Liuteria. Bene la legge regionale (da migliorare). Si intervenga sui violini in bianco e si garantisca la certificazione
L’ANLAI esprime il proprio apprezzamento per l’iniziativa della Regione Lombardia volta a sostenere il comparto della liuteria, riconoscendone il valore strategico sotto il profilo culturale, economico e identitario, con particolare riferimento al contesto cremonese.
Con specifico riguardo al finanziamento destinato al Consorzio, evidenzia però come tale misura possa produrre effetti realmente efficaci solo a condizione che l’organismo beneficiario assuma un ruolo pienamente rappresentativo dell’intero sistema liutario. Allo stato attuale, infatti, il Consorzio risulta espressione di una quota limitata degli operatori e garantisce la certificazione su una parte soltanto della produzione.
ANLAI esprime pertanto l’auspicio che:il Consorzio evolva verso una struttura inclusiva, aperta alla totalità dei liutai operanti a Cremona; sottolineando la opportunità che i finanziamenti pubblici siano finalizzati anche a sostenere un sistema che eviti oneri diretti a carico degli artigiani per l’accesso alla certificazione; che venga in pratica garantita la certificazione dell’intera produzione degli iscritti e, in prospettiva, di tutti i liutai attivi sul territorio.
Si sottolinea infatti che la certificazione costituisce uno strumento essenziale per la tutela della qualità, elemento fondante della tradizione liutaria cremonese.e che in assenza di un sistema strutturato, uniforme e condiviso, le politiche di valorizzazione rischiano di non incidere in modo sostanziale sulla competitività e sulla credibilità del settore.
Alla luce di quanto sopra, si richiama l’attenzione delle istituzioni competenti — Distretto, UNESCO, Ministero della Cultura, Comune di Cremona e Camera di Commercio — sulla necessità di un’azione coordinata e tempestiva .riguardo ai temi della qualità e dei controlli, in quanto non risultano ancora attivati strumenti operativi adeguati.
Si evidenziano, infatti, alcune criticità che richiedono interventi prioritari:e maggiore attenzione quali
- la diffusione sul mercato di strumenti semilavorati (“violini in bianco”) di provenienza estera, con implicazioni in termini di trasparenza e tutela del consumatore; più volte segnalati
- l’assenza di un percorso formativo di livello universitario dedicato alla liuteria;
- la mancata attuazione di un sistema di certificazione condiviso, nonostante le proposte avanzate da soggetti qualificati, e autorevoli esponenti del settore;
- il mancato riscontro alle segnalazioni formulate nel tempo dalle associazioni di categoria.
Riguardo ai vari interventi recenti infine l’ANLAI non può non rimarcare le perplessità per il notevole finanziamento del Comune di Cremona destinato al Museo del Violino ed ancor più per quello destinato ad un ente privato di cui non si comprende la reale motivazione ed infine per le promozioni che la stessa categoria dei liutai definisce inutili data la scarsa competenza degli “ambasciatori” ed alla loro reale conoscenza del settore
Ciò premesso l’ANLAI ribadisce in ogni caso la propria disponibilità a collaborare con la Regione Lombardia e con tutti gli enti coinvolti, al fine di contribuire alla definizione di un sistema organico, efficace e realmente rappresentativo, orientato alla tutela della qualità e allo sviluppo del comparto e confida che le presenti osservazioni possano essere utilmente considerate nell’ambito dei successivi provvedimenti attuativi.
Presidente ANLAI
Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana Aps Cremona
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commenti
Anna L. Maramotti Politi
16 aprile 2026 16:55
Trovo molto interessante quanto rilevato dal Prof. Nicolini soprattutto rispetto all'identità della liuteria, tema che caratterizza uno degli aspetti culturali più significativi di Cremona.
Debbo altresì rilevare, anche se in modo rapsodico, alcuni problemi connessi alla certificazione. Premesso che lo strumento a corde non è paragonabile ad un "prodotto con marchio di qualità" è doveroso stabilire, prima di tutto, perchè e come la liuteria sia una "arte" e non semplicemente l'espressione di un artigianato artistico o un fenomeno culturale locale. Il timbro dello strumento caratterizza l'esecuzione musicale. Ogni strumento possiede caratteristiche proprie ed irripetibili. Uno strumento è il risultato di un saper-fare, ma anche di un "immaginario estetico" che dà voce alla musica. Il connubio fra musica e liuteria è la condizione che certifica il valore intrinseco dello strumento.
Venendo poi ai maestri liutai è doveroso ricordare (Nicolini ed io ben lo sappiamo per la condivisa esperienza di insegnanti alla Scuola!) come studenti stranieri abbiano appreso l'arte liutaria nella nostra Scuola Internazionale. Si tratta di veri artisti ai quali la mancanza di cittadinanza non deve pesare come un rifiuto ad appartenere alla liuteria cremonese.
Per altro è doveroso ricordare che le molteplici scuole italiane, da sempre, sono una ricchezza per l'arte liutaria. Cremona è il crocevia di queste tradizioni. E' a Crermona che debbono essere studiate per evidenziare la grande ricchezza di cui siamo testimoni ed eredi.
Da utlimo, attenti a non fare della certificazione una sorta di biglietto da visita che non sempre attesta l'identità dell'artefice. Per questo motivo mi corre l'obbligo citare il disciplinare dellA.L.I. che in questo contesto andrebbe recuperato. Grande severità, ma altrettanta attenzione alla personalità di ciascun liutaio, anche se non residente in Città. Questo l'ho ben appreso dal Maestro GioBatta Morassi, sempre attento a trasmettere ai giovani, ma anche sempre attento alla loro personalità.
Cremona non può e non deve essere capitale della burocrazia liutaria, ma capitale delll liuteria internzionale che sa riconoscere anche la grandezza delle altre scuole e sa offrire ricerca, studio e soprattutto sa affrontare una vecchia questione: perchè un musicista sceglie uno strumento e, pur riconoscendo l'importanza di altri strumenti, si esprime con "quello" specifico strumento ?perchè quel timbro particolare risponde alla sua voce interiore in perfetta sintonia con la "sua" musica ? La musica è consostanziale alla liuteria. Cremona di questo aspetto può essere la capitale. Sta a noi avere un tale approccio.
Luca
16 aprile 2026 18:01
Cremona non può e non deve essere capitale della burocrazia liutaria, ma la capitale della liuteria comunque fatta: perchè un musicista sceglie uno strumento e il più delle volte non sa cosa compra ma gli piace uno strumento e lo fa suo e si esprimerà con "quello" specifico strumento perchè quel timbro particolare risponde alla sua voce interiore in perfetta sintonia con la "sua" musica. Poi che sia artigianale, semilavorati, fatto da lui o venduto da altri poco importa. La liuteria artigianale a Cremona è un mito, un atto di fede.
Allora a cosa serve certificare uno strumento? A nulla. Ognuno fa quello che gli pare e vende, se è capace, ciò che gli pare al prezzo che gli pare.
I politici continueranno a "vendere" il brand Cremona e a raccontare la "storia" dell'artigianato e a raccattare fondi a destra e sinistra e spartirli con i propri elettori. Chi sa fare affari leciti o illeciti si arricchirà, gli altri cambieranno lavoro. Punto.
Anything else?
Luisa
16 aprile 2026 20:39
I rumeni hanno venduto alle botteghe cremonesi per 30 anni i loro strumenti. Ora producono in proprio e vendono in proprio, anche in fiera a Cremona: violino 2.500 euro, violoncello 3,500 euro. Soldi ce ne sono meno in giro e i musicisti, almeno in Italia, sono poco pagati e non si possono permettere strumenti costosi. Il Consorzio vende in media in giro per il mondo a 7/9.000 euro. Va bene così. La vita costa. I soldi non hanno nome e cognome. E poi se la gente vuole sentirsi raccontare delle storie sull'artigianato, sul suono puro, sulle sgorbie, noi gliele raccontiamo.
Come fa un liutario a girare il mondo, a fare conferenze, a rappresentare questa o quella associazione ovunque e a produrre 15/20 strumenti all'anno senza stare in bottega? Questo è il miracolo della liuteria di Cremona che nessuno vuole vedere, sentire, raccontare.
Se i politici non avessero litigato per spartirsi 100.000 euro all'anno per video, pubblicità e viaggi pagati all'estero la gente comune non avrebbe saputo nulla sulla verità.
Marco
17 aprile 2026 06:04
Grazie dei suggerimenti presidente ANLAI ma Cremona non vuole regole perchè limitano lo sviluppo della liuteria.
La diffusione sul mercato di strumenti semilavorati (“violini in bianco”) di provenienza estera alleggeriscono i costi del lavoro in bottega, producono meno polveri sottili nell'ambiente e permettono di vendere di più con maggiori guadagni.
Il liutaio deve essere un tecnico, non un laureato, quindi va bene la Scuola così com'è.
Non può esserci un sistema di certificazione condiviso perchè poi bisognerebbe controllare chi fa cosa e chi certifica cosa. Nessun liutaio va a fare le scarpe al proprio collega quindi ognuno certifica ciò che vuole e nessuno deve metterci il becco. Così è stato fino ad oggi e così sarà, così come il liutaio non va a dire al politico come, dove e a chi deve dare i soldi che arrivano a Cremona "per la liuteria". Ai liutai non può arrivare un centesimo ma a chi fa video sulla liuteria girando "gratis" nelle nostre botteghe possono essere dati 50, 80, 100.000 euro... così. Bell'affare!
Se le associazioni di categoria vogliono segnalare irregolarità possono prendere carta e penna e fare regolare denuncia ma nessuno lo ha mai fatto, dunque tutti parlano di cose che poi nessuno ha convenienza a fare.
Non si illuda presidente ANLAI, rimarrà tutto così com'è. Passata la tormenta ritorneranno i soldi da Regione e Ministero, FdI e PD troveranno una intesa sulla spartizione e tutto ritornerà come prima. Non si innervosisca, è inutile.
Anonimo
17 aprile 2026 16:46
Bello aiutare i liutai ma sarebbe il caso d'aiutare anche gli altri artigiani
Francesco
18 aprile 2026 18:36
Certo!
Virgilio lo farebbe volentieri, basta girare il mondo gratis e avere una scusa per chiedere fondi da amministrare senza far arrivare nulla alle categorie che si prestano a fare lo specchietto per le allodole. Muratori? Falegnami? Carpentieri? Panettieri? Idraulici?
L'elenco è lungo, non ci sono solo i liutai. Se per legge se il Comune chiede fondi ad esempio per gli idraulici, poi per legge l'Assessore non può finanziare la categoria ma deve dare i fondi ad altri come taxisti, ristoratori, alberghieri ma non agli idraulici.
(dalla valvola di intercettazione)
Ecco vediamo cosa c'è in giro... Berlino (no, ci sono gia stato...), Tokyo (troppo fuso orario...) Parigi... non è male, si mangia bene. Chiama gli idraulici, così posso chiedere un sostegno di 30.000 euro per la categoria e andare ad Interclima! Ho pronto anche il discorso:"Portare le competenze degli idraulici cremonesi nella capitale francese assume un valore simbolico e concreto insieme: rappresenta un autentico ponte culturale tra due città, Cremona e Parigi bagnate dal fiume, che riconoscono nell'idraulica un elemento identitario profondo e uno straordinario strumento di dialogo tra chi non capisce un tubo ma vuole accompagnare l'alto artigianato manifatturuero idrico in una dimensione europea. Siamo qui a Interclima per far conoscere il nostro sapere fare i buchi nell'acqua, vera eccellenza di un’arte riconosciuta nel mondo e la mia presenza a Parigi conferma la vocazione internazionale di Cremona e la volontà di proiettarsi oltre i propri confini umidi, rafforzando relazioni sempre più liquide e strategiche nel mondo dell'idraulica".
Bello no?
Partiamo!
Anonimo
18 aprile 2026 21:10
I liutai a Cremona sono 200 botteghe e non penso siano tutti dei gran maestri che portano l'arte della liuteria nel mondo, non vedo perchè tutte le volte i fondi debbano essere destinati solo a loro mentre il resto dell'artigianato muore nella totale indifferenza
Nicola
19 aprile 2026 06:43
Lo stanno già facendo a Crema. L’architetto restauratore Paolo Mariani ha proposto di aprire il dossier per fare diventare l’arte organaria cremasca patrimonio UNESCO materiale e immateriale dell’umanità e ha trovato un aperto sostegno dell’assessore Guidesi. Virgilio se ne farà una ragione quando Crema lo otterrà dimostrando che le tartarughe tagliano il traguardo mentre i poeti del nulla parlano a sproposito.
marco
18 aprile 2026 03:41
Penso che trovare la quadra sia difficile ma in ogni caso tutto sta alla passione e alla competenza trasmessa da chi insegna ai futuri liutai l'arte di realizzare uno strumento unico e irripetibile.
Sta' proprio al liutaio mantenere la propria identità,consapevolezza del proprio saper fare e passione per la propria arte liutaia per trasmetterla a chi entra in bottega.
Poi come sempre l'economia fa il mercato, ma come posso acquistare una chitarra da pochi euro ed una da migliaia lo stesso sarà per i violini per chi inizia ad imparare a suonarlo.
Credo che chi si fa' promotore della liuteria pretendendo di rappresentarla nelle occasioni pubbliche debba farsi da parte e lasciare il compito ai diretti interessati che ben ne conoscono le realtà positive e negative.
Stefano
18 aprile 2026 07:51
Bravo Marco! 🙌🙌🙌
Soprattutto i politici che pretendono di gestire i soldi della liuteria e fino ad oggi li hanno spesi male e secondo criteri clientelari devono farsi da parte!