Le cornamuse cremonesi "esportate in Scozia" presentato in Biblioteca il libro di Fabrizio Loffi
Un pubblico attento ed interessato ha partecipato, venerdì scorso, 30 gennaio, nella sala conferenze della Biblioteca statale, alla presentazione del libro di Fabrizio Loffi “Cremona e i McCrimmon. L’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland” edito da CremonaSera. Introdotto dalla direttrice Raffaella Barbierato, l’autore, nel presentare gli ultimi risultati della ricerca che conferma la veridicità storica dell’origine cremonese della più famosa dinastia di cornamusisti scozzesi, ereditari del clan MacCleod dell’isola di Skye, ha alternato momenti musicali dedicati ai pibroch più famosi del repertorio dei MacCrimmon, all’illustrazione della documentazione iconografica che conferma l’importanza che la cornamusa ha avuto nella Cremona tra XV e XVI secolo, dalla formella del ’400 in piazza del Comune, agli affreschi tardotrecenteschi della Cattedrale, da quelli in San Sigismondo e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Soncino, alla tela del Soiaro in Sant’Agostino e, più lontano, alla danza macabra del Baschenis nella chiesa di San Vigilio a Pinzolo.
Prendendo le mosse dal saggio di Agostino Cavalcabò sui pifferai cremonesi pubblicato postumo sul Bollettino Storico del 1961, Loffi ha ricostruito le complesse vicende storiche che hanno determinato il passaggio dello strumento dalla Pianura padana alle isole scozzesi, grazie ad un eretico cremonese, Pietro Bruno, fuggito in seguito alle persecuzioni in patria che, agli inizi del XVI secolo, trovò rifugio e accoglienza in Irlanda presso il musicista MacKinnon, di cui avrebbe sposato la figlia, dando origine alla più importante dinastia di cornamusisti scozzesi. Pietro, fuggendo da Cremona, avrebbe portato con sé un nuovo strumento in grado di soppiantare l’arpa celtica, e un nuovo tipo di notazione musicale improntato ad una profonda religiosità che celava tra le note un messaggio fortemente ereticale ispirato al cristianesimo delle origini. Questa notazione, in grado di rivoluzionare la tecnica utilizzata fino ad allora dai piper, sarebbe risultata incomprensibile ai non addetti ed avrebbe costituito il segreto dei MacCrimmon, tramandato di generazione in generazione fino all’ultimo che ne comprese il significato, Simon Fraser. Una storia affascinante, considerata fino ad ora una leggenda, ma oggi suffragata da una corposa ed inoppugnabile documentazione storica al punto da farne uno dei fenomeni sociali e culturali più interessanti del rinascimento cremonese. Il libro di Fabrizio Loffi “Cremona e i McCrimmon. L’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland” è disponibile in tutte le librerie e presso l’editrice CremonaSera, in via Gramsci 1 a Cremona.
Le foto sono di Francesco Sessa Ventura
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