"L'essenza della Bassa", le straordinarie foto di Lilluccio Bartoli
La poesia della campagna cremonese “raccontata” e omaggiata in una seri di scatti. Non quelli di una mano qualunque. Ma di uno che il fotografo lo ha fatto sul serio, per tutta la vita. Chi scrive queste righe lo definisce astrofotografo, perché Lilluccio Bartoli da Ognissanti è uno che, per rubargli le parole, sa mettere a fuoco e sul fuoco. Eccellente cuoco (capace di conquistare anche il palato di uno come Carlo Cracco) e straordinario fotografo, ma anche poeta, filosofo, realizzatore di sogni partendo dall’essenza delle cose. Un uomo dal cuore grande, capace di accogliere nella sua casa/osteria amici che la casa l'hanno persa, a causa di un incendio. Ma fate attenzione a dirgli che ha fatto un’opera di bene, che ha fatto un bel gesto o che ha messo il cuore in ciò che ha fatto perché vi dirà sempre di non aver fatto nulla di particolare, e di aver fatto la cosa più normale di questo mondo: aprendo il suo mondo a chi, una sera, gli ha raccontato di aver visto la propria abitazione finire in cenere. Non provate e ad elogiarlo per questo, non dategli medaglie o benemerenze perché ha solo fatto ciò che per lui è la normalità (quella che altri, invece, avrebbero rifuggito con le scuse più svariate). In quella “fettaccia di terra” (per dirla come Giovannino Guareschi) che sorge nella campagna di Pieve San Giacomo, nella casa osteria (assolutamente senza “h” davanti), dove con pazienza e soprattutto passione ha creato un museo valorizzando ed amando ogni più piccolo oggetto, Lilluccio è custode di una serie infinita di immagini, che ha scattato girando in lungo e in largo, in ogni stagione, in sella alla sua amata bicicletta., cogliendo l’essenza, la bellezza e la poesia più autentica del paesaggio. Oggi ne proponiamo qui alcune (ma ce ne sono tantissime altre) che gli sono state chieste proprio per mostrarle ai lettori. Lui non lo sa (ma lo immagina che sarebbe accaduto) che si possono definire come “L’essenza della Bassa”. “Ci sono voluti anni per farle – racconta lui stesso – Non tutte le situazioni si verificano lo stesso giorno. Bisogna essere attenti, attendere l’ora giusta, scegliere la stagione migliore, l’angolazione desueta, curare i particolari, non avere fretta, tutto come nella vita. Scattare non è fare click: è vivere un attimo per eternarlo. Magia della fotografia”. Ma anche di un astrofotografo, poeta e filosofo che, nell’amore autentico per la sua terra, la sa raccontare mettendola a fuoco e sul fuoco. Immagini che parlano e raccontano di una terra unica nel suo genere, meritevoli di una mostra itinerante, di un volume, di un archivio fotografico, di un museo. Quello che lui, con le sue mani, e col suo cuore, ha già realizzato nella sua Ognissanti.
Eremita del Po
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commenti
Lilluccio Bartoli
7 aprile 2026 13:05
Gastrofotografo.