Cremona Contemporanea, una quarta edizione di grande raffinatezza
Ha inaugurato venerdì la quarta edizione di Cremona Contemporanea, nuovo nome della kermesse di arte contemporanea che anima da quattro anni il centro storico della città.
Anzitutto occorre rendere merito al Comune che, nonostante l'uscita di alcuni importanti finanziatori, ha deciso di sostenere energicamente l'iniziativa con l'Assessore Burgazzi, oltre che ovviamente al team guidato da Rossella Farinotti che ha con tenacia tenuto la rotta nonostante i cambiamenti.
È probabilmente l'edizione più raffinata ed elegante, grazie anche alla apertura delle location più prestigiose della città, segno tangibile della assoluta credibilità che la manifestazione ha saputo conquistarsi.
Prima fra tutte il maestoso Duomo con una installazione di Marinella Senatore, protagonista di questa edizione: una monumentale stella cometa che benissimo si sposa con le altezze vertiginose della Cattedrale.
Altra meravigliosa ed esclusiva location è Palazzo Vescovile, elegantissimo edificio cinquecentesco che accoglie nei suoi magnifici ma sobri saloni una raffinatissima piccola selezione di opere. Un curatissimo posacenere di Federico Tosi perfettamente in nuance con i verdi drappi dipinti del soffitto del salone di ingresso, ed un affascinante globo rosso di Gio Pomodoro nell'iconico salone dei ritratti dei Vescovi, in perfetta pendant con le porpore dei dieci severi cardinali presenti. Sorrentiniana (nel senso di Paolo Sorrentino) ed elegantemente ironica la installazione alle pareti di due piccoli ritratti di suorine di Valerio Nicolai. Davvero una lode alla lungimiranza e alla disponibilità della Curia.
Giò Pomodoro è un altro degli indiscussi protagonisti di quest'anno, con sei incredibili opere sparse tra il Palazzo Comunale, quello Vescovile e la nuova sede del Politecnico. Opere davvero strepitose del grande artista scomparso nel 2002 e che portano i loro 50 anni con una attualità impressionante, forme liquide e colorate stabilizzate in resine solide e risplendenti.
Davide Allieri si impone con una monumentale installazione nella Chiesa di San Benedetto e con un viaggio quasi alchemico nelle viscere del bunker di via Grado 19.
Imperdibile anche solo per il luogo una visita alle tante installazioni del vecchio Monastero del Corpus Domini, mentre Lorenzo Scotto di Luzio invade di suono la Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro svuotandola dei suoi arredi e riempiendola coi rumori della metropolitana milanese, regalando anche qui una sorta di emozione sorrentiniana.
Una lode speciale ai volontari che accolgono i visitatori, i meno giovani entusiasti e preparatissimi fino alle più giovani, sorridenti ed educatissime, che leggono Stendhal e Jane Austen nel limbo silenzioso tra una visita e l'altra.
Certo forse questa edizione pecca un po’ di sperimentazione rispetto agli altri anni, lasciando spazio ad artisti più solidi e affermati e a scelte di indiscutibile rigore estetico in location super prestigiose, ma forse un po’ più patinate.
Si impone comunque un dialogo perfetto tra luoghi del passato ed arte contemporanea, inappellabile dimostrazione che l'armonia che regna nelle opere d'arte riuscite mette in perfetto rapporto luoghi e opere di secoli diversi, in una riscoperta gloriosa di una Cremona sempre più bella e sempre più affascinante.
(La foto del professor Martelli è di Daniele Mascolo)
Sovrintendente agli Archivi del Comune di Milano
Docente di archivistica all'Università degli studi di Milano
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