"Sull'inquinamento Tamoil è da un anno che lanciamo allarmi, ora l'amministrazione cambi passo": dura presa di posizione di Legambiente
E adesso, sull'inquinamento della Tamoil, l'amministrazione cambi passo. Anche perché, "la proposta di revisione del procedimento amministrativo è cosa nota da tempo e, sempre un anno fa, anche il nostro circolo ha avanzato tale richiesta". "Ci si aspetta che l’Amministrazione recuperi tutte le energie e le migliori competenze per garantire il ripristino ambientale delle aree esterne Tamoil, si adoperi affinché a livello nazionale si cambi la normativa per consentire la bonifica delle aree interne e affronti il futuro della riqualificazione dell’ex area Tamoil avviando un processo partecipativo e trasparente".
All'indomani della Commissione Vigilanza sull'inquinamento della raffineria (qui l'articolo), Legambiente Cremona prende posizione sulla vicenda con una nota stampa e con toni fermi e decisi, chiedendo al Comune un deciso cambio di passo nella gestione del disastro ambientale che prosegue ormai da anni.
"Il Circolo - conclude Legambiente - è convinto che la società Tamoil non deve sfuggire alle proprie responsabilità e che l’Amministrazione debba modificare atteggiamento e prendere chiara posizione a fianco dei cittadini cremonesi, che sono parte lesa in questo grave disastro ambientale".
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commenti
Nicolini Gualtiero
21 gennaio 2022 12:05
Se ci si aspetta che il Comune cambi passo si dovrà attendere le calende greche. Questi con la loro supponenza e acclarata incapacità accamperanno scuse sempreve comunque per nascondere le inadempienze ritardi inerzia ecc ecc
Michele de Crecchio
30 agosto 2026 22:31
Purtroppo, ormai da tempo, l'amministrazione comunale di Cremona sembra aver moderato quella "grinta" che, in un passato ancora relativamente recente, aveva saputo dimostrare nel cercare, quantomeno, di contenere gli enormi rischi e danni ambientali che, nel secondo immediato dopoguerra, erano insorti a danno della città a causa della quasi totale disattenzione con la quale le giunte allora alla guida della nostra città avevano accettato, e persino talvolta agevolato, la trasformazione di quello che, inizialmente, era solo un modesto deposito di carburanti ad uso militare, in un enorme e pericoloso centro di lavorazione e distribuzione di prodotti petroliferi. Mi auguro, per il bene della città, del suo territorio e dei suoi abitanti presenti e futuri, che la pericolosa contingenza che vede in molteplici aspetti della generale gestione del territorio un diffuso e pericoloso arretramento di sensibilità ed impegno venga al più presto superata.