Lo stesso metro per tutti
C’è qualcosa che, in questo tempo, faccio sempre più fatica a comprendere.
Non è la diversità delle opinioni. Quella mi piace.
Ciò che non comprendo è perché non riusciamo più a usare lo stesso metro.
Per le persone, per i fatti, persino per le parole. Prima di ascoltare ciò che dici, qualcuno vuole sapere da che parte stai: destra o sinistra, con o contro, garantista o giustizialista, con le forze dell’ordine oppure contro. Come se anche il pensiero avesse bisogno di una tessera. Io continuo a preferire un metodo meno spettacolare.
Prima i fatti. Poi le opinioni. Guardare. Verificare. Ascoltare e lasciare persino che un fatto possa mettere in discussione ciò che pensavamo di sapere. Socrate diceva di sapere di non sapere. Io mi accontenterei di conservare il diritto al dubbio.
Prendiamo una parola: libertà.
A Cremona la vicenda del manifesto di SOS Vita rimosso nei pressi dell’ospedale ha aperto una discussione che va oltre quel manifesto. Il sindaco Andrea Virgilio ha spiegato le proprie ragioni. Vanno ascoltate. Ma dovrebbe essere altrettanto legittimo chiedersi se la libertà di espressione conservi lo stesso valore quando a esercitarla è qualcuno che sostiene un pensiero che non condividiamo.
Non è una domanda contro il sindaco. Non mi interessa fare guerre a nessuno. Di odio ce n’è già abbastanza. È una domanda sulla libertà.
Perché se la libertà vale moltissimo quando la invochiamo noi e un po’ meno quando la invocano gli altri, forse dovremmo avere l’onestà di chiamarla in un altro modo.
Lo stesso vale per la giustizia. Chi è accusato deve essere garantito. Chi è vittima deve essere tutelato. Chi viene riconosciuto colpevole deve rispondere delle proprie azioni.
Comprendere le cause di un reato non significa cancellare la responsabilità di chi lo commette, così come chiedere conto a un agente del proprio operato non significa trasformare un’intera divisa in un imputato. Il garantismo, se è garantismo, dovrebbe valere per tutti. Altrimenti, è una scelta di campo con un nome più elegante.
Poi c’è Mario Roggero. È stato giudicato. Esiste una sentenza definitiva e va rispettata.
Io non ero lì. Ma conosco una cosa: la paura. Conosco il rumore dei proiettili e so che esiste un abisso tra immaginare come reagiremmo davanti a un’arma e trovarsi davvero davanti a quell’arma.
Per questo diffido delle sentenze pronunciate dal divano. Comprese le mie.
La mia esperienza non mi autorizza a riscrivere una sentenza. Mi impedisce però di trattare la paura come un concetto astratto e proprio perché non voglio una società nella quale ciascuno si faccia giustizia da solo, continuo a credere nello Stato.
Quando abbiamo paura dobbiamo poter chiamare qualcuno. Quel qualcuno, molto spesso, indossa una divisa. Poi accade Bologna. Una vicenda completamente diversa.
Un uomo muore durante un intervento della polizia. Esistono immagini che pongono interrogativi ed esistono indagini che devono accertare la verità.
Se qualcuno ha sbagliato, dovrà risponderne. Una divisa non garantisce impunità.
Ma non può nemmeno trasformarsi automaticamente in una dichiarazione di colpevolezza. Poi arriva la violenza nelle strade. Ed è qui che le parole devono tornare ad avere un significato. La vendetta non è giustizia.
La violenza contro le forze dell’ordine non diventa giustizia perché viene compiuta invocando la giustizia. È violenza. La rabbia può essere compresa. Il dolore deve essere rispettato. La verità deve essere pretesa. Ma una piazza non è un tribunale.
Aggredire indiscriminatamente uomini e donne in divisa non accerta una responsabilità, produce soltanto altra violenza. Poi, quasi a ricordarci che il problema non appartiene a una categoria sociale, arrivano le immagini da Forte dei Marmi.
Uno dei luoghi simbolo del turismo esclusivo diventa teatro di una violenta rissa tra giovani: volano sedie, pugni, calci. Ed eccoci ancora allo stesso punto.
La responsabilità non dovrebbe avere classe sociale. Non conta il quartiere dal quale provieni. Non conta il locale che frequenti. Non conta il conto in banca. Conta ciò che fai. Se aggredisci, rispondi dell’aggressione. Se distruggi, rispondi di ciò che hai distrutto. Se commetti un reato, affronti le conseguenze. Chiunque tu sia.
Non per vendetta, per responsabilità. Perché il ragazzo della periferia e quello che frequenta un locale esclusivo dovrebbero incontrare, davanti alla legge, lo stesso metro. Altrimenti torniamo sempre lì. A una giustizia che cambia misura a seconda di chi abbiamo davanti. Ed è forse questo che mi inquieta.
Abbiamo cominciato a cambiare il significato delle parole secondo la convenienza.
La libertà diventa arbitrio quando serve a noi. Il garantismo diventa indulgenza quando riguarda qualcuno che abbiamo deciso di comprendere.
La violenza diventa protesta se condividiamo la causa. La vendetta diventa giustizia se ci piace chi la invoca. No. Le parole hanno un peso. La libertà senza responsabilità diventa arbitrio. La giustizia senza garanzie diventa vendetta. L’autorità senza controllo può diventare abuso. Ma il giudizio senza fatti diventa pregiudizio. E il linguaggio senza verità diventa propaganda. Forse anche il giornalismo dovrebbe ripartire da qui. Non dire ai lettori cosa devono pensare. Dare loro abbastanza fatti per poter pensare da soli. Perché non abbiamo bisogno di nuove parole. Abbiamo bisogno di restituire un significato a quelle che possediamo già e, soprattutto, di tornare a usare lo stesso metro con chi ci piace, con chi non ci piace, con chi indossa una divisa, con chi è accusato, con chi è vittima, con chi viene dalla periferia e con chi frequenta i luoghi più esclusivi. Persino con noi stessi.
Perché la prova più difficile della nostra idea di giustizia non arriva quando dobbiamo applicarla a chi ci somiglia. Arriva quando dobbiamo applicarla a chi non sopportiamo.
O a chi pensavamo non ne avrebbe mai avuto bisogno.
È lì che scopriamo se crediamo davvero nella giustizia. O soltanto nella nostra.
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commenti
Blek
24 luglio 2026 21:00
Dice bene,lo stesso metro. Per la morte del nordafricano si è scritto e parlato in lungo e in largo, spesso a sproposito, e si è fatta una guerriglia urbana investendo le forze dell'ordine di tanta violenza agita e parlata. . Per quella di Monica Esposito, invece, una cerimonia funebre composta e niente più ma soprattutto di primo acchito la notizia era comparsa solo su La Verità, tra i vari giornali. Forse perché era italiana cristiana......
Manuel
25 luglio 2026 09:55
In verità, la notizia è comparsa su: RAInews, il Resto del Carlino, Modena Today, SKY tg24, Corriere di Bologna, il Fatto Quotidiano, la Repubblica, il Giornale, Sul Panaro News, Gazzetta di Modena, TRC Modena, Virgilio, ANSA, Il Post, CGIL Modena web, etc., etc.
Blek
25 luglio 2026 21:54
Nella fase iniziale.
danilo
27 luglio 2026 18:06
Che intervento interessante!
Il Pontormo
25 luglio 2026 12:06
Condivido al 200% 👍🏻🎩
Anonimo
25 luglio 2026 20:03
Forse perché è molto più grave se nella morte di qualcuno è coinvolto chi ha giurato di proteggerci piuttosto che un delinquente?
Laura
25 luglio 2026 07:28
Manicheo, cara Beatrice. Manicheo.
Questo termine indica un seguace di un'antica religione che era solita dividere tutto in modo rigido tra bene e male, senza ammettere vie di mezzo o sfumature. Oggi tale criterio riguarda l'appartenenza politica. A=sempre tutto giusto e perfetto; B=sempre sbagliato e negativo.
Virgilio non si sottrae ai tempi che stiamo vivendo anche perché per essere liberi, obiettivi e non manichei bisogna essere culturalmente attrezzati, non ricattabili dal punto di vista economico e mediamente intelligenti.
Governare non è un compito semplice perchè deve tener conto del molteplice e farlo con equilibrio è ancor più complicato.
La strada più semplice per i meno "attrezzati" è quella di seguire pedissequamente la linea del partito, sempre e comunque. Prima o poi si sarà ricompensati.
Ada Ferrari
25 luglio 2026 10:40
Lucida, equilibrata e totalmente condivisibile.
Stefano
25 luglio 2026 13:21
Forse si farebbe un piccolo ma significativo passo in avanti se, nelle aule dei tribunali, al posto della frase "La Legge è uguale per tutti" ci fosse il ben più appropriato e civile principio "La Giustizia è uguale per tutti" ...
Stefano
26 luglio 2026 10:43
E mentre si devasta Bologna in nome di Fakir per un'incauta mobilitazione di piazza indetta da quello scriteriato sindaco Lepore a cui Virgilio non poteva che dare immediata solidarietà ,chissà se son state distrutte auto dei votanti comunisti di quel sindaco, a Berlino viene compiuta una strage con un furgone. Ci avrei scommessa che il terrorista su sarebbe chiamato Mohamed o Abdul e infatti. Chissà se anche per questi morti e feriti qualche sinistro in Italia si sognerà di fare una manifestazione. Ma ne dubito fortemente, essendo un islamico,come prevedibile , il suo autore. Due pesi e due misure dunque. Come nel tifo calcistico.
Manuel
26 luglio 2026 16:06
Caro Stefano,
ti dirò di più: l’islamico ha puntato, con l’auto, il pride di Berlino e la comunità LGTB.
Stai a vedere che il Vannacci abbia trovato gli alleati adatti al fine di estirpare la depravazione occidentale?
Da molto tempo vedo un’affinità tra pensiero nazionalista occidentale e radicalismo islamico. Se poi guardassimo alle convergenze (convenienze) storiche...
Quanta fatica fate voi di destra per essere coerenti... ma capisco, poiché risultare integerrimi, fermi, retti, democratici, imparziali, cristiani, etc., dev’essere un impegno notevolissimo.
Stefano
26 luglio 2026 16:36
Mi dispiace per lei ma non c'è nessuna affinità.
Blek
26 luglio 2026 19:00
Ancora una volta Manuel mi fornisce un assist per dimostrare quanto sia ingenua la sua posizione e poco informata dei fatti della storia e delle ideologie. Ciononostante mantiene il vizietto tipico della sinistra di giudicare laddove tacere sarebbe meglio. L' islam ,quello radicale in particolare, ammesso che abbia un senso la distinzione tra radicale e moderato,da sempre è alleato della sinistra in Europa ,non solo in Italia per destabilizzarla e conquistarla, sfruttando anche la questione propal che da sempre rappresenta la spinta più avanzata in occidente . Da sempre dunque, poco dopo la caduta del nazismo di cui peraltro era stato anche alleato nella grande guerra e nella deportazione degli ebrei nei campi di sterminio nazisti. Famigerate le immagini del gran mufti di Gerusalemme un tal husseini zio di Arafat, a passeggiare tutto allegro per i campi di sterminio con i gerarchia nazisti. Da un dittatura all'altra va sempre bene. Tra le dittature ci si intende di più, soprattutto se il nemico è comune e cioè l'occidente.
Nell' ideologia islamica i gay sono passibili di una punizione (Corano 4:16), ma è nella Sunna che tale condanna diventa la morte (adudawud 4462/4463,sahih al bukhari 5886)...Nessuna condanna a morte o punizione è invece prevista nell'ideologia vannacciana distante anni luce da quella islamica di cui anzi ne chiede la REMIGRAZIONE ritenendola assolutamente incompatibile coi valori della civiltà occidentale , comprendente l'esistenza dei gay che si possono anche non condividere ma non certo ammazzare, anzi lasciati liberi di vivere. L'attentato di Berlino dovrebbe al contrario far riflettere le comunità lgbt,di quanto sia mal riposta la fiducia nell'Islam e nella causa palestinese, visto che a Gaza i gay sarebbero a rischio di morte e che pertanto tanti gazawi omosex fuggono in Israele proprio perché in Israele, unico caso in Medio oriente, la loro esistenza è garantita e tutelata per legge. Quindi è esattamente il contrario di quanto dice Manuel al quale , visti i clamorosi errori a cui va incontro perché non è capace di tacere ( io non mi permetterei mai di esprimere un'idea ,un parere su cose che non conosco) a questo punto rispondo a una domanda da lui in precedenza posta e cioè se sbagliava a non conoscere l'islam per cui gli rispondo che, visti gli assurdi accostamenti tra islam e Vannacci in relazione all ' attentato di Berlino ,gli rispondo che sbaglia eccome, sbaglia di grosso a non conoscere l'islam
E che perciò sbaglia alla grande anche a fare il moralista come si legge nelle sue ultime righe.
Manuel
26 luglio 2026 20:45
Sbaglio tante cose, ma ho imparato a non fidarmi della destra: ipocrita, mendace, indifferente, individualista.
Innanzitutto non sono per nulla sostenitore l’Islam, tant’è che mi dichiaro ateo da molto tempo.
Non ho vergogna a risponderti così poiché, come sempre e come proposto da altri, manipoli la storia ed i fatti a piacimento.
Non hai ricordato come gli USA (e noi europei di conseguenza) abbiano rifornito, finanziato i mujaheddin in Afghanistan già prima dell’invasione sovietica del 1979. Non hai ricordato le partnerships americane con Pakistan e Turchia (quest’ultima diventata pure membro NATO) sempre in funzione anti sovietica. Non hai ricordato le intromissioni USA in Malesia ed Indonesia al fine (sempre sacrosanto) di eliminare i governi, movimenti filo-socialisti, favorendo regimi amici di inevitabile ispirazione islamista.
Tra le tante che dimentico, non ignoro di farti notare le intromissioni recenti in Libia, Siria, Egitto (unico caso dove si è preferito un governo autoritario islamico “moderato” ad uno islamista), Tunisia, grazie alle quali si è favorito un controllo (in Siria si può definire oppressione) islamista... il tutto a fin di bene.
L’occidente democratico, progressista, civile è anche questo, è anche molto di questo.
Chi semina vento, si sa, raccoglie tempesta e, forse, siamo arrivati a quel momento.
Donca, te’ podet cuntaala soave, ma me sunti miia pirliin.
Blek
27 luglio 2026 05:45
Manipolo la storia? E magari il Corano l'ho scritto io? Stiamo al fatto e a tanti altri simili oltre che all'ideologia che li sostiene. Negare questo collegamento e che l 'appoggio che l'estremismo islamico ha ampiamente avuto in Europa, non viene certo dalla destra, questo è mistificare e manipolare. Poi puo 'anche fare un articolo sull'invasione dell' Afghanistan da parte dell'Unione sovietica. A proposito di Vannacci che tira a sproposito in causa per l'attentato di Berlino , ecco cosa lo stesso dice " ora cari sinistri,continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l'immigrazione di massa dai paesi islamici. E soprattutto continuate a sostenere che l'atto terroristico di Salirm El Koudri a Modena fosse solo il gesto di uno squilibrato..magari anche questo Abdul si farà portare un Vangelo " E a lei dico,continui a parlare dell'Afghanistan ai tempi dell'invasione sovietica, senz'altro troverà la quadra di tutto.
Manuel
27 luglio 2026 17:23
Mistifichi perché è difficile arrampicarsi sugli specchi!
L’Afghanistan è simbolico poiché lì gli americani hanno allevato tutte le generazioni islamiste radicali seguenti... se non lo sai è grave.
È lì che hanno cresciuto i Bin Laden e tutti gli altri!... che ci ritroviamo tra i coglioni, specialmente in Europa.
Gaza c’entra niente con l’appoggio al terrorismo islamico e le manifestazioni gigantesche che si sono susseguite in tutto il mondo, hanno solo voluto svegliare i potenti del globo (in particolare gli USA) che ci trovavamo (e ci troviamo) di fronte ad un olocausto, una nuova soluzione finale.
Si è, forse, aspettato troppo da noi a protestare contro un progetto genocida già pianificato, ma almeno non abbiamo fatto come novant’anni fa.
Vannacci può blaterare fin che vuole: a me non deve convincere.
Non dovrà deludere il suo popolo smarrito, confuso e trovare nemici plausibili da poter odiare senza esserne travolto.
PS: te lo ripeto ancora, cioè, con me fare il cantastorie o strimpellare il flauto, non funziona, quindi se lo vuoi esibire in privato ai tuoi seguaci, bene, sennò, in pubblico, troverai contrasto.
Blek
28 luglio 2026 18:54
A me pare che lei, punto sul vivo, stia delirando a tutto spiano. Ma visto che dice che mistifico,perché arrampicarmi sugli specchi è difficile, mi dica dove mistifico. Nelle citazioni del Corano e della sunna e nel loro collegamento con l'atto terroristico? Nel dire che a Gaza gli lgbt..non se la passerebbero proprio bene, e che in Israele invece sono tutelati? Sono ansioso di saperlo per vedere fino a che punto arriva.
Blek
29 luglio 2026 21:00
Se no,signor Manuel, le posso citare quanto disse in Iran l'ayatollah Abdollah Javadi Amoli nell' aprile 2012 a proposito degli omosessuali. Disse che erano inferiori ai cani e ai maiali, perché le bestie non si comportano al modo degli omosessuali. Sto mistificando? Vada su internet e troverà facilmente la sua bella predica. Ma visto che nonostante Berlino, l'islam continua a piacere tanto agli attivisti lgbt.., al punto da arrivare a chiedere scusa a Maometto per l'attentato di Abdul, ed augurarsi dal palco ,poco dopo il tragico fatto, che l'attentatore fosse un bianco cristiano, anziché preoccuparsi delle vittime, vien da pensare che il lavaggio del cervello che si è compiuto negli ultimi decenni su tante persone, sia di una gravità tale che ormai con costoro non si pone più neanche il problema di chi stia veramente mistificando, ma di chi abbia raggiunto livelli di follia irreparabile.
Costanza
27 luglio 2026 05:35
Un articolo che fa riflettere e, soprattutto, invita a farlo. Dispiace però constatare, leggendo alcuni commenti, quanto sia ancora difficile andare oltre gli schieramenti. Stiamo vivendo un periodo storico davvero complesso, nel quale il confronto dovrebbe aiutarci a comprendere, non soltanto a dividerci.
Blek
27 luglio 2026 07:38
Il problema signora Costanza non è dividerci , che rientra nell'ordine naturale delle cose, ma cercare di capire, senza le fette di salame sugli occhi.