e della "semaforizzazione intelligente", rientrano il miglioramento dei tempi di percorrenza sul ring urbano (il miglioramento è quantificato nel 15,33%) e una riduzione del 10% dell'inquinamento, in particolare del monossido di azoto (NOx).

In una realtà come Cremona, ammorbata dall'inquinamento su più fronti, anche un abbattimento del 10% del monossido è cosa tutt'altro che trascurabile. Eppure, tempo una quindicina di anni, cosa resta di quel progetto all'avanguardia? Ben poco, a giudicare dalla situazione attuale.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA - Il tema, peraltro, è strettamente connesso a un altro punto debole di Cremona: quello dell'illuminazione pubblica, che non significa solo valorizzare l'aspetto architettonico della città, ma anche garantire sicurezza ai cittadini.

Ebbene, per approntare gli elaborati tecnici e procedere con la gara per ammodernare l’illuminazione pubblica, il Comune alcuni anni fa ha ottenuto un finanziamento di oltre 380.000 euro dalla Fondazione Cariplo. Il finanziamento è stato così ripartito dall'amministrazione nel 2016: ad Anci Lombardia 126. 560 euro per l’assistenza alla gara, che non verrà mai fatta poiché l'affidamento per l'illuminazione pubblica verrà assegnato tramite la piattaforma Consip alla società Citelum; alla Fondazione Patrimonio Comune di ANCI 165.941 euro per l'assistenza tecnica, l’attuazione delle azioni previste e il supporto per le verifiche di sostenibilità tecnica ed economico/finanziaria. Infine, circa 178 mila euro (ridotti in sede di revisione del progetto a euro 39.800 +IVA) vennero assegnati a uno studio privato individuato quale consulente tramite una selezione dopo un invito a tre ditte.

Queste ultime cifre, già nel 2016, apparvero da subito esorbitanti rispetto al lavoro da svolgere, e non a caso ne seguì un discreto dibattito politico con diverse interrogazioni in Consiglio (in particolare dal Movimento 5 Stelle con l'allora consigliera Lucia Lanfredi) con risposte da parte di assessori e tecnici che non hanno mai convinto del tutto.

Al netto della polemica politica, va ricordato che Fondazione Cariplo ha finanziato anche il lavoro di un gruppo di tecnici interni al Comune per un ammontare complessivo di 1.400 ore lavoro (pari a 39 settimane), puntualmente rendicontate.

Vedendo oggi in quale situazione versa l’illuminazione pubblica a Cremona (con moltissime vie poco o per nulla illuminate, come via Aselli per fare un esempio) ci si chiede quali siano i motivi che hanno spinto il Comune a ignorare le proposte per l'illuminazione pubblica formulate da AEM prima e da LGh successivamente. Proposte ignorate per accedere alla convenzione Consip e affidare l’illuminazione, e i semafori, a Citelum.

Fotoservizio Gianpaolo Guarneri - Studio B12

f.c.


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commenti


Gianluigi Stagnati

7 gennaio 2022 16:28

Lo studio che redasse il bando di gara per l'appalto della pubblica illuminazione, gara mai esperita perchè poi si decise di passare alla Consip, era lo stesso che progettò la nuova sede di AEM in via Postumia se non ricordo male.
Progetto avveniristico per Cremona, anche se assomigliava ai grattacieli degli Emirati o londinesi. (tipo suppostona)
Il valore di 39.800 € permetteva di bypassare una gara pubblica per assegnare il compito di redigere il bando di gara; così ridotta la cifra, permetteva l'assegnazione diretta.

Nicolini Gualtiero

7 gennaio 2022 18:23

C'è da chiedersi se i consiglieri di maggioranza girino in città qualche volta. Non si sono mai accorti del "disastro 0nda Verde " e della città così poco illuminata ?

Jeppetto

30 gennaio 2024 18:43

Non girano, e anche se vedono non prendono nota... Dovrebbero rimboccarsi le maniche...