23 gennaio 2026

"La battaglia di Ombriano", il 30 gennaio nella Sala Cremonesi presentazione del libro

La battaglia di Ombriano si è combattuta nell’agosto del 1514 tra le formazioni sforzesche, rinforzate da contingenti mercenari svizzeri, e le forze veneziane che nei mesi precedenti erano state lasciate a presidio della piazzaforte di Crema. Su tale fatto bellico, del quale molti hanno già scritto, si aggiunge ora il contributo di Valeriano Poloni, che ha di recente pubblicato il volume “La battaglia di Ombriano”. Venerdì 30 gennaio, con inizio alle ore 17, il libro sarà presentato a Crema, presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco, nella sala Cremonesi.

Questo fatto d’armi si inserisce nel contesto storico delle cosiddette guerre d’Italia, combattute nella nostra penisola durante i primi decenni del Cinquecento. La battaglia si è sviluppata in alcuni scontri militari avvenuti presso l’abitato di Ombriano (il combattimento principale), al ponte sull’Alchina e in zona San Lorenzo. Altri scontri si erano verificati in precedenza nella zona di Santa Maria della Croce e in ulteriori punti della fascia territoriale intorno a Crema. Si tratta infatti di avvenimenti collegati all’accerchiamento (il cosiddetto assedio di Crema) operato prima di questa battaglia dai contingenti sforzeschi, svizzeri e spagnoli intenzionati a espugnare l’ultimo caposaldo, quello cremasco, rimasto allora alla Serenissima in questa parte di Terraferma veneta. Dopo la sconfitta degli alleati francesi e veneziani a Novara nel 1513 (battaglia dell’Ariotta) e l’avanzata nei territori lombardi e veneti delle suddette milizie sforzesche, svizzere e spagnole, erano infatti cadute in loro mano le città di Bergamo, Brescia e Cremona. Anche diversi importanti centri del Veneto erano stati poi occupati dalle forze militari avverse a Venezia, in buona parte mercenarie e poste al comando di condottieri e capitani di ventura. Anche sotto le insegne di San Marco operavano comunque varie formazioni mercenarie, anch’esse guidate da comandanti posti a capo di corpi militari professionali di cavalleria (pesante e leggera), fanteria e artiglieria, arruolati con regole d’ingaggio e pattuizioni di compensi che erano in genere vincolate alla figura di questi specifici capi militari.

Solo Crema, avamposto ormai isolato, resisteva ancora nell’agosto del 1514 in questo quadrante territoriale di Terraferma, nonostante la peste infuriasse dentro le sue mura. Il presidio fortificato era sotto il comando di Lorenzo Orsini, noto anche come Renzo da Ceri o Renzo degli Anguillara, uno dei più validi condottieri del tempo. La battaglia di Ombriano si svolge soprattutto come contromossa strategica predisposta dall’Orsini per rompere l’accerchiamento, contrattaccare le forze nemiche e liberare Crema dalla loro presenza. L’azione viene condotta sul campo, con grande coraggio e valore militare, da alcuni suoi capitani, che guidano in sortita e contrattacco una parte cospicua delle truppe venete di presidio a Crema. Queste sono costituite da reparti regolari, milizie mercenarie e formazioni locali cremasche inquadrate e organizzate per l’impresa. Tra questi capitani, spicca Andrea della Matrice (a volte indicato anche come Andrea Matria), che conduce i suoi armati all’assalto del campo trincerato sforzesco di Ombriano, prendendo i nemici di sorpresa alle spalle, dopo un’ardita e rischiosa marcia notturna nelle bassure ancora in parte impaludate del Moso. Seguono poi gli scontri al ponte sull’Alchina, dove i mercenari svizzeri si difendono con forza, e a San Lorenzo.

L’argomento della battaglia di Ombriano costituisce un argomento trattato spesso dalla nostra storiografia locale, ad esempio da storici come il Terni e il Benvenuti, seguiti da vari cronachisti novecenteschi e divulgatori contemporanei. A livello nazionale, anche storici come il Guicciardini e il Muratori, oltre a diaristi come il veneziano Sanuto (o Sanudo), vi hanno dedicato alcuni cenni nelle loro opere di carattere più generale. A seconda degli autori, e quindi del contesto storico e dell’ambiente culturale in cui essi hanno redatto le loro opere, questi eventi sono stati rappresentati in maniera a volte differente, ad esempio enfatizzando oppure tentando di sminuire determinati aspetti di quella vicenda. Ed è risaputo quanto la temperie culturale di un’epoca possa incidere persino sull’opera degli storici più capaci e rigorosi (ed a maggior ragione sui meri diaristi, cronachisti e intrattenitori storici).

Nel corso del tempo, sulla battaglia di Ombriano e sul cosiddetto assedio di Crema si sono quindi aperti alcuni punti di dibattito in ambito storiografico locale. E si sono manifestate nel merito posizioni e discussioni su alcuni degli elementi più controversi di quelle vicende. Il libro di Valeriano Poloni coglie alcuni di questi aspetti e li sviluppa in base a quanto è risultato dagli studi e dalle ricerche del suo autore. È probabile dunque che questo volume muova considerazioni e confronti interessanti a proposito di taluni di questi elementi ancora aperti nei dibattiti locali sull’argomento. Anche per questo, la presentazione del prossimo 30 gennaio presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco si preannuncia di sicuro richiamo per tutti gli appassionati della nostra storia locale e in particolare di questo specifico fatto storico.

L’ingresso è aperto a tutti gli interessati. L’evento ha il patrocinio del Comune di Crema.

 


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