9 giugno 2026

Comincia l'estate: caldo, afa, il volo delle zanzare e....quello delle bottiglie

Vademecum da aggiornare per la sopravvivenza quotidiana. Comincia l’estate; caldo,afa, zanzare e altro, tutte piccole ma fastidiose cose alle quali ci si adatta o ci si fa l’abitudine. Semplice ed essenziale come ragionamento. Comincia l’estate; a suon di coltelli, spranghe, bottiglie rotte, risse e, grazie ad un fiorito campionario di tematiche parallele tipiche del periodo più caldo dell’anno, le monotone giornate cremonesi diventano vivacissime. Il turismo vola, così dicono le fredde statistiche, e con lui volano anche le bottiglie, ma in questo caso le statistiche non dicono nulla, al limite si potrebbe contestare l’assenza della raccolta differenziata per questi contenitori che finiscono in testa alla persone invece che negli appositi cassonetti. Il rischio, secondo alcuni, è che le bottiglie usate in maniera impropria e non regolarmente differenziate possano influire sui solidissimi valori di raccolta differenziata cremonesi. Ce ne faremo una ragione, del resto tra gli urlanti e minacciosi individui che animano le giornate estive potrebbe nascondersi un talento del canto, la città della musica che se ne frega di Mozart potrebbe ritrovare in qualcuno di questi soggetti un valore aggiunto che porti Cremona ai fasti musicali di qualche decennio fa, almeno così dicono alcuni.

Zone da frequentare o meno; in questa democraticissima statistica la città si presenta come fulgido esempio di opportunità, dalle zone centrali dove è und ato normalissimo, ormai, che più di un terzo degli avventori abbia precedenti penali alle zone periferiche dove, in estate, sembra che vadano a svernare coloro che animano il centro durante i grigi inverni cittadini. Ma non bisogna disperare, la continuità in materia di personaggi dediti ad attività parallele ha solo bisogno di tempo per andare a regime; tempo qualche mese e, in barba al caldo estivo, avremo tutta la città ben delineata da una vita crepuscolare e notturna completamente annullata ma con i lucchetti degli arredi rigorosamente e perfettamente chiusi.

Poco importa, l’importante è farci l’abitudine, che poi sia ormai rischioso frequentare quasi tutti i luoghi cittadini è relativo, il vademecum della sopravvivenza urbana è anche questo, un po' come attraversare porta Venezia per farsi una foto con il totem. Non lo fa nessuno in realtà, il pericolo di venir investiti non vale di certo la foto ai piedi della fantomatica struttura che non interessa a nessuno.

La stranezza è che questo prontuario, a Cremona, non dovrebbe neanche esistere, la città “socialmente morta”, come veniva definita qualche lustro fa si mostra in tutta la sua interezza animandosi di gag teatrali che di comico non hanno nulla anzi, dovrebbero far riflettere. Se il sindaco di Mandello del Lario apre le danze per il prossimo futuro con una ordinanza volta a limitare la presenza di determinati personaggi sul lungolago un buon motivo ci sarà, passare dai poetici luoghi manzoniani a giornate da incubo è solo una questione di tempo o di semplice percezione, dicono sempre alcuni. Le statistiche percepiscono quello che ne hanno voglia, il resto è vita quotidiana che ormai sembra doversi adattare al peggio perché stare meglio sembra fin poco rispettoso nei confronti di coloro che fanno musica in maniera molto personale e di certo poco attenta verso i cittadini. Cremona si scopre nuda davanti al progredire di determinati accadimenti, nuda nel senso che vede quella pacifica e serena quotidianità spegnersi in maniera progressiva e quasi impossibile da gestire, il suono delle sirene delle ambulanze o delle forze dell’ordine sembra ormai aver sostituito quello delle grida dei ragazzini che giocano e degli adulti che se la raccontano in mezzo alla strada.

E’ la modernità, caro mio, prendere o lasciare, altrimenti ritirati su un eremo a guardare il panorama e non rompere perché questo è il progresso, ragionamento che non fa una grinza non fosse che quel progresso sembra allontanare le persone più che avvicinarle. Nel 1978 il presidente Jimmy Carter aveva chiesto un dossier sulla città di Stradivari “così tranquilla da sembrare fin noiosa” come ideale punto di riferimento per la socializzazione dei piccoli centri urbani statunitensi oggi, a distanza di 50 anni, quel dossier andrebbe aggiornato e di certo non in meglio. Cambia il dossier ma rimane intatta la consapevolezza di una città che si presenta quasi con timidezza davanti al futuro, l’estate porta con sé afa e zanzare e anche il peggio di determinati tipi di socializzazioni, ma anche a questo – saremo costretti – a farci l’abitudine.

Marco Bragazzi


© RIPRODUZIONE RISERVATA




commenti