Il Wild kong di Richard Orlinski al Fidenza Village
Metti una mattina al “Fidenza village”, fra boutique di grandi firme, caffetterie esclusive e bistrot gourmet e, improvvisamente, ci si ritrova davanti a un enorme gorilla rosso, con i pugni stretti in tutta la sua potenza e la bocca aperta a proclamare con un grido la propria forza inarrestabile. Accanto alla grande scultura l’autore: Richard Orlinski, l’autore più venduto al mondo, che per l’ennesima tappa, ha deciso di portare il suo “Wild kong” al “Village” di Fidenza, dopo l’enorme successo a Milano, durante la “Design week” dov’è stata l’opera più segnalata e seguita. Tutto questo perché il grande scultore francese ama in modo particolare portare le proprie opere direttamente fra il pubblico: «Per me essere vicino al pubblico è molto importante, è nel mio Dna, condividere l’arte con tutti, portare le opere fuori dai musei, fino alla gente (l’espressione inglese che usa Orlinski è “to the audience” ndr.). La gente fa immediatamente delle fotografie, le condivide sui social, che sono altrettanto importanti: i social media stanno conquistando il mondo e il primo a intuire come fosse importante la condivisione delle immagini e della impressioni è stato Andy Warhol: posta un’immagine, un video, un commento e questo permetterà davvero a un artista di raggiungere i cittadini di tutto il mondo. Così, per far conoscere l’arte dal vivo, quale posto può essere migliore di questo, dove arriva tanta, tanta gente? Ecco perché essere qui è tanto importante». Richard Orlinski è un personaggio davvero particolare: oltre l’arte e l’espressività, con un occhio particolare al mondo animale, lo scultore d’oltralpe è anche un deejay di grande successo ma, soprattutto, è un uomo con le idee molto chiare su ciò che intende rappresentare con le proprie opere: «Kong è uno specchio dell’anima umana – scrive infatti Orlinski nell’introduzione al suo catalogo retrospettivo – uno specchio delle nostre imperfezioni, della nostra propria animalità, una riflessione profonda sulla natura dell’Uomo». Uomo o animale, quindi? E perché non tutti i due, sembra voler sottolineare Orlinski: «Ho cominciato a manipolare la terra a 4 anni, modellando degli ippopotami e dei pianoforti. A 38 anni la scultura è diventata il mio “mestiere”. Le mie sculture hanno creato un universo che mi ha superato, un mondo colorato, gioioso, luminoso, dove gli animali sono compresi, dove la natura ha riconquistato il proprio posto». Orlinski, per questo, diventa un artista davvero, si direbbe oggi, “multitasking”, che si descrive così: «Scultore, pittore, musicista, io vivo in un mondo senza confini fra le arti. Quando posso portare, trasmettere un’emozione positiva, io mi sento sempre al punto di partenza!». La scultura “Wild kong” resterà esposta al “Fidenza village” fino a ottobre 2026.
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