L'orologio di Sabbia, di Rita Ines Bertoni, mercoledì alle 16.30 in Biblioteca Statale la presentazione del primo romanzo dell'autrice
L’Orologio di Sabbia è il primo romanzo di Rita Ines Bertoni, insegnante di lingue e grande appassionata di scrittura. Mercoledì 22 alle 16.30 sarà presentato in Biblioteca statale di Cremona nella sala conferenze Virginia Carini Dainotti. Interverrà l’autrice accompagnata da Donatella Migliore.
IL LIBRO
Un viaggio alla scoperta delle proprie radici, un passato che si ripresenta senza essere invitato e che cambia per sempre la vita della giovane Kristiane Weiss, scrittrice affermata di romanzi commerciali che vive a Cremona, ma che è stata cresciuta in Argentina a La Falda, dal nonno Alfredo, un uomo che pur non avendole mai fatto mancare niente, si è sempre dimostrato avido di sentimenti e distante. Kristiane, questo il nodo del libro, non conosce nulla del suo passato e delle sue origini e questo libro rappresenta il viaggio -forzato- alla ricerca di una storia di famiglia, di radici su cui costruire il suo domani. Ma ciò che Kristiane scoprirà sarà devastante.
Rita Ines Bertoni ha scritto questo romanzo importante, di 600 pagine, lavorandoci per circa 15 anni: la storia di Kristiane, dunque, ha accompagnato la storia dell’autrice per un lungo tratto di vita. E si capisce dall’affetto che Rita Ines trasmette verso la protagonista, una donna che possiamo definire spezzata perché nulla sa delle sue origini ma, quel che è peggio, è che quando, poco per volta, inizia a mettere insieme i pezzi del proprio passato, questo le arriva addosso con tutta la violenza dirompente di una cruda e drammatica realtà.
Della sua vita, Kristiane ha solo poche certezze, la sua infanzia a La Falda col nonno che la caccia di casa improvvisamente all’età di 18 anni, senza spiegazioni e senza apparenti motivi. Tutto il resto è nebbia: la madre morta poco dopo la sua nascita, il padre di cui poco o nulla si sa, neppure il nome. E il nonno, figura enigmatica e anaffettiva, unico legame con un passato fumoso.
Il romanzo è generoso, la trama è articolata ma non contorta, il finale rimane aperto; nelle sue pagine la vicenda si dipana tra importanti pagine di ricostruzione storica, studi di psicologia, racconti di viaggi e descrizioni di paesaggi e ambienti esotici e lontani.
La storia inizia proprio a Cremona, dove Kristiane vive quando riceve un messaggio del nonno che la richiama a La Falda: a quel punto la protagonista decide di tornare al suo paese natale, disposta e pronta a cercare quelle radici che le sono mancate, a sopire l’angoscia di una vita a cui manca il passato, una mancanza che mette in discussione anche il suo "domani", difficile da costruire quando manca uno "ieri" e si vive solo nell’"oggi".
Ma la ricerca del passato, attraverso le lettere lasciate dal nonno ormai morto, la fa piombare in una realtà ancora peggiore, dove emergono scenari legati al nazismo, ipotesi di fanatici nazisti fuggiti in Argentina -a La Falda- e ancora attivi. Addirittura, come nel romanzo di Irving Wallace del 1978, si ipotizza che la morte di Hitler sia stata una messinscena, descrivendo ambienti, storie, tunnel e bunker segreti dove il Führer ed Eva Braun sarebbero fuggiti ed avrebbero trovato rifugio.
La trama si anima di nuovi scenari e di fatti che, partendo da evidenze storiche, si uniscono alla fantasia della scrittrice, che mette sul tavolo aspetti interessanti da sondare. Ma la verità che attende Kristiane è ancora più cruda perché la giovane donna scoprirà che proprio il nonno fu uno degli ammiratori della follia nazista.
In questo lungo romanzo, per Kristiane ci sarà spazio per trovare l’amore ma anche per provare la più profonda depressione; per sondare la propria mente attraverso i sogni vividi che la seguono ogni notte, riscoprendo il calore dei luoghi dell’infanzia, sporcati però dalla consapevolezza che tutto era già fatto, scritto. Il finale resta aperto, alcune domande non trovano risposta, il sollievo dell’anima tanto agognato sembra non arrivare ancora. E allora, quando anche l’ultimo granello di sabbia della clessidra è ormai sceso, Kristiane chiude la sua storia con una domanda: “Basterà solo girare l’Orologio di Sabbia per ricominciare a vivere?”.
L’AUTRICE
Rita Ines Bertoni è nata in Argentina, a La Falda, una cittadina collinare della provincia di Córdoba. Negli anni ’80 è venuta a vivere in Italia, paese d’origine dei suoi genitori. Dopo aver lavorato per molti anni nel settore turistico, viaggiando per il mondo e arricchendo così il suo bagaglio di conoscenze culturali, storiche ed umane, è ora docente madrelingua di spagnolo nella Scuola Statale Italiana. Da sempre appassionata lettrice, in questo suo primo romanzo mescola la fantasia alle vicende della Seconda Guerra Mondiale allacciate alla storia dell’Argentina.
L'Orologio di Sabbia è acquistabile presso il punto vendita di Mondadori Mondolibri di Corso Pietro Vacchelli e Cremona.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti