5 giugno 2026

Cremonese, si chiude l'era Giacchetta: una storia di grandi vittorie e dolorosi fallimenti

Dopo quasi due settimane dalla rovinosa retrocessione in Serie B della Cremonese — e l’annunciata riflessione da parte della società — dal centro sportivo di via Postumia, si è levata la prima fumata bianca che di fatto ha aperto la stagione 2026/27. La società ha ufficializzato l’addio di Simone Giacchetta, che è stato sollevato dal ruolo di direttore sportivo. Si chiude così un percorso durato cinque anni e segnato da fortune alterne, una conclusione che sancisce la necessità di un rinnovamento nell'area tecnica grigiorossa, aprendo formalmente un nuovo capitolo a cui manca ancora l’intestazione con il nome del suo successore.

Dalla storica promozione in serie A alla prima dolorosa retrocessione

Simone Giacchetta è arrivato a Cremona nell'estate del 2021 reduce da cinque stagioni all’AlbinoLeffe. Durante la sua prima stagione, lavorando in sinergia con il direttore generale Ariedo Braida, ha allestito una rosa competitiva attraverso l'innesto di giovani di valore presi in prestito, tra cui si ricordano il portiere Carnesecchi, il difensore Okoli e i centrocampisti Fagioli e Gaetano, oltre agli esterni Sernicola e Zanimacchia. Gruppo che, alla guida di Pecchia, ha ottenuto la promozione in Serie A al termine del campionato 2021/22, riportando il club nella massima serie dopo ventisei anni. L'addio dell'allenatore campano ha guastato il clima dei festeggiamenti, gettando le fondamenta per un'annata in Serie A fallimentare. Gli investimenti sul mercato, che hanno visto l'arrivo di Alvini — allenatore esordiente in Serie A — ed a titolo definitivo di profili onerosi come Cyriel Dessers, David Okereke, Charles Pickel e Felix Afena-Gyan,

Gli sforzi sul mercato, culminati in un mercato di riparazione insufficiente e in una sostituzione in panchina avvenuta fuori tempo massimo, sono stati vanificati dall'assenza di risultati concreti. L'operato del direttore sportivo è finito al centro delle contestazioni dei sostenitori, che gli hanno imputato sia le lacune nella costruzione del gruppo e nella gestione tecnica, sia l'emarginazione di una figura come Ariedo Braida, individuando in queste scelte i fattori determinanti della retrocessione.

2023-2025: La grande delusione e la grande rivincita a fianco di Stroppa

Con l’obiettivo di centrare la promozione immediata, la dirigenza ha affrontato il campionato di Serie B 2023/24 puntando su profili di spessore. Oltre agli innesti di esperienza rappresentati da Franco Vázquez e Massimo Coda — ma anche flop come Bertolacci e Mayer — la rosa è stata potenziata con gli acquisti a titolo definitivo di Michele Collocolo e, durante la sessione invernale, di Dennis Johnsen, per sostenere il gruppo nella corsa verso il ritorno in massima serie. Investimenti importanti, che non sono riusciti ad evitare un finale di stagione in picchiata, ha compromesso sia la promozione diretta che la finale dei playoff contro il Venezia. Quella bruciante amarezza venne superata l'anno seguente sotto la guida risoluta di mister Stroppa. In una stagione caratterizzata da un temporaneo cambio alla guida tecnica prima del definitivo reintegro dell'allenatore di Mulazzano, la forza di un collettivo unito e volitivo si è rivelata decisiva per raddrizzare le sorti del campionato e raggiungere l'obiettivo.

2025/26: investimenti ed aspettative tradite e il verdetto definitivo

La conferma di Simone Giacchetta, giunta solo dopo una prolungata fase di riflessione, fu figlia dei primi dubbi sorti nell'estate del 2025. La proprietà era infatti determinata a centrare quella salvezza sfumata in modo maldestro soltanto due stagioni prima. Una conferma che ha dato di fatto carta bianca al ds per accontentare Davide Nicola, che nel frattempo aveva spodestato dalla panchina Stroppa. Una campagna acquisti altisonante ed economicamente rilevante, dove Giacchetta di fatto ha esaudito ogni desiderio del tecnico, impreziosito dall'arrivo di giocatori dell'attaccante Jamie Vardy come ciliegina sulla torta.

La cronaca recente racconta di un declino inaspettato: dopo una partenza promettente che lasciava presagire il raggiungimento dell'obiettivo, un vero e proprio "buco nero" ha travolto l'intero ambiente. Allenatori, calciatori e una dirigenza incapace di governare la crisi si sono ritrovati alla deriva, senza riuscire a stabilizzare la situazione. Gli interventi tardivi del mercato invernale, caratterizzati da investimenti onerosi e da un avvicendamento tecnico ormai inutile, hanno confermato un limite strutturale: il successo di un progetto sportivo non può prescindere da una leadership societaria autorevole. È fondamentale una dirigenza che si assuma la piena responsabilità delle decisioni e garantisca la disciplina di un gruppo che deve onorare la maglia e il rispetto dei propri sostenitori. Il bilancio e i requisiti per il nuovo corso societario L'epilogo della gestione Giacchetta è segnato dalla retrocessione: se la salvezza lo avrebbe consacrato, il ritorno in B ha sancito l'inevitabile separazione. Il Direttore Sportivo esce di scena pagando per le proprie responsabilità, ma anche per le mancanze di una struttura dirigenziale che opera nell'ombra; per questo, l'auspicio è che il restyling dei quadri tecnici grigiorossi sia solo all'inizio. L'analisi del suo percorso evidenzia due carenze principali: l'inesperienza che ha pesato nel primo anno di Serie A e, in questa seconda parentesi, l'incapacità di correggere tempestivamente le lacune tecniche derivanti dalle scelte dell'allenatore. A ciò si aggiunge l'assenza totale di confronto con la piazza, di cui è sempre stato l'unico, ma silenzioso, referente societario.

Al di là degli esiti negativi dell'ultimo campionato, l'operato di Simone Giacchetta rimane indissolubilmente legato a una fase significativa e vincente della storia dell'U.S. Cremonese, caratterizzata dallo storico ritorno nella massima serie e da due stagioni in serie B ad alto livello. Ora tocca alla proprietà individuare un sostituto in tempi rapidi per cominciare a pianificare la sessione estiva di calciomercato e scegliere — o confermare — la guida tecnica. L'avvio di un nuovo ciclo tecnico richiede l'individuazione di un direttore sportivo che unisca a un curriculum di alto profilo una spiccata autorevolezza e fermezza morale. Tale figura dovrà godere di una piena indipendenza operativa e decisionale nella gestione dello spogliatoio, assicurando un monitoraggio quotidiano che responsabilizzi i tesserati ed eviti che le mancanze comunicative della società diventino un alibi per il gruppo come colpevolmente accaduto nella passata stagione. Parallelamente, sarà bene promuovere un dialogo aperto e costante con i tifosi, presupposto indispensabile per ricostruire un legame di fiducia verso coloro che sono e resteranno sempre i i custodi dei valori morali e sportivi dell’US Cremonese. In assenza di questi requisiti, il semplice cambio della guardia in ambito dirigenziale potrebbe rivelarsi insufficiente per il necessario rilancio in una categoria che non ammette errori di presunzione.

Daniele Gazzaniga


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commenti


Enrica

5 giugno 2026 10:46

Era ora l'avrò detto mille volte che dovevano mandarlo via!