L'origine cremonese delle cornamuse, dalla leggenda alla storia. Venerdì in biblioteca il libro di Fabrizio Loffi : "Cremona e i McCrimmon. L’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland”
Verrà presentato venerdì 30 gennaio alle 16,30 nella sala delle conferenze “Carini Dainotti” della Biblioteca Statale in via Ugolani Dati, il nuovo libro di Fabrizio Loffi “Cremona e i McCrimmon. L’incredibile viaggio della cornamusa dal Po alle Highland” edito da CremonaSera. La ricerca condotta dall’autore sulla base di nuovi documenti restituisce dignità storica alla tradizione, tramandatasi in Scozia fin dal 1826, che vorrebbe la famiglia dei McCrimmon, cornamusisti ereditari del clan MacCleod di Dunvegan nell’isola di Skye nelle Ebridi orientali, originari di Cremona. La cornamusa, che compare in Inghilterra solo verso la metà del XVI secolo, sarebbe giunta nelle Highlands grazie ad un eretico cremonese, Pietro Bruno, fuggito in seguito alle persecuzioni in patria che, agli inizi del XVI secolo, trovò rifugio e accoglienza in Irlanda presso il musicista MacKinnon, di cui avrebbe sposato la figlia, dando origine alla più importante dinastia di cornamusisti scozzesi. Pietro, fuggendo da Cremona, avrebbe portato con sé un nuovo strumento in grado di soppiantare l’arpa celtica, e un nuovo tipo di notazione musicale improntato ad una profonda religiosità che celava tra le note un messaggio fortemente ereticale ispirato al cristianesimo delle origini. Questa notazione, in grado di rivoluzionare la tecnica utilizzata fino ad allora dai Piper, sarebbe risultata incomprensibile ai non addetti ed avrebbe costituito il segreto dei MacCrimmon, tramandato di generazione in generazione fino all’ultimo che ne comprese il significato, Simon Fraser.
L’autore presenterà anche la nuova documentazione iconografica rintracciata in edifici storici cittadini e della provincia, che testimonia l’importanza che lo strumento aveva a Cremona tra il XV ed il XVI secolo, grazie anche alla presenza di un gruppo di “pifferari” regolarmente sovvenzionati dalla comunità, già oggetto di uno studio pubblicato nel 1961 sul “Bollettino Storico Cremonese” da Agostino Cavalcabò, interrotto per la prematura scomparsa dello storico nel 1957. Nella corposa documentazione iconografica figurano la formella del ’400 in piazza del Comune, gli affreschi tardotrecenteschi della Cattedrale, quelli in San Sigismondo e nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Soncino, la tela del Soiaro in Sant’Agostino ed altri. Prendendo le mosse dal saggio di Cavalcabò Loffi ha ricostruito le complesse vicende storiche che hanno determinato il passaggio dello strumento dalla Pianura padana alle isole scozzesi. Elementi nuovi sono poi giunti dalla segnalazione dell’esistenza di una serie di lettere di Simon Fraser, scritte all’inizio del secolo scorso sulla rivista Oban Times, ripubblicate sul periodico The International Piper nel corso di diversi mesi tra il 1980 e il 1981, che consentono oggi di dare concretezza all’ipotesi di una origine cremonese della cornamusa. Nel corso della presentazione sarà anche possibile ascoltare alcuni pezzi del repertorio dei MacCrimmon, tra cui il famoso Lamento di Donald Dub del 1740, brano di grande intensità ancora oggi suonato da tutti i cornamusisti del mondo.
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