Tre Persone per un unico amore che salva
In questa prima domenica che segue immediatamente il Tempo Pasquale, la liturgia ci invita a fissare il nostro sguardo sul mistero di Dio: Padre, Figlio e Spirito Santo.
Nel corso dei secoli i cristiani d’Oriente e d’Occidente hanno indagato il significato della fede della Chiesa che afferma “un solo Dio in tre Persone”, una riflessione millenaria, la cui ricerca si può ridurre a due grandi domande: “Come l’Unico Dio è Tre?” e, partendo dall’opposto versante, “Come i Tre sono una sola realtà divina?”. Pur essendo una religione monoteista, effettivamente, il cristianesimo lo è in un modo unico, assai diverso dall’ebraismo da cui proviene o dall’islam.
Dopo questa premessa, mi piace mettermi in ascolto del Vangelo che oggi si proclama e constatare come in questo giorno che ci invita alla contemplazione di Dio, siamo chiamati a fermarci su un’idea semplicissima e bellissima. Oggi non guardiamo Dio per “quel che è” con la pretesa di capirlo, ma lo contempliamo “per quel che fa” per noi, perché solo così possiamo conoscerlo senza correre il rischio di mettere in Lui i nostri pensieri e le nostre visioni ristrette.
È a partire dalla Sua opera che possiamo dire qualcosa di Lui, perché è solo nella storia che il suo volto si manifesta realmente: il Dio che crea, il Dio che salva, il Dio che libera, il Dio che guarisce, il Dio che accompagna la nostra vita.
Di Dio possiamo dire che è Padre e Figlio e Spirito Santo, perché così si è manifestato nella storia: il Padre mandando il Figlio per amore degli uomini e continuando a mandare lo Spirito Santo; il Figlio mostrandoci il volto amorevole del Padre e donandoci lo Spirito Santo; lo Spirito sostenendo il cammino dei cristiani nel corso dei secoli.
Parlando con Nicodemo, Gesù gli rivela ciò che è essenziale per conoscere chi è Dio. All’uomo che è maestro in Israele, Gesù non presenta un discorso difficile, fissandosi sui dettagli della Scrittura, come un dottore della Legge avrebbe voluto sentirsi dire. A Nicodemo, e a noi che oggi leggiamo questo passo del vangelo, Gesù insegna a conoscere Dio a partire da come Egli si è fatto conoscere nella vita del Figlio fatto uomo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui» (cfr. Gv 3,16-17).
Se è giusto che con la riflessione si cerchi di rispondere ai dubbi della ragione che si presentano in noi pensando l’Uno che è Tre e i Tre che sono Uno, è prima di tutto essenziale credere e accogliere l'amore che proviene dal Padre attraverso il Figlio guidati dalla forza dello Spirito Santo. Conosciamo Dio se ci lasciamo immergere in questa storia d’amore, facendola nostra e diventandone collaboratori, coprotagonisti con Lui che è Padre e Figlio e Spirito. Conosciamo Dio se ci lasciamo abbracciare dalla sua volontà benevola verso ciascuno di noi.
Questo è il senso e il significato di questa festa che oggi celebriamo, festa che ci fa ripercorrere la storia della salvezza, iniziata con la creazione, mostrata nella sua pienezza con l’incarnazione e la Pasqua di Gesù, resa permanente con la pentecoste, riconoscendo che Dio ha fatto tutto questo per noi, per me. Solo da qui ci è possibile intuire interiormente che Dio è Trinità, perché Egli è per me, perché mi vuole bene in Tre Persone che mi amano creandomi, perdonandomi, accompagnandomi.
Celebriamo questa festa non per capire ma soprattutto e prima di tutto per ricordarci che siamo immersi nell’amore di Dio e, “naufragando in questo mare”, guardare a Dio per vivere più profondamente di Lui, per chiederGli di diventare noi stessi sempre più simili a Lui, fatti dello stesso mare d’amore che è la Sua sostanza, la sua identità. Imparando ad amare come Lui ci ha amato e continua ad amarci, percepiamo che il mistero della Trinità non è un concetto, ma una relazione da vivere. E quanto più vivremo in questa relazione d'amore, tanto più potremo incontrare veramente Dio nella sua identità: tenerezza, misericordia, perdono, giustizia che vuole la salvezza e non la condanna per gli esseri umani che ha creato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
commenti