15 marzo 2023

A Milano vive la pronipote di Giovanni Zini, Maria Vittoria Lupi: "Poteva rinviare la partenza al fronte. In tanti erano andati, non se l'è sentita di starsene a casa. E' morto in guerra"

Stanno arrivando le celebrazioni per i 120 anni della Cremonese. Tra queste quelle ufficiali (leggi qui) e quelle volute dai tifosi conl'apposizione della targa in piazza Sant'Angelo dove un tempo c'era l'osteria "La Varesina" (leggi qui). In prossimità delle celebrazioni ricordiamo Giovanni Pietro Zini morto nell'agosto del 1915 a Santa Maria di Tolmino e sepolto a Cividale del Friuli, a cui è dedicato lo stadio. La pronipote di Giovanni Zini, vive a Milano. Un collega originario della nostra provincia e tifosissimo della Cremonese, Stefano Mansi, racconta alcuni particolari inediti sul portiere grigiorosso raccolti direttamente dalla pronipote di Zini. Ma prima un inquadramento storico.

L'8 marzo 1914 la Cremonese conquista la promozione in Prima Categoria (la serie A attuale). La Cremonese arriva quinta nel girone e lo scudetto va al Genoa.

Nel 1915 scoppia la guerra. Tutti gli uomini abili sono chiamati al fronte. Il primo calciatore della Cremonese a finire sotto le armi è Giovanni Zini, un atleta straordinario. Fu anche ciclista prima di diventare acclamato portiere dei grigiorossi, portato in trionfo a Milano dai tifosi arrivati anche in bicicletta nella metropoli lombarda, dopo essere stato protagonista di clamorose parate che hanno dato la promozione nella massima serie alla Cremonese. Morirà al fronte perchè lui, barelliere, prese una infezione trasportando feriti. 

Nel 1919 la Cremonese fece costruire su un terreno dietro l'Officina del gas, il nuovo campo di calcio. Il 2 novembre 1919 venne inaugurato il nuovo campo sportivo di via Persico. La Cremonese gioca contro la Juventus Italia. "Il campo fuori porta Venezia" (così era chiamato il futuro stadio "Zini") viene aperto con una grande festa con tanto di banda e con una madrina, la professoressa Maria Lombardi, che rompe la tradizionale bottiglia di spumante come fosse il varo di una nave. Il campo misura 100 metri per 60, la tribuna ospita 500 spettatori e c'è un terrapieno per la curva. La festa per il nuovo campo è rovinata dalla batosta: grigiorossi sconfitti 3 a 0.

Nel 1922 lo Zini venne dotato anche di una pista in terra battuta per le gare ciclistiche e ospitò anche la finalissima dello scudetto.

Nel 1924 l'impianto sportivo è stato ufficialmente dedicato a Giovanni Zini. La celebrazione avviene il 4 novembre, in quella occasione si scopre la targa dedicata ai caduti della società nella prima guerra mondiale: ben 30 su 120 iscritti fra calciatori, podisti, ciclisti e nuotatori. (Mario Pasquali)

MILANO- Un caso, ma che caso! E' vero che a Milano vivono decine di migliaia di cremonesi di prima e seconda generazione ma... 

Una frase di sfuggita alla macchinetta del caffè a lavoro. 'Si, mio marito questa domenica va coi bambini a Cremona' ed ecco la combinazione. Prima due magliette originali della Cremonese (2010-2011) regalate ai miei nanetti. E poi l'incontro per ringraziarla. La collega di mia moglie era Maria Vittoria Lupi, nipote di un simbolo non solo della Cremonese ma di tutta la provincia di Cremona. Non capita a tutti di ritrovarsi di fronte la nipote in carne ed ossa di una leggenda.

Eh si Zini era un mio bisnonno. Ne parlavano spesso mia madre e mia zia. Delle robe vecchie ma so che per i tifosi della Cremo fa impressione quando lo racconto. La mia famiglia è da sempre legata ai colori grigiorossi. Nella nostra casa venivano Cabrini, e Vialli che era un birichino: siamo sempre stati nella società. Li ho visti crescere.

Non ne so molto perchè sono passati tanti anni. Ma so che mio bisnonno, nonostante fossero i primi anni era già noto a Cremona. In quegli anni il portiere era una figura di riferimento, quasi il capitano della squadra.

So che avrebbe potuto evitare di partire per la guerra. Sia perchè la famiglia poteva fare in modo che non partisse subito. Sia perchè avrebbe potuto per motivi sportivi non andare in prima linea. E invece...”

I ricordi dei miei parenti sono sbiaditi, sono passati 100 anni. Ma c'era sua zia che gli ripeteva 'Vaghe mia, vaghe mia. Me racumandi' e rivolto alla madre 'Mandeel mia' . Ma non c'è stato niente da fare.”

Tanti suoi amici e compagni di sport (in quegli anni la U.S. Cremonese aveva anche squadre di scherma, di ciclismo, di sollevamento pesi, di ginnastica, nda) erano partiti. Non se la sentiva di restare a Cremona e lasciare agli altri il rischio della guerra. Mi sembra di ricordare che il concentramento dei soldati fosse a Brescia.” 

Forse per uno spirito cameratesco o per la vergogna di essere additato come un privilegiato non solo partì ma fu anche uno dei primi cremonesi che morirono al fronte”.

Ne parlavano tanto quand'ero piccolina. La sua morte, la morte del maschio di famiglia è stata pesante. Un colpo forte per tutta la famiglia. Non è più tornato”.

Nella foto il monumento di Giovanni Zini al cimitero di Cremona che avrebbe bisogno di pulizia e di essere rimesso in sesto. I tifosi stanno pensando a una raccolta fondi. (la foto è di Antonio Pagliari, Paio)Antonio Pagliari, Paio

 

 

Stefano Mansi


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commenti


PierPiero

16 marzo 2023 00:31

E io torno a dire: manteniamo la memoria di questo eroe, lasciando che lo stadio resti intitolato a lui.
Se vogliamo celebrare anche Gianluca Vialli, allora intitoliamogli il campo da gioco.

ennio serventi

16 marzo 2023 09:30

Già il nome era stato tolto in periodo fascista, quello dell'eroe di Santa Maria del Tolmino sostituito con quello del ras mutilatosi al lago Acianghè durante una battuta di pesca con esplosivo. Ricordo bene la scritta sul portale di accesso al campo sportivo posto alla fine di via Cardinal Massaia: POLISPORTIVA ROBERTO FARINACCI. Tutti della fila la rileggevamo nei pomeriggi domenicali quando, noi ospiti dell'orfanotrofio invitati gratuitamente dalla USC ad assistere alla partita casalinga, vi si recavamo. VEnivamo sistemati nel "campetto", quasi dietro ad una delle porte, una rete metallica ci divideva dal campo dove la partita veniva giocata. Ricordo anche che l 'assistere alla partita mi annoiava.