26 giugno 2026

Diplomi conseguiti con il sudore della fronte sì, ma non solo a causa dello studio: esami di maturità in aule infuocate, in tutta la provincia

Di questi tempi, parlare della maturità è d’obbligo: si commentano e si criticano le tracce degli scritti e si rincorrono le novità e gli argomenti dei colloqui. Non passano sotto silenzio nemmeno i discutibili festeggiamenti a base di spumante scadente - “da spruzzo” - uova, farina e quant’altro, con cui vengono bombardati ed imbrattati i neodiplomati ed i marciapiedi, davanti ai portoni ed ai cancelli degli edifici scolastici, terminate le fatiche degli orali. Ed ovviamente – guai a non farlo - si celebrano i cento: sempre tanti, tantissimi, sempre di più. Poco o nulla si sente, invece, a proposito delle condizioni proibitive, roventi, in cui si svolgono le prove. Ed allora lo facciamo noi: è bene sapere che gli esami, alle medie inferiori e superiori, avvengono, di norma, in aule, spesso sprovviste di tapparelle e colpite da un sole spietato, per buona parte del giorno. Il tasso di umidità è elevatissimo, specie nei laboratori informatici. L’unico ausilio, fornito dalla scuola o addirittura portato da casa dai docenti disperati, è qualche sparuto ventilatore a stelo, di frequente, pure un po’ scassato: che, cioè, magari, non ruota più ed ha delle velocità tragicamente fuori uso. Una bella idea consiste nel mettere le commissioni nei seminterrati, ma lo si può fare solo per qualcuna di esse ed in presenza dell’agibilità. Insomma, pensare di rimanere relativamente freschi, con siffatte, miserrime risorse, è ingenuamente utopico: insegnanti e studenti, al termine della giornata, escono accaldati, disidratati, sudati, provati e - perché negarlo? – anche puzzolenti: del resto, sono esseri umani, mica androidi. 

I dati a disposizione forniscono una fotografia impietosa della realtà: a livello nazionale, solo 4.457 plessi, ovvero il 7,42% del totale, sono provvisti di impianti di condizionamento e di ventilazione. La Lombardia è il fanalino di coda con una percentuale pari al 6,4% contro il 26,4% delle Marche, il 15,7% della Sardegna, il 9,7% del Veneto, il 7,8% dell’Emilia Romagna, il 7,7% della Valle d’Aosta ed il 6,6% della Calabria e della Liguria. Sì, perché, in genere, nelle scuole italiane, i condizionatori sono appannaggio esclusivo degli uffici (delle segreterie e della presidenza) e di alcune aule magne. Professori ed alunni boccheggiano sino a circa metà luglio, per riprendere nell’ultima settimana d’agosto, in occasione dei recuperi delle materie risultate insufficienti, negli scrutini di giugno: si tratta dei vecchi esami di riparazione - di settembre -, ormai drammaticamente anticipati al mese precedente, appena dopo ferragosto. 

Nel Cremonese, i fondi del P.N.R.R. sono stati usati per potenziare la strumentazione tecnologica e l’offerta formativa. La vivibilità e la salubrità degli ambienti non sono migliorati in maniera significativa o non lo sono affatto. Dunque, dal caldo infernale, nel 2026, ci si difende ancora con bottigliette d’acqua e ventagli, classici o a batterie. Le eccezioni, nel nostro territorio, sono rarissime. Tra le privilegiate con aria condizionata, intorno alla città, figurerebbe unicamente una succursale dell’I.T.I.S. “G. Galilei”, a Crema. Sempre nel Cremasco, a far riflettere, è la situazione borderline dell'I.I.S. “P. Sraffa”, dotato, dai suoi albori, di bocchette, senza che però il tutto sia mai stato concluso ed entrato in funzione. In città, l’istituto “L. Einaudi”, intorno al 2020, ha subito interventi di isolamento termico e sono stati rinnovati completamente gli infissi, eppure, tali lavori, lì come altrove, non riescono, da soli, ad essere risolutivi. Niente di rilevante neanche a Casalmaggiore. Difficile, quindi, alla luce di simili criticità strutturali, attuare il famoso o famigerato “Piano Estate”, promosso e caldeggiato – si perdoni il gioco di parole - dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. 

E, va sottolineato, non se la passano meglio gli asili, aperti fino al 30 giugno. Chi si occupa delle ispezioni di vigilanza programmata, per conto di ATS, conferma: “I dirigenti ci chiedono indicazioni per proteggere i più piccoli. Purtroppo, non siamo in grado di fornire chissà quali soluzioni e suggerimenti. Le alternative sono ovvie, per non dire banali: o si acquistano dei climatizzatori o si chiude”.

Già: severo e giusto insieme…

 

Barbara Bozzi


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commenti


stefano ETN

26 giugno 2026 19:59

Noi anziani (maturità dal 48 al 90) siamo stati più fortunati. Gli scritti della maturità avevano luogo ai primi di luglio, e gli orali si protraevano fino anche al 25 (25 luglio...che fortuna...anche per gli insegnanti). Se fosse servito, ogni scuola superiore, naturalmente, era tassativamente dotata di adeguati impianti di condizionamento, così come le residenze del 98% degli studenti, per cui prepararsi, ai tempi, era molto meno pesante. Il bello è che comunque non serviva mai! I mesi di giugno e luglio erano sempre freschissimi (media diurna 12-14 gradi Celsius), e addirittura qualcuno si presentava davanti alla commissione col maglioncino di lana. Al seguito, nelle bottiglie termiche, quasi tutti si portavano the caldo. Poi il cambiamento climatico ha cambiato tutto, peccato...

Luisa

26 giugno 2026 20:25

I soldi nelle scuole si spendono ogni anno e anche molti ma non sempre in modo razionale. I dirigenti sono ormai dei meri burocrati che danno mandati di pagamento a ciò che viene deciso dai dirigenti romani (sedie con le rotelle, LIM, sanificatori d'aria ecc.). Nessuno pensa più col proprio cervello e in base a ciò che serve davvero ad una scuola. E se i dirigenti scolastici sono diventati androidi non pensanti, pecore ordinate per non perdere i privilegi del ruolo o incappare in sedi scomode se non si allineano (a destra come a sinistra), immaginatevi a cosa si è ridotta la scuola che dovrebbe formare i cittadini del futuro. Solo greggi non pensanti. A questa è stata ridotta la scuola. E non dal caldo.

Franz

26 giugno 2026 20:43

I media informano puntualmente sullo "stupidario" che accompagna questi esami; finalmente qualcuno che solleva un problema pratico che, se risolto, aiuterebbe moltissimo ad affrontare più seriamente e serenamente questa prova.

Dario

27 giugno 2026 01:51

Caldo e disagi nelle scuole primarie: una sfida per bambini e docenti
Con l’arrivo delle alte temperature, frequentare la scuola diventa sempre più difficile per bambini e insegnanti. Le ondate di calore che negli ultimi anni hanno interessato l’Italia stanno creando notevoli disagi all’interno degli edifici scolastici, soprattutto nelle scuole primarie, dove molte aule non sono adeguatamente climatizzate. Secondo diverse segnalazioni provenienti da scuole italiane, le temperature in classe possono superare i 35 gradi, rendendo complicate le attività didattiche quotidiane.
I bambini sono tra le categorie più vulnerabili al caldo intenso. In ambienti troppo caldi possono manifestare stanchezza, difficoltà di concentrazione, mal di testa e disidratazione. Anche svolgere semplici attività scolastiche, come leggere, scrivere o partecipare a lavori di gruppo, diventa più faticoso quando la temperatura è elevata. Gli esperti sottolineano che il caldo eccessivo può influire negativamente sull’apprendimento e sul benessere psicofisico degli alunni.
Le difficoltà riguardano anche i docenti, che sono chiamati a garantire attenzione, sicurezza e qualità dell’insegnamento in condizioni spesso poco favorevoli. Molti insegnanti segnalano ambienti surriscaldati, scarsa ventilazione e condizioni di lavoro particolarmente impegnative durante i periodi di afa intensa.
Il problema è aggravato dal fatto che solo una piccola parte degli edifici scolastici italiani dispone di sistemi di climatizzazione adeguati. Numerose strutture sono state costruite molti anni fa e non sono state progettate per affrontare le temperature elevate che oggi si registrano sempre più frequentemente.
Per ridurre i disagi, molte scuole adottano alcune semplici strategie: mantenere una corretta idratazione, favorire il ricambio d’aria nelle ore più fresche, limitare le attività fisiche durante i momenti più caldi della giornata e utilizzare ventilatori dove possibile. Tuttavia, gli esperti ritengono necessari interventi strutturali più ampi per rendere gli edifici scolastici più sicuri e confortevoli.
Il cambiamento climatico rende sempre più urgente affrontare questa problematica. Garantire ambienti scolastici adeguati significa tutelare il diritto allo studio dei bambini e il benessere di tutto il personale scolastico. Investire in scuole più moderne, sostenibili e resilienti rappresenta una scelta importante per il futuro dell’istruzione e della società.
Se poi si organizzano riunioni per i docenti nelle ore piu' calde si aumenta ancora di piu' il disagio fisico con il pericolo di malessere per la salute dei docenti , in strutture prive di aria condizonata e di purificatori .
In questo periodo di caldo ,dove e' possibile, evitiamo le ore pomeridiane e diamo la possibilita' ai docenti di collegarsi da casa per le riunioni e collegi di plesso,per una soluzione piu' umana e salutare . Pensiamo ai docenti come preziosi e indispensabili esseri umani da mantenere in salute e non come pedine da spostare e organizzare per ragioni burocratiche.Fare riunioni docenti con questo caldo crea disagi fisici e mentali, causati nel trovarsi in tante persone in ambienti non adeguatamente areati e climatizzati , piu' simili a una sauna che a un sala per riunioni.Spero che tutto questo faccia riflettere sulle prorita' dei lavori da effettuare nelle scuole in genere e in particolare nelle scuole primarie ,dove i bambini ,vista la giovane eta',sono piu' fragili e hanno bisogno di ambienti piu' salutari .
Con maggiori controlli per la sicurezza edilizia strutturale scolastica e con interventi di ristrutturazione dove si evidenzino criticita' ,si migliora la situazione ambientale e la sicurezza degli edifici scolastici e si ottiene un percorso formativo scolastico dei nostri alunni e dei docenti piu' vivibile e di maggiore qualita'.

Giovanna

27 giugno 2026 06:52

Non c'è ufficio comunale o statale privo di aria condizionata. Stanno tutti comodamente a lavorare al fresco ecco perchè non si preoccupano troppo di chi lavora, studia e gioca al caldo. È il fallimento della politica come capacità di risolvere i problemi trasformata nella capacità di rimandare le soluzioni. Siamo un paese che NON PROGRAMMA, NON PREVEDE, NON SA TROVARE SOLUZIONI.
Però sa trovare 500.000 subito per Tanta Robba Festival e Forte Fortissimo, poi lascia i giovani a fare esami o a svolgere attività didattica negli asili, scuole materne, elementari o a fare esami alle medie o alle superiori peggio che nelle stalle senza alcun tipo di refrigerio. È una vergogna!
Il problema è noto da tempo ma l'Assessore Mozzi in un anno non ha fatto nulla. Dicasi NULLA. Semplicemente perchè nel suo ufficio c'è l'aria condizionata.Gli altri si arrangiano...
Leggetevi le dichiarazioni.
L'Assessora all'Istruzione, Roberta Mozzi, conosce bene il problema: «Già lo scorso anno ho chiesto al settore Manutenzione di valutare in modo complessivo l'adeguamento dei vari plessi rispetto alle ondate di calore come quella in corso, con cui probabilmente dovremo fare i conti spesso. Gli approfondimenti hanno evidenziato criticità oggettive legate soprattutto alle caratteristiche strutturali degli edifici, spesso vincolati e di una certa età. Ai tecnici è stato chiesto di predisporre una programmazione finalizzata ad un adeguamento progressivo, individuando quelli realizzabili nel medio e lungo periodo».

marco

27 giugno 2026 09:44

Se non veniva resa pubblica la situazione della materna del Martini dove non eran presenti ventilatori e l'unica pala in sala pranzo risulta guasta da un anno nonostante le richieste, i ventilatori arrivati sarebbero ancora nei negozio.
E le scuole dell'infanzia sono aperte fino al 10/07.
Ma veramente siamo a questo punto????
Va' bene le strutture vecchie ma in tanti uffici comunali hanno risolto con i condizionatori/deumidificatori portatili

Matteo

27 giugno 2026 11:31

Infatti. Se chi deve provvedere al benessere altrui sta chiuso nel suo ufficio al fresco, non capisce la situazione che patiscono gli altri al caldo. Fanno fare studi di fattibilità, fanno perdere tempo e poi aspettano che il caldo passi. Gli assessori che lavorano così meriterebbero di lavorare all'aperto... nei campi di pomodori. Forse capirebbero.

Fabrizio

27 giugno 2026 07:16

Ho due figli che hanno fatto uno la maturità e l'altro l'esame di terza media. Mi hanno raccontato una cosa assurda che voglio condividere, perchè sono rimasto senza parole quando l'ho appresa. In entrambe le aule d'esame (superiore e media) c'era un "pinguino" portatile per refrigerare l'ambiente. Peccato che il tubo di espulsione dell'aria calda era appoggiato sulla finestra aperta (perchè non dotata di foro di espulsione dedicato).
Ora mi chiedo: se c'è una macchina per il condizionamento e poi si lascia la finestra aperta per il tubo di espulsione si spreca solo energia e non si ottiene l'abbassamento di temperatura desiderato. E mi pongo questa ulteriore domanda: un preside, gli insegnanti e i tecnici non ci arrivano da soli?
A chi compete fare un foro di sfiato per ottimizzare il funzionamento del pinguino?
Mi sembrano tutti una manica di imbecilli incapaci di organizzare le cose con un minimo di competenza. E poi rilasciano anche i diplomi di maturità...

Manuel

27 giugno 2026 11:50

Guarda che è così dappertutto, pubblico o privato.
Se le aule godessero di condizionatori, cosa legittima in occasione di ondate di calore, vedrebbero bene di non chiudere la porta o di socchiudere la finestra: così c’è un po’ di giro d’aria...
Dove lavoro io, l’aria condizionata funziona, ma lasciano aperte le porte, così non ci si deve sbattere ad aprire in caso di consegne... e poi le luci accese di giorno, auto e camion accesi durante la sosta, tanto non la pago io la benzina.
... e i rifiuti? Ma sì, non che tutte le volte debba distinguere, far due passi, meglio tutto insieme senza levare il c...
È la società dei consumi, con le sue piccole grandi apatie, piccole grandi contraddizioni, piccoli grandi egoismi.

Gianluca

27 giugno 2026 12:25

Concordo. Ma con una precisazione. Nelle scuole vanno I figli di tutti. E stiamo tirando su ragazzi che vedono:
- poca attenzione nei loro confronti
- spreco
- condizioni non accettabili a fronte di mezzi presenti e mal utilizzati
- menefreghismo
- chissene tanto paga qualcun'altro
- il pubblico non mi appartiene
Poi non lamentatevi dei giovani. Fanno ciò che gli avete insegnato a fare e fatto vivere sulla loro pelle!

Manuel

27 giugno 2026 14:36

A grandi linee è così.

Barbara

27 giugno 2026 21:56

Gentile Fabrizio, la competenza a cui fa riferimento è del Comune e della Provincia, a seconda che si parli di asili, medie o superiori. Quella che nel suo commento viene definita una “manica di imbecilli” sa quanto lei che, per i condizionatori portatili, occorre praticare il celeberrimo foro, ma non può far mettere mano alla struttura scolastica in maniera arbitraria ed estemporanea.
Tra i compiti degli insegnanti rientrano invece, a pieno titolo, le varie fasi della maturità, nel rispetto dell’ordinanza ministeriale.
L’orale è pubblico e la porta deve essere lasciata aperta per questo motivo.

Può verificare su Google: "Il Dirigente Scolastico non può far eseguire autonomamente il buco nella parete. Interventi strutturali e modifiche murarie spettano esclusivamente all'Ente Locale proprietario dell'edificio (il Comune per le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado; la Provincia o la Città Metropolitana per le scuole secondarie di secondo grado). Il muro perimetrale e le facciate sono parti strutturali dell'immobile tutelate anche in merito al decoro architettonico. Una foratura non autorizzata potrebbe: violare i regolamenti edilizi dell'ente proprietario; compromettere la stabilità o l'isolamento termo-acustico dell'edificio; invalidare le certificazioni di sicurezza e antincendio dell'edificio, di cui il Dirigente è responsabile, in qualità di Datore di Lavoro. La procedura corretta prevede che il Dirigente Scolastico inoltri una richiesta formale all'Ente Locale per ottenere l'autorizzazione all'installazione del climatizzatore e l'esecuzione dell'opera, tramite ditte specializzate".

Ed ancora: "Durante l'esame di maturità, la porta dell'aula deve rimanere aperta. La prova orale è infatti un atto pubblico e le norme ministeriali stabiliscono che il colloquio deve svolgersi in aule aperte per garantire la massima trasparenza. All'esame può assistere chiunque, compresi amici, genitori o studenti che non hanno ancora sostenuto la prova. Tuttavia, la commissione ha il potere di allontanare il pubblico o far chiudere la porta, qualora il comportamento degli spettatori crei confusione o disturbi lo svolgimento regolare dell'esame".

Grazie per aver favorito il chiarimento.

Manuel

28 giugno 2026 05:54

Ottima spiegazione, della quale ringrazio, ma sarebbe meglio dire ringraziamo.
Dopodiché, come in tanti intoppii burocratici, la buona volontà e la fantasia, aiutano a superare le difficoltà.
Esempio: se una porta dovesse rimanere aperta onde favorire la pubblica audizione di un pubblico esame, sarebbe sufficiente predisporre un tendone innanzi la porta medesima e si garantirebbe miglior resa l’impianto di condizionamento, come il rispetto i dettami ministeriali.
Sui buchi nei muri, dovrà darsi da fare il dirigente, ma come tante cose in Italia, non si affrontano i problemi sino all’emergenza: lo vediamo tutti i giorni, dappertutto, perché del cambiamento climatico (ad es.) se ne parla da decenni, eppure...

Daniele

28 giugno 2026 07:47

Dunque finestra aperta, porta aperta e condizionatore a palla (ma che non può raffrescare per le evidenti dispersioni).
Soluzioni?
Perchè senza soliluzioni continueremo ad avere insegnanti e studenti, al termine della giornata, accaldati, disidratati, sudati, provati e anche puzzolenti.
La maturità di un popolo si vede anche da queste piccole cose. Lamentarsi e basta non conduce da nessuna parte. Possibile che per fare un buco nella finestra e rendere efficiente un condizionatore ci voglia la stessa commissione di esperti del Ponte di Messina?
Questo è il mio parere, da genitore, che ha sentito dalla propria figlia le stesse cose raccontate dal figlio di Fabrizio. E nella classe ci sono stati altri 22 ragazzi che hanno fatto l'esame quel giorno. E se lo pensano ragazzi ormai maturi... dobbiamo porci qualche pensiero sulla maturità di tutti gli adulti coinvolti!

Riccarda

28 giugno 2026 09:05

Leggo che nel cremonese i fondi del P.N.R.R. non sono stati usati per migliorare la vivibilità e la salubrità degli ambienti. In più nelle scuole dove ci sono i condizionatori portatili questi non vengono usati in modo corretto.
Delle due l'una: o ci siete o ci fate.

Monica

29 giugno 2026 12:54

Mi scusi ma nessun preside, docente ecc...è autorizzato a fare buchi nei muri di un'aula scolastica. Gli edifici sono della Provincia che non rilascia certo autorizzazioni o paga dei tecnici per un foro che serve 16 giorni l'anno. (Ci sono lavori che attendono da ANNI e Le assicuro che i Dirigenti Scolastici hanno un bel sollecitare...). Le sue parole mi paiono gratuitamente pesanti e offensive.

Gianni

29 giugno 2026 13:44

Si può fare un foro chiudibile nel vetro della finestra.
Spero sia una Dirigente e che abbia letto da dove è partita la riflessione di molti genitori che hanno i figli a scuola e che dall'ultima settimana di maggio hanno finito le lezioni e iniziato e finito gli esami in condizioni non ottimali.
Rilegga per favore ciò che ha scritto la prof.ssa Bozzi: "bene sapere che gli esami, alle medie inferiori e superiori, avvengono, di norma, in aule, spesso sprovviste di tapparelle e colpite da un sole spietato, per buona parte del giorno. Il tasso di umidità è elevatissimo, specie nei laboratori informatici. L’unico ausilio, fornito dalla scuola o addirittura portato da casa dai docenti disperati, è qualche sparuto ventilatore a stelo, di frequente, pure un po’ scassato: che, cioè, magari, non ruota più ed ha delle velocità tragicamente fuori uso...".
È dal mondo della scuola che provengono alcune riflessioni. Se poi le parole " o ci siete o ci fate" paiono gratuitamente pesanti e offensive, rifletta...

Gianluca

28 giugno 2026 09:17

Antonio Gramsci odiava gli indifferenti e il loro piagnisteo di eterni innocenti.
C'è un problema? Lo si affronta! E lo si risolve!
Nella scuola ci sono docenti, dirigenti scolastici e sovraordinati assessori, sindaci e presidenti di provincia. Possibile che nessuno, oltre a lamentarsi che qualcun altro "non faccia" si rifugi sempre nel Ministero dell’Istruzione e del Merito?
Non siete capaci, pur avendoli, a far funzionare correttamente i pinguini che avete... ma cosa volete insegnare?
L'arrendevolezza dei docenti è disarmante. E noi vi affidiamo i nostri figli. Pensateci ogni tanto.

Giuliano

28 giugno 2026 10:59

Diceva Giuseppe Tomasi di Lampedusa “Prendete un problema di qualunque natura (politico, sociale, culturale, tecnico o altro) e datelo da risolvere a due italiani: uno milanese e l'altro siciliano. Dopo un giorno, il siciliano avrà dieci idee per risolvere questo problema, il milanese nemmeno una. Dopo due giorni, il siciliano avrà cento idee per risolvere questo problema, il milanese nessuna. Dopo tre giorni, il siciliano avrà mille idee per risolvere questo problema, e il milanese lo avrà già risolto.”
L'unità d'Italia si è finalmente compiuta. Forza Cremona Sud (unica uscita dell'autostrada).

Stefano

4 luglio 2026 05:40

Quarto mondo…..