18 luglio 2026

"Corpi che raccontano storie di vita": lunedì sera a Bredalunga si parla di cura e rinascita per chi soffre di disturbi alimentari. "La luce può tornare, anche quando tutto sembra perduto"

La Cascina Bredalunga che torna a vivere diventa metafora di un corpo che rinasce, testimonianza viva che con la giusta cura e l’amore anche le ferite più profonde possono trovare sollievo e cura.

Per questo lunedì 20 luglio alle 21.00 Bredalunga sarà il luogo dove parlare di disturbi alimentari, "Corpi che raccontano storie di vita", un dialogo sulla salute mentale tra dolore e rinascita: così come l’antica e diroccata cascina-paese di Casanova del Morbasco sta lentamente ritornando a vivere, così anche un corpo e una mente che soffrono possono tornare a vedere la luce, lasciandosi alle spalle poco per volta tutto quel dolore che per mesi e anni li ha attanagliati.

Storie di vita vera e vissuta, parole di speranza per chi non ce la fa più: attraverso le testimonianze di Emanuela Spotti e Fabiola Reboldi e l'intensa interpretazione teatrale della Compagnia delle Muse, con Emanuela Soffiantini e Jennifer Rastelli, si esplorerà la realtà tecnica e umana di queste battaglie, in dialogo intenso e toccante.

“Spesso, i disturbi alimentari, dell’umore e di personalità vengono fraintesi, minimizzati o confusi con debolezze caratteriali. Eppure, sono ferite reali, profonde e visibili a chi sa guardare. -spiega Letizia Troiano, che ha fortemente voluto l’incontro e che ne modererà gli interventi- Proprio come lo stato di abbandono in cui versava Cascina Bredalunga prima di iniziare la sua rinascita, anche queste condizioni possono apparire come rovine silenziose. Ma, esattamente come tra queste mura, la luce e la cura possono tornare a filtrare, anche quando tutto sembra perduto”.

Un corpo che soffre è anche una mente che soffre: dei disturbi alimentari si parla tanto ma solo chi li conosce dal vivo sa qual è la sofferenza che portano, la difficoltà ad accettare ed accettarsi, l’illusione di stare bene mentre il corpo va a pezzi e quasi sempre anche la famiglia. Parlarne è un dovere, per aiutare chi ne soffre a prendere coscienza della propria malattia, a capire e scoprire che ci si può far aiutare e quali sono le professionalità e i luoghi in grado di sostenere chi ne soffre e le loro famiglie

“Sarà un’occasione per capire che stiamo parlando percorsi complessi dove, con il supporto giusto, la rinascita è una possibilità concreta, per questo è importantissimo informarsi, perché solo così si abbattono stereotipi e paure infondate! -aggiuge Letizia- Far rete è importantissimo per capire che sono malattie come tutte le altre, ma più difficile da vedere. Spesso, i disturbi alimentari, dell’umore e di personalità vengono fraintesi, minimizzati o confusi con debolezze caratteriali. Eppure, sono ferite reali, profonde e visibili a chi sa guardare. Ma, esattamente come tra le mura di Bredalunga, la luce e la cura possono tornare a filtrare, anche quando tutto sembra perduto”.

L’ingresso alla serata è libero.

Michela Garatti


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